Vincenzo Di Salvo, una storia di grande impegno sindacale e sociale

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L’operaio e sindacalista ucciso dalla mafia sarà ricordato Domenica 17 marzoa Licata nel 61° anniversario della morte. La Cgil chiede il riconoscimento storico di quell’omicidio.

Domenica 17 marzo a Licata sarà ricordato, nel 61° anniversario della morte, l’operaio e sindacalista Vincenzo Di Salvo. Alle 11 in via Guglielmo Marconi, sarà deposta una ghirlanda di fiori sul luogo della barbara uccisione. L’iniziativa è stata promossa dalla FILLEA CGIL, dalle Associazioni “A testa alta”e “la Libera”, dal Comune di Licata.

“Vincenzo Di Salvo, quando fu ucciso – ricorda in una nota la Cgil – aveva trentacinque anni ed era sposato e padre di due figli. Quella di Di Salvo, che segue un lungo elenco di sindacalisti assassinati per mano mafiosa in Sicilia, è una storia di grande impegno sociale e sindacale, di coraggio, solidarietà e altruismo; una storia sepolta nell’oblio per sessant’anni, riscoperta, documentata e consegnata da “A testa alta” alla società civile”.

“Siamo grati a “A testa alta”, associazione, impegnata da diversi anni in un’intensa attività di denuncia e sensibilizzazione – si legge nella nota – per averci fatto riscoprire il dovere della memoria di questa nostra vittima. Si deve ad “A testa alta” l’aver tirato fuori dai polverosi archivi documenti su documenti, raccogliendo tutto un voluminoso incartamento processuale che ricostruisce la sequenza dei fatti a partire dal sopralluogo effettuato nei primissimi istanti dai Carabinieri di Licata fino alla condanna definitiva a quattordici anni di carcere per Salvatore Puzzo, giudicato responsabile dell’omicidio del sindacalista licatese”.

La Cgil, nel sottolineare che lo scorso anno, in occasione in occasione del 60° Anniversario, il Deputato Regionale Claudio Fava mise in campo una iniziativa parlamentare volta a “procedere, anche attraverso mirati interventi, al pieno recupero della memoria dei fatti che hanno visto coinvolto il giovane sindacalista, al fine di consegnare alla cittadinanza di Licata e della provincia di Agrigento la figura e il sacrificio del Di Salvo e mantenerne vivo l’esempio nonché la stretta correlazione tra lotta per i diritti dei lavoratori e violenza mafiosa”, chiede il riconoscimento storico di quell’omicidio e si appella ai Parlamentari Agrigentini all’ARS “affinché sostengano questa legittima richiesta di riconoscimento attraverso l’inclusione di Vincenzo Di Salvo tra le vittime della mafia”.

foto in evidenza da internet

 

 

 

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