Venghino, signori, venghino. Fausto Leali ha vinto il premio Sciascia

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PREMI & SAGRE. Lo scrittore Giuseppe Rizzo disegna un futuro prossimo senza premi letterari, ma con la sagra del fegato, il museo dello zappone e il campionato delle arancine fritte. Uno scherzo che sembra diventare realtà

Alla cortese attenzione del Direttore di Malgrado tutto. A quella cortesissima del sindaco di Grotte, dottore Fantauzzo Paolino. A quella sensibilissima di Fausto Leali, artista.

Vengo con questa mia a dirvela facile che si capisce subito: tutta questa polemica sul premio Leonardo Sciascia è sterile, il premio va abolito subito, con ordine di decorrenza retroattiva.

Giuseppe Rizzo

Giuseppe Rizzo

Lotta dura e pura ai libri ai premi ai festival alle biblioteche agli scrittori e financo ai segnalibri: discoteca fissa. O in alternativa ho qualche altra idea: sagra del fegato arrotolato (ma solo fegato italiano); museo dello zappone (con videoproiezioni); campionato mondiale di arancine fritte (vince chi ne frigge di più, quelle fritte poi tutta beneficenza che ci facciamo bella figura); seminari sui poeti dialettali della provincia di Caltanissetta (e reading); feste di piazza con corse di maiali (biologici).

Proporrei come direttore artistico unico e bello Fausto Leali, che in città ha suonato a Pasqua e quindi conosce già il territorio.

Fausto Leali

Fausto Leali

Mi dispiace per Leonardo Sciascia, ma in provincia bisogna guardare ai talent show, all’under 21 e alla frittura: rendono di più.

Mi dispiace pure per Gaetano Savatteri, ma non tantissimo, eh.

Ps. A questo punto mi perdonerete una seriosità, anzi due. Sono stato a Racalmuto l’anno scorso, ho passato una bella serata a parlare di libri con Giancarlo Macaluso, era una serata organizzata da Savatteri e c’era molta gente e c’era il sindaco e c’era molto caldo e poi l’indomani c’era Pietrangelo Buttafuoco e c’era Macaluso e c’era il sindaco e c’era molta gente e c’era sempre molto caldo.

E questa cosa che c’era un sacco di gente con tutto quel caldo a sentire parlare di libri, può essere che c’era perché Racalmuto è lontana dal mare, ma chi può dirlo, magari era proprio per i libri.

Poi c’è stato un periodo, mi ricordo, c’è stato un periodo dopo quell’estate, che dappertutto si parlava del libro di Carmelo Sardo, Malerba, si intitola, e quel libro racconta una storia feroce e mafiosa e piena di umanità e è stato tradotto in tutto il mondo e in tutto il mondo è andato in giro con la fascetta “Vincitore del premio Leonardo Sciascia”, e allora io ero contento che ci fosse quella fascetta in giro per il mondo, per il nome che c’era stampato sopra, Leonardo Sciascia, che bel nome, e per il fatto che quella fascetta venisse dalla provincia dell’impero e girasse nelle librerie di Parigi Berlino Madrid.

Queste cose a un sindaco e a un’amministrazione pubblica dovrebbero interessare, credo, ma può darsi che io mi sbagli e che sia più importante portare il mare a Grotte e a Racalmuto, io poi sono fisso per le discoteche.

Giuseppe Rizzo scrive per Internazionale. E’ autore del romanzo Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia (Feltrinelli)

 

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