Vendere la moglie on line al tempo del Coronavirus

da | 9 Gen 22

Il racconto della domenica

Gaetano Gaziano

Calogero, per gli amici Lillo, ebbe un’idea stravagante: vendere la moglie all’asta. Ma non a un’asta qualsiasi, a un’asta su Internet.

Camilla, la moglie, non era poi così male. Era solo  una moglie inesistente.

Quarantenne, avvenente, donna di notevole fascino e di discreta cultura, Camilla lavorava in una emittente televisiva locale, come lettrice del telegiornale delle ore quattordici che, in effetti, era l’unica edizione che i proprietari potevano permettersi, data la cronica ristrettezza di mezzi finanziari in cui navigavano costantemente.

Il suo impegno, quindi, era limitato alla sola mattinata per registrare il telegiornale. Tornava a casa appena cinque minuti prima per rivederne la messa in onda.

“Tesoro, è pronto il pranzo?” chiedeva Camilla al  marito, appena rientrata dal lavoro, piazzandosi subito davanti al televisore del soggiorno, mentre Lillo serviva affettuosamente il pasto che aveva preparato, variando sempre il menu per farla felice. Usava comunque, come alimento base, sempre i broccoletti, cucinati in tutte le salse: in umido, fritti, in pastella, gratinati e così via.

Lei non si accorgeva di niente: né del marito né dei broccoletti. Mangiava distrattamente  e annotava scrupolosamente tutte le imperfezioni commesse nella preparazione del telegiornale.

“Com’è andata oggi, tesoro?” si informava Lillo, premuroso.

“E’ stata una giornataccia!” era la risposta di sempre.

Vista la propria edizione del tiggì, si approntava a seguire tutti gli altri telegiornali e talk show delle colleghe più illustri, come Lilli Gruber, Lucia Annunziata, Bianca Berlinguer, eccetera,

“Per un doveroso confronto e per migliorarmi, io sono una perfezionista!” amava dire di se stessa.

E ciò fino agli ultimi notiziari della notte. Dopo di che, stanchissima, andava a dormire per affrontare la giornata successiva fatta di tiggì e di broccoletti.

Lillo si sentiva disperatamente solo. La situazione si aggravò con l’arrivo del Coronavirus. Funzionario del Comune, venne incaricato di effettuare il proprio lavoro da casa in smart working, non avendo, per il suo incarico, contatti con il pubblico. E questo gli impedì di avere almeno un minimo di dialogo con i colleghi che, per lui, era un’esigenza vitale, dato il suo inesistente rapporto coniugale.

La depressione era in agguato.

In questi casi o si reagisce o si soccombe.

Lillo reagì: a modo suo.

Decise di vendere la moglie on line.

Un pomeriggio, d’estate, che Camilla era intenta a seguire il proprio tiggì e a mangiare senza entusiasmo i soliti broccoletti, Lillo venne inaspettatamente invitato ad ascoltare una notizia che lei stessa stava leggendo, per commentarla assieme: “Originalissima trovata di un buontempone. Mette all’asta la propria moglie su Internet, “senza diritto di recesso”. Finalmente una notizia, piccante se volete, che pone alla ribalta televisiva la nostra città non per le solite inchieste sull’abusivismo edilizio, ma per un fatto inconsueto che certamente farà discutere”.

“Tesoro….” con grande esitazione, Lillo tentò di iniziare un discorso con la moglie.

“No, no! Aspetta che non è finita, ascoltiamo il seguito della notizia” l’interruppe Camilla, con lo sguardo sempre rivolto al televisore

Non si conosce il nome del bizzarro, ma geniale, autore della trovata. Ve ne ho dato notizia così com’è, appena ricevuta da un’agenzia stampa. Vi aggiorneremo, cari telespettatori, sulla evoluzione della vicenda, non appena saremo in possesso delle generalità di questo originale concittadino. Anzi, ci ripromettiamo di averlo con noi al videogiornale, per una doverosa intervista!”

“Tesoro…” Lillo tentò ancora una volta di parlare alla moglie.

“Ma sai che questo tizio l’ha pensata giusta? Non è scemo, anzi deve essere un un furbo di mille cotte. Di sole interviste ai network prenderà un bel po’ di soldini” aggiunse, ammirata, Camilla che di queste cose si intendeva.

Fu a quel punto che Lillo prese il coraggio a quattro mani e disse: “Tesoro sono stato io a mettere l’inserzione su Internet”.

Di colpo si ritrovò con il viso e i capelli impastati di broccoletti che la moglie gli aveva rabbiosamente lanciato contro.

“Mi hai preso per merce di scambio, bastardo? Mi hai messo alla berlina della città. Che dico della città. Di tutto il mondo!» urlò furibonda Camilla.

“Ma come, tesoro, se prima dicevi…”

Una seconda bordata di broccoletti investì Lillo, stavolta lanciati con tutto il tegame.

Non si parlarono per giorni interi.

Solo dopo una settimana fu la stessa Camilla a riprendere il discorso, al ritorno dal lavoro.

“Hai visto cosa hai combinato, balordo? Grazie a te, sono finita nella gogna mediatica. Oggi ho saputo che hai ricevuto anche delle offerte, sicuramente da qualche altro perdigiorno come te” disse lei addolorata e distrutta.

“Si, è vero,” rispose Lillo “ma non sono proposte di perdigiorno come dici tu, anzi le trovo assolutamente allettanti”.

“Cosa intendi per allettanti?” Camilla, a quel punto, cominciò a interessarsi.

“Intanto, ti leggo l’elenco delle richieste che sono pervenute da tutto il mondo: dall’Italia c’è quella di un industriale della pasta. Poi, per restare in Italia, c’è quella di un petroliere, che da quando si  è separato dalla moglie, non sembra aver trovato la compagna giusta. Da Londra è pervenuta la richiesta di un magnate dell’editoria. Dagli Usa sono arrivate le proposte di due uomini tra i più ricchi del mondo”.

“Ma come mai tutto questo interesse per me?”

“Sai, mi sono permesso di mettere on line quella bellissima foto in bikini che ti ho fatto l’estate scorsa a Pantelleria”.

“Ma pensi che siano delle proposte serie?” chiese, perplessa, Camilla che, abbandonata l’iniziale arrabbiatura, cominciò a esaminare le proposte, una ad una.

“Eccome, se sono serie!” rispose Lillo che avvertì nella moglie un forte interesse.

“Anzi, c’è anche chi per dimostrare la serietà della propria intenzione, ha mandato tramite corriere, questo gentile cadeau per te”.

Aprì un cofanetto, che aveva tenuto nascosto fino a quel momento in una scatola per le scarpe, ed estrasse un orologio Pasha di Cartier, con la cassa in oro e la ghiera del quadrante tempestata di brillantini.

“Credo che possiamo farci un pensierino…” disse Camilla, mentre si rimirava l’orologio al polso sinistro.

“C’è, però, un problema…” aggiunse Lillo.

“Lo sapevo. Era troppo bello per essere vero” disse lei, contrariata

“Qual è questo problema?” continuò, facendosi scura in volto.

“Ecco: i richiedenti sono perplessi sulla formula “senza diritto di recesso”. Sai, sono persone che hanno, quasi tutte, alle spalle precedenti esperienze matrimoniali fallimentari.  Quindi sono molto caute. Comprendi bene, non è come acquistare un oggetto. Si tratta pur sempre di prendere moglie, perciò esitavano”.

“Perché dici “esitavano”? Hai forse pensato a qualche altra trovata geniale delle tue» chiese Camilla, pronta ormai a non stupirsi più per le “invenzioni” del marito

“Be’, io veramente avrei proposto, sempre che tu sia d’accordo ovviamente, un periodo, diciamo così, di prova. Della durata di sei mesi e questo varrebbe per entrambe le parti. Anche tu potresti recedere dall’accordo, in caso di insoddisfazione”.

“Il discorso di essere messa alla prova, come moglie, non mi esalta molto, però male che vada avrò vissuto un periodo della mia vita alla grande. Sempre meglio che stare qui e mangiare tutti i giorni broccoletti. Ma tu cosa ci guadagni?”

“Sai, tutto sommato…”

“Dai, non fare il furbo, quanto ci guadagni?”

“Ecco: ognuno di loro pagherebbe un milione di euro per il diritto di opzione”.

“Quindi, cinque offerenti, cinque milioni di euro. Però non sei così scemo, come pensavo» concluse lei.

Camilla decise di cominciare “la sperimentazione” con l’industriale della pasta.

“E’ italiano, con lui non avrò certamente problemi di intesa. E, poi, è stato così simpatico a regalarmi il Cartier”.

Salutò cordialmente il marito e fece i bagagli per recarsi alla volta della città dove viveva l’industriale.

Lillo riceveva saltuariamente notizie di lei, via whatsapp, dove si parlava di soddisfazione reciproca.

Solo alla fine del primo semestre di “prova” ricevette un laconico comunicato che diceva: “Causa incompatibilità di carattere, esperimento non riuscito. Mi trasferisco a Milano dal petroliere. Saluti, Camilla”.

Non andò diversamente, Dopo l’iniziale messaggio: “Andiamo perfettamente d’accordo. Lui è molto carino con me”, alla fine del periodo di conoscenza reciproca, un comunicato analogo al precedente portò la notizia del nuovo fallimento.

Camilla si trasferì, quindi, a Londra dal magnate dell’editoria. Sembrava che avesse trovato finalmente la persona giusta. “E’ colto, sensibile e raffinato” fu il primo messaggio. Ma fu breve illusione. Conclusione identica alle prime esperienze: separazione.

Tentò migliore fortuna, trasferendosi negli Stati Uniti. Dapprima ad Omaha nel Nebraska, da uno dei due ricchissimi richiedenti americani.

“Esperienza inebriante” comunicò Camilla.

“Speriamo bene,” pensò Lillo  “perché, se falliscono i tentativi americani, c’è il rischio che mi vedo ripiombare la moglie a casa”.

Dubbi legittimi. Infatti, al sesto mese di prova stesso comunicato: “Fallito quarto esperimento, tento l’ultimo con l’altro”.

Lillo era in forte ansia.

Anche se il primo messaggio fu: “persona deliziosa. Mi trovo benissimo nella sua splendida residenza di campagna a pochi chilometri da New York City, sulle rive del Potomac, usciamo spesso a vela”, non tardò ad arrivare il secondo messaggio: “Non riuscito anche ultimo esperimento. Torno casa. Ho tanto nostalgia dei tuoi broccoletti”.

Una settimana dopo Camilla fece ritorno nella sua città. Corse subito a casa ma non trovò il marito.

C’era un cartello affisso sulla porta di casa con la scritta “TORNO SUBITO”, senza indicazione né di data né di destinazione. Si informò con i vicini e apprese che lo avevano visto partire qualche giorno prima con la sua splendida Ferrari Maranello rossa.

Senza fare più ritorno.

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Racconto inedito di Gaetano Gaziano

p.s. Per questo racconto mi sono liberamente ispirato ad alcune notizie che si trovano sul web di certi mariti buontemponi che mettono in vendita su Internet le proprie mogli.

A parte invertite, si trovano anche notizie di mogli che fanno la stessa cosa con i mariti. Ciò è abbastanza divertente sia per chi legge le trovate che per gli scrittori che magari le utilizzano per dare libero sfogo alle loro fantasie letterarie.

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