“Uno schiaffo alla memoria di un sindaco illuminato”

da | 3 Mag 22

Racalmuto, così Salvatore Sardo, già amministratore comunale del paese, sulla rimozione del busto bronzeo di Gaspare Matrona dalla villa comunale. “Attendiamo che qualcuno si faccia avanti e spieghi tutto l’accaduto”.

Nel nostro fotomontaggio Gaspare Matrona, Salvatore Sardo e la villa dalla quale è stato rimosso il busto bronzeo di Matrona 

Fa discutere a Racalmuto la decisione di rimuovere dalla villa comunale il busto bronzeo di Gaspare Matrona, il sindaco che nell’Ottocento fece del paese un modello di civismo e visione politica.

“Uno schiaffo alla memoria di un sindaco illuminato” la definisce Salvatore Sardo, medico e già amministratore comunale di Racalmuto.

“Come definirla – scrive il dottore Sardo – se non uno schiaffo la rimozione del busto bronzeo raffigurante l’effigie di Gaspare Matrona dalla villa comunale che porta il suo nome? Sfrattare il monumento a lui dedicato per far posto ad una ridicola fontana di seconda mano mi sembra una offesa alla memoria dell’uomo che tanto si è prodigato per il nostro paese fino a impiegare le risorse di famiglia per finanziare le opere pubbliche. Celebre è la frase che don Gasparino soleva pronunciare, quando, nel Consiglio comunale, decidendosi un’opera pubblica, il segretario comunale faceva osservare che non esisteva la possibilità finanziaria di coprirla: “il sindaco provvederà di tasca propria”.

“Gaspare Matrona – scrive Sardo –  è stato un sindaco illuminato con la passione di rinnovare il paese, e durante la sua amministrazione Racalmuto ha conosciuto uno sviluppo tale da essere denominata “la piccola Palermo”. Ai Matrona si devono “scuole, uffici comunali, strade selciate, fognature, macello, fontanelle rionali e il bellissimo teatro. Dall’unità d’Italia in poi, l’amministrazione comunale era stata nelle mani di una famiglia che appunto per amministrare il comune disamministrava il proprio patrimonio o, più esattamente, andava travasandolo nel patrimonio pubblico”.

“Il 30 ottobre 1960, per onorarne la memoria, l’amministrazione comunale guidata da Eugenio Napoleone Messana – ricorda Salvatore Sardo – decise di intitolare la villa comunale proprio a Gaspare Matrona e di erigerne all’interno un busto bronzeo  con la sua effigie; il monumento venne inaugurato con una solenne manifestazione alla presenza di Giuseppe Garibaldi, nipote “dell’eroe dei due mondi”, per testimoniare le idee liberali e progressiste del sindaco Matrona che era un seguace del Partito d’Azione i cui massimi esponenti erano stati Mazzini  e Garibaldi, artefici dell’unità nazionale”.

“Ora, una amministrazione distratta, indolente e priva di memoria storica, non trova di meglio che cancellare le scelte meritorie delle passate amministrazioni che hanno avuto la sensibilità di ricordare quest’uomo e additarlo alle future generazioni come esempio di buon amministratore pubblico. Credo che i cittadini di Racalmuto abbiano il diritto di sapere chi ha deciso tutto questo: il sindaco, la giunta comunale, il Consiglio comunale, qualche solerte funzionario comunale? Attendiamo che qualcuno – conclude Salvatore Sardo – si faccia avanti e spieghi tutto l’accaduto”.

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