Una storia d’amore scomparsa nel tempo  

da | 28 Giu 22

Recensioni. Negli scritti di Antonio Liotta amore e morte si rincorrono, e costituiscono un comune luogo di appartenenza in tutto il suo percorso letterario 

Nicolò D’Alessandro fotografato da Mario Virga  

Thomas De Quincey è l’autore del libro Postale inglese (2019). In libreria ne esiste una sola copia che l’autore del racconto vuole avere a tutti i costi. Per coincidenza la ragazza vestita di giallo chiede lo stesso libro. L’autore vuole parlare con lei per capire perché le interessa proprio quel libro, (…) perché De Quincey, cosa sa della sua scrittura, del senso del viaggio, della velocità e della lentezza, della visione della morte improvvisa, del sogno e della fuga nel sogno e della sua concezione profonda sul delitto di ‘lesa letteratura’. La insegue ma gli è impossibile raggiungerla. La ragazza è sparita.

Leggendo questo nuova prova narrativa Caffè delirio di Antonio Liotta, non ho potuto che richiamarmi all’antico suo racconto il Nuovo postale inglese, del 2019, per ritrovare il legame descrittivo di un sogno che diventa un incubo. Ho riletto anche il suo delicato Almavera, del 2020, dove emergono frammenti del passato che si mescolano e si confondono con il presente. In questo testo riaffiorano sentimenti mai sopiti che restituiscono allo scrittore che è in noi, lo spazio mentale. Riducono la distanza tra un prima e un poi. Le immagini indelebili che costituiscono il vissuto, diventano preziosa narrazione in una scrittura delicata e struggente che, sin dal titolo, evoca ed esalta la vita. Il luogo è protagonista, diventa sinonimo di bellezza e di esperienza vissuta ma a causa del sopraggiungere di un “rudere di barcone mezzo rovesciato, quasi spaccato in due dal lato destro, dipinto di blu con i bordi rosso mattone e con la scritta bianca” Almavera, quel luogo diventa luogo di dolore e morte a causa della tragedia venuta dal mare.

Ecco il punto che mi preme sottolineare, amore e morte si rincorrono, costituiscono un comune luogo di appartenenza in tutto il percorso letterario di Antonio Liotta.

È Almavera, anima vera, il barcone naufragato, la chiave narrativa, il luogo letterario scelto dallo scrittore dove agiscono i sentimenti dell’amore, della pietà, dell’ingiustizia. Mara e Marco diventeranno testimoni decisi a conservare gelosamente il piccolo diario nello zaino, sottolineando con un pennarello rosso la frase del “Piccolo Principe” che  aveva capito il senso più autentico dell’esistenza “L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Nella letteratura di ogni tempo e nella vita di ogni uomo due nomi emergono sempre. Eros Il dio dell’amore, il ragazzino capriccioso e scherzoso i cui scherzi non salvano alcun uomo mortale o immortale e Thanatos: il dio della morte, figlio della Notte e fratello del Sonno, dal cuore insensibile.

Anche nei precedenti racconti di Antonio la struttura narrativa si muove nell’eterno dilemma Amore e Morte, due valori immutabili. Il binomio non è casuale ma è la riflessione che sottolinea il precario senso dell’esistenza.

Sono stato sempre convinto che dell’amore non si dovrebbe parlare, ma lo si dovrebbe soltanto vivere. L’amore è un fatto esistenziale che coinvolge due esseri in un afflato unico e irripetibile.

Caffè delirio, questo ultimo racconto, è delicato e crudele, avvolgente e a tratti impudico, erotico e drammatico. In qualche modo appare autobiografico. Nel senso che rivela la forza del desiderare di Alberto. Lo fa con malcelato pudore e lo trasferisce nella creatività letteraria di un poeta che sa affidare alla parola i suoi sentimenti d’amore nella piena consapevolezza dell’agire. Siamo di fronte ad una scrittura di svelamento, quindi, che sottolinea l’importanza dell’immaginazione e la sensualità che si nasconde nelle parole sia dette che sottese. Ogni cosa intorno ai protagonisti diventa il luogo del desiderio, il Caffè Delirio diventa l’alcova.

Alberto e Nina sono i due personaggi dialoganti di Antonio Liotta. Con una prosa matura descrive, tramite loro, non “l’amore”, ma il “desiderio d’amore”. Lo fa con garbata scrittura e introspezione senza il rischio che comporta il parlare di sentimenti, di passione, di amplessi.

Affida alla prelibatezza di un dolce, la pasta Elena, dal nome femminile, il desiderio d’amore filtrato dagli odori e dai sapori. La nuvoletta di un caffè caldo espande nell’aria forme aeree e aromi sconosciuti. Rafforza il senso del piacere, lo metaforizza sino a farlo diventare parola poetica. I pensieri dell’autore sono quelli affidati alle voci narranti, il prof. Alberto, protetto da Nina che allontana Clonilde per risparmiargli l’invadenza verbale e fisica, distraendola. “Clonilde, ti chiedo, cortesemente, di non disturbare, oggi, il professore”. “Sta scrivendo, è concentrato… Vieni al bancone, ti offro il tuo caffè preferito…”

Diventano cerchi concentrici le nuvole di un fumo impalpabile, odoroso come possono essere le forme immaginifiche di un caffè appena fatto. L’uomo dei sogni proibiti di Nina è un poeta le cui parole diventano dolci promesse d’amore. Sono coinvolgenti, irripetibili momenti che diventano brividi di desiderio, caldi amplessi.

Scritto con l’impegno intellettuale che gli si riconosce, con sincerità e finezza, l’autore percorre una specie di itinerario che ricerca la verità dell’esistenza indagata all’interno dell’universo femminile. Facciamoci caso, le frasi distribuite con ritmo narrativo se riunite e lette in sequenza costituiscono i versi di una unica poesia.

“Scriverò sul tuo corpo… sillabe spezzate… parole scomposte… in cerca d’autore…” “e canterò note nuove… ora sincopate… con labbra di fuoco… e pause sussurrate…” “e leggerò negli occhi… d’incanto totale… parole mai dette… ora ritrovate… “e vivrò in profondità… la tua immensità… nuda decifrata… unicamente libera…” “e griderò sul tuo volto… dall’alba al tramonto… e nelle notti di luna… amore infinito…”

Ma la vita è imprevedibile come la morte.  Alberto, dopo una lunga malattia, chiuderà gli occhi in una notte di luna piena. E ancora una volta la tazzina del caffè, con le spire odorose di un fumo impalpabile racconterà, attraverso il ricordo, una storia d’amore scomparsa nel tempo

Leggi anche

Caffè Delirio

Almavera

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Archivi


Facebook


Articoli Recenti: Malgrado Tutto Web

Ai nostri lettori

Ai nostri lettori

Ristrutturazione del sito. Da oggi, 4 agosto, sospendiamo la pubblicazione di nuovi articoli, la riprenderemo quando l’intervento di restyling sarà definitivamente completato

L’Estate di Regalpetra

L’Estate di Regalpetra

Racalmuto, le iniziative culturali organizzate dalla Fondazione Sciascia con il patrocinio del Comune

Ester Rizzo racconta le 21 Madri Costituenti

Ester Rizzo racconta le 21 Madri Costituenti

Bianca Bianchi ed Elettra Pollastrini

«La cecità mi ha risvegliato l’amore per la scrittura»

«La cecità mi ha risvegliato l’amore per la scrittura»

Benito Cacciato, dopo trent’anni dall’ultimo libro, pubblica il suo nuovo romanzo “Iaco”, uno spaccato della Sicilia dell’entroterra tra gli anni ‘70 e ‘80. «Non ci vedo più, ma la memoria mi si è fatta sottile e precisa»

“Mimosa d’oro”. Tutte le premiate

“Mimosa d’oro”. Tutte le premiate

Ieri la cerimonia di consegna al Tempio di Giunone