Una lunga e straordinaria storia umana e pastorale

da | 19 Ott 21

Don Diego Martorana. La testimonianza di Carmelo Borsellino, che racconta, tra l’altro, l’esperienza del 2008 quando si mobilitò un paese per la riapertura al culto della Matrice

Don Diego Martorana nel 2008, poco prima della riapertura della Matrice (Foto Pietro Tulumello)

Lo avevamo espresso a lui lo scorso 24 settembre, in occasione del saluto alla sua lunga attività di sevizio pastorale; lo esprimiamo adesso:il nostro più grande (e oggi commosso) senso di gratitudine, al pastore e all’uomo.

Risulta sempre difficile parlare di un uomo se non lo si è conosciuto a fondo, più difficile se si parla dell’impegno di un sacerdote; ancor più difficile se si parla del nostro amato Don Diego Martorana. Sì, perché è stato un uomo che si è voluto sempre mantenere lontano dalla ribalta, discreto, timido, a volte impenetrabile anche a coloro che gli sono stati più vicino. Possiamo affermare però, con assoluta certezza, che di lui abbiamo conosciuto e sperimentato il suo impegno: continuo, tenace, coraggioso, infaticabile; mai un giorno di riposo. Sempre presente, sempre al servizio della “sua” comunità e sempre a barra dritta, contro corrente rispetto a quello che la nostra pochezza e il nostro limitato orizzonte umano talvolta non ha compreso e che avrebbe voluto sentire o un agire diverso.

Una lunga e straordinaria storia umana e pastorale della quale ritagliamo alcuni momenti e fatti che abbiamo vissuto con lui in prima persona; da testimoni oculari.

Il primo: l’apertura della Chiesa Madre, nell’agosto del 2008 (si mobilitò, in quell’occasione, quasi tutto il paese: giovani e meno giovani, artisti e artigiani. Un cantiere di volontari per un intero mese per ripulire la chiesa dopo i lavori di restauro, riordinare carte e suppellettili). Don Diego aveva ereditato, dalla morte dell’Arc. Don Alfonso Puma, un pesante fardello della vita della Chiesa racalmutese: dare pieno compimento dell’unità pastorale, epocale passaggio contro l’individualismo delle parrocchie. E per far ciò, nel silenzio, guidato dalla sua visione profetica, ha lasciato la sua parrocchia del Carmelo per prendere la guida dell’intera comunità. Ma bisognava aprire la Matrice dopo tantissimo tempo e continuare nell’opera iniziata da Padre Puma.

Ogni giorno, per tutti i giorni del cantiere “spontaneo”, come mostriamo nelle foto in basso, lui è stato sempre presente, guida, capo senza titolo, un riferimento. Tutto si fermava a mezzogiorno quando con lui e attorno a lui si pregava l’Angelus. Non mancavano mai dolcetti e conforto. Il suo timido sorriso nascondeva una grande soddisfazione. Non riusciva a nasconderlo. E’ stato guida spirituale e uomo.

Il secondo: l’attenzione verso le famiglie; la preoccupazione verso ogni forma di divisione, di sofferenza per le coppie in crisi, sul ruolo spirituale dei genitori verso i figli indebolito dalla crisi generale che sta investendo il cristianesimo.

Il terzo: le sue martellanti ammonizioni verso la solennità dei sacramenti, in particolare per quelli dei ragazzi (battesimi, comunioni e cresime), spesso purtroppo inascoltate. Soprattutto negli ultimi tempi era evidente il suo stato di amarezza sul senso e sul significato che ai sacramenti veniva dato dai genitori e dagli stessi ragazzi. Ma, nonostante tutto, chiudeva sempre con un messaggio di speranza, mai disperato.

Fino agli ultimi giorni non si è risparmiato, nonostante le crescenti preoccupazioni di tutti e nonostante la fatica che incominciava a dare segni evidenti. Fino a quando non ci ha affidati alle cure di Don Carmelo La Magra. Solo in quel momento, immaginiamo, avrà detto tra se e se: il mio mandato è compiuto.

Ci auguravamo umanamente un altro e nuovo capitolo della sua storia, dopo il congedo dall’operatività pastorale. Diverso ma sempre in mezzo a noi. Leader carismatico come sempre. Ma anche in questo, e non solo per questo, il disegno divino gli ha riservato un ruolo che nessuno di noi comprenderà facilmente.

La sua storia umana e il suo impegno pastorale, ai nostri occhi finiscono qua: ma non il nostro affetto e il nostro ricordo che andranno avanti ancora per lungo tempo.

Grazie Don Diego.

AGOSTO 2008 – LE FOTO DELLE ATTIVITA’ PROPEDEUTICHE PER LA RIAPERTURA DELLA MATRICE

 Copyright PIETRO TULUMELLO (riproduzione vietata)

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