Un uomo, la sua città

da | 23 Ott 21

Letture. “Gente mia”, di Gianfranco Iannuzzo. La recensione di Salvatore Indelicato

Gianfranco Iannuzzo (Foto di Salvatore Indelicato)

Un uomo, una città, un luogo, la gente. Ecco l’uomo, Gianfranco Jannuzzo, nella sua Agrigento, la sua città; tra vicoli e cortili, i suoi luoghi; in mezzo alla “sua” gente dal contagioso calore antropico che sa di accoglienza, di sorrisi, di vita, dalla quale lo divide solamente l’obiettivo della sua inseparabile macchina fotografica e con la quale riprende scorci, momenti, sfumature di umanità per conservarli impressi nella pellicola, ma soprattutto nel suo cuore e poterli gustare quando il lavoro lo tiene lontano e prova “l’allammicu” per la sua terra.

Conosciuto ed apprezzato attore di cinema e teatro, Gianfranco non perde occasione di tornare in quella sua “Girgenti” che lo ha visto bambino e che tanto ha amato e continua ad amare in modo viscerale e dalla quale si sente ricambiato. Generoso, spontaneo, umile, si abbandona a sorrisi, strette di mano, battute con chiunque incontri, che lo riconoscano oppure no e intanto la sua reflex scatta, registra immagini, rigorosamente in bianco e nero, fissa ricordi e attimi irripetibili di cui lui farà tesoro e costituiranno poi le colonne portanti per i suoi spettacoli, come “C’è un uomo in mezzo al mare”, “Nord & sud”, “Girgenti amore mio…”

Il Teatro è rappresentazione della vita e un attore dev’essere un attento osservatore di quanto gli accade attorno e Gianfranco lo è. Nel corso degli anni questo innato spirito di osservazione lo ha sviluppato e riversato nella sua passione per la fotografia, collezionando un numero indefinito di scatti che col tempo sono divenuti preziosi reperti documentali di una Agrigento, di un Centro Storico quasi scomparso che, è bene ricordarlo, Giuseppe “Pepè” Jannuzzo, suo padre, ha contribuito a fare ribattezzare “Girgenti” grazie ad una campagna di sensibilizzazione condotta attraverso la rivista “Agrigentini a Roma… e ovunque”, da lui fondata e diretta.

Nel febbraio del 2020 Gianfranco apre il suo corposo archivio fotografico esponendo nei locali del Circolo Empedocleo circa 50 delle sue più belle foto sul Centro Storico agrigentino… pardon… Girgentanu. Si dimostra un grande successo, il pubblico accorre in massa, ammira e apprezza quelle tavole in bianco e nero che evocano immediatamente ricordi e nostalgie nell’animo dei visitatori, suscitando un vero entusiasmo per quelle immagini che tutti vorrebbero possedere. In tanti chiedono se c’è un catalogo oppure se ne è prevista una pubblicazione. Quella sera matura l’idea di realizzare un fotolibro che raccogliesse quegli scatti così semplici, spontanei ma ricchi di quella grande umanità che Gianfranco ha voluto fissare per sempre nella pellicola. “Gente mia” è la concretizzazione di quell’idea grazie alla sensibilità di Antonio Liotta, lungimirante Editore di Medinova.

Il volume, curato da Angelo Pitrone, un altro Maestro della fotografia, raccoglie oltre 100 scatti realizzati in due periodi diversi, il primo nella seconda metà degli anni ’70 mentre il secondo tra il 2017 e il 2020 ma, come dice lo stesso Pitrone nella sua prefazione “…entrambe hanno lo stesso cuore, la stessa passione: la nostra gente, la nostra città…”

Stanley Kubrick, fotografo prima ancora di essere il grande regista cinematografico che conosciamo, diceva, a proposito della fotografia:”…catturare esteticamente delle azioni spontanee, piuttosto che riprendere delle pose, sia l’uso migliore e più espressivo dell’arte fotografica.” – la capacità e la bravura di Jannuzzo stanno proprio in questo semplice principio: saper cogliere nell’attimo dello scatto l’anima del soggetto fotografato.

Medinova, che già vanta oltre cento titoli pubblicati, con questo libro ha certamente raggiunto il top, offrendo al suo ormai vasto pubblico di lettori un prodotto di alta qualità, dalla copertina, alla scelta della carta, all’impaginazione, ai testi e soprattutto dalla scelta rigorosa delle foto da pubblicare, sotto l’occhio esperto di Angelo Pitrone.

Le immagini, come abbiamo già detto tutte in bianco e nero, sono accompagnate da un testo in cui Gianfranco fa emergere il suo profondo legame alla sua città, scritto con passione e sentimento, tra ricordi e aneddoti, partendo dalle sue origini, ai rapporti con i suoi coetanei, al distacco per andare a vivere a Roma, lontano, ma con la promessa strappata al padre di tornare ogni estate a riallacciare e rinverdire il profondo Amore per la sua terra.

Nelle sue foto Jannuzzo racconta la vita, la spontaneità, l’imperfezione che si trasforma in Arte pura; ogni scatto equivale a un racconto, a una poesia che si fa immagine. Il grande fotografo Henri Cartier-Bresson, amava dire: “Fare una fotografia vuol dire mettere in linea la testa, l’occhio e il cuore.” – Gianfranco Jannuzzo possiede questa dote che fa di lui un lettore di anime.

“Gente mia” – Medinova Edizioni, è un’opera che è destinata a lasciare una traccia indelebile nel panorama Culturale italiano, racconta di un mondo fatto di persone vere, di sentimenti… di vita che vale la pena di sfogliare.

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