Un Paese senza mamme

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Niente mamme trentenni nella nazione simbolo del mammismo, un segno inequivocabile del pasticciaccio brutto dentro cui viviamo.

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Qui non si tratta di essere garantisti o giustizialisti, si tratta di essere cittadini di un Paese dove si stenta a capire in che Paese si sta. Perché ogni giorno leggi di sindaci, assessori, Deputati e Senatori raggiunti da un qualche provvedimento giudiziario, quando ricevi l’impressione di vivere in un Paese dove il livello di corruzione e di evasione è fuori controllo, ma allo tesso tempo l’impressione è che tra i poteri non vi sia divisione, ma lotta feroce, quando il termometro dell’investimento giudiziario sale esponenzialmente in concomitanza con importanti appuntamenti giudiziari, quando sui giornali leggi sempre più diffusamente: il Premier teme lo scatenamento giudiziario, oppure: il Premier attacca i giudici. Quando le sentenze di primo grado vengono ribaltate in secondo e quando il terzo grado è una sentenza ambigua dove tu non capisci se il condannato era colpevole o innocente veramente, quando il Politico inquisito e cacciato a furor di indignazione popolare da ogni ruolo dopo 10 anni viene assolto, in tutti questi casi tu Cittadino della Repubblica italiana ricevi una frustata disorientante, non sai più dove stai, non ti orienti.

Ecco oggi l’Italia è un Paese dove non ci si orienta, terribilmente in bilico, sull’orlo reale del precipizio. Oggi è la festa della Mamma, faccio gli auguri a tutti le Mamme e naturalmente alla mia. Leggo però che il nostro è un Paese senza Mamme tra i 30 e 34 anni, finito in quella che viene definita una trappola demografica senza precedenti. Un paradosso oltretutto, niente mamme trentenni nella nazione simbolo del mammismo, un segno inequivocabile del pasticciaccio brutto dentro cui viviamo.

Corruzione altissima, evasione fiscale incontrollabile, stato dei servizi pubblici disastroso, welfare allo sbando, sistema pensionistico agonizzante, disoccupazione giovanile più alta d’Europa, risparmi erosi. Tanto che la domanda più sensata rimane, ma come fa a stare ancora in piedi un Paese così? Ci sarà qualcosa di profondo che ci sfugge

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