Un monumento di passione e coerenza

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Massimo Raso, Segretario Ragionale della FP CGIL Sicilia, ricorda la dirigente sindacale Caterina Santamaria, recentemente scomparsa

Caterina Santamaria

Quando ad andarsene è una persona con cui hai condiviso gran parte della tua vita pubblica, dell’impegno politico e sindacale, se ne va un  pezzo di Te.

Caterina Santamaria, messinese, è arrivata nella nostra provincia da Ragusa, come “funzionaria del PCI” (una categoria estinta ma fondamentale quando i Partiti erano tali) e poi, dal 1979 nella CGIL, è stata una dirigente sindacale importante, l’emblema stesso della passione civile e politica. Era completamente assorbita da  questa funzione, H24, tutti i giorni dell’anno.

Nella CGIL ha diretto la categoria dei Chimici (di cui è stata anche nella Segreteria Regionale) e la Funzione Pubblica; è stata nella Segreteria Provinciale di tutti i Segretari degli ultimi 40 anni: con Gambino, Viviani, Mangione, Lo Bello in deroga ad ogni Statuto.

Da dirigente politico del PCI ricordava sempre con emozione il suo intervento alla “Conferenza Nazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori” a Genova, presente Enrico Berlinguer, che poi si è complimentata per il suo intervento. Ed era orgogliosa di aver dato il suo contributo la costruzione del “movimento delle donne”. E’ stata, persino, una combattiva Consigliere Comunale a Casteltermini nel 1978.

Massimo Raso

Nel Sindacato si è occupata di “Mercato del Lavoro”: non Vi è precario della Pubblica Amministrazione, “articolista”, che non l’abbia conosciuta e che non le debba gratitudine per essersi battuta come una leonessa per il loro diritto ad avere dei diritti! Si è occupata molto di sanità e di diritto alla salute. Lo ha fatto per decenni e lo continuava a fare le “Comitato Consultivo dell’ASP Agrigento”. Memorabile un “libro bianco” sulla condizione della sanità della nostra provincia. Da pensionata, in rappresentanza della CGIL e dello SPI (il Sindacato Pensionati della CGIL di cui era nella Segreteria Provinciale) era presente in tutti e sette Distretti Sanitari nei “gruppi piano” dove si gestiscono le politiche territoriali della salute.

Caterina era schietta, diretta, quando doveva dire una cosa la diceva senza badare ai protocolli e alle opportunità: non era insolito per Lei interrompere l’oratore di turno, chiunque fosse, per esprimere una sua opinione! La Sua è una perdita enorme, sicuramente per tutta la CGIL Agrigentina, ma credo di poter dire, per l’intera provincia, come testimoniano le centinaia di messaggi che hanno popolato i social, l’affetto di tanti messaggi e testimonianze.

Per me era una dispensatrice formidabile di idee e consigli ed avevamo mantenuto un rapporto speciale anche adesso che ho lasciato Agrigento. Il mio arrivo a Palermo ha quasi coinciso con l’inizio della sua malattia, poi i problemi legati al COVID19 hanno fatto il resto e, nella parte finale della sua vita, ci siamo persi di vista.

Resta il ricordo di una donna straordinaria, tenace, innamorata della politica e della possibilità di cambiare l’assetto delle cose esistenti, sicuramente avrebbe avuto i titoli per rivendicare e meritare un riconoscimento pubblico ed un ruolo nelle Istituzioni. Era rimasta ancorata ai valori ideali che hanno sempre caratterizzato la sua vita: era una “comunista italiana”, rimasta fedele a questa sua visione di sinistra che, ad esempio, le ha impedito di seguire tutte le trasformazioni del PCI/PDS/DS fino al Partito Democratico dove non entrò mai preferendo rimanere in SEL. Ma si addolorava di questa frantumazione storica, politica ma anche personale con coloro che erano parte della propria storia politica.

Non era “antica”! Era modernissima, auspicava un mutamento delle forme e dei modi di essere del Sindacato che voleva più vicino alle “periferie esistenziali”, ai luoghi del dolore e della sofferenza, nemica dei riti e di ogni burocratismo sindacale. Era anche una vera “talent scout” che sapeva scovare e segnalare le persone interessanti su cui puntare, un grande intuito politico.

Mi auguro che la CGIL Agrigentina la sappia ricordare degnamente, indicarla come un esempio di militanza e di passione civile: nel mio Pantheon e, soprattutto, nel mio cuore, Caterina Santamaria, avrà sempre un posto di prima fila. Ciao Caterina, che la terra ti sia lieve!

 

 

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