Un docufilm per non dimenticare Stefano

|




Agrigento, ieri al Cinema Astor la prima proiezione di “Quasi12. Nessun colpevole”, il documentario di Gero Tedesco che racconta la tragica storia del piccolo Stefano Pompeo, ucciso il 21 aprile del 1999, per errore, a Favara, da un commando mafioso. 

Da sinistra: Silvio Schembri, Gero Tedesco, Manuela Lino, i coniugi Pompeo, Egidio Terrana

A 20 anni dall’uccisione del piccolo Stefano Pompeo è stato proiettato, ieri, al cinema Astor di Agrigento il docufilm “Quasi12. Nessun colpevole”,  scritto da Gero Tedesco e prodotto da Fuoririga.

La sala dell’ Astor, per la prima del documentario, era gremita di gente, e di autorità civili e militari, presenti alla proiezione – visibilmente commossi – i genitori di Stefano Pompeo e  il cardinale Francesco Montenegro, che, al termine della proiezione, invitato sul palco da Egidio Terrana, che ha condotto la serata, ha commentato dicendo che “davanti a certe morti si resta impietriti e senza parole… se si vuole dare una spiegazione è quella di amare di più la vita e fare in modo che certe cose non avvengano più”. E poi ha proseguito dicendo: “c’è una frase che non riesco ad accettare che ho sentito anche questa sera e cioè che “Stefano era nel posto sbagliato e e in un momento sbagliato. Ma quelli che hanno ucciso – si è chiesto  il cardinale –  erano al posto giusto e al momento giusto? Stefano  era al suo posto, al posto giusto, semmai chi ha sparato non era al suo posto, non doveva stare là e non doveva – ha concluso – stare in nessun posto”.

L’intervento del Cardinale Francesco Montenegro

Il documentario, ripercorre, con il contributo di testimoni, la tragica vicenda di Stefano Pompeo, il bambino favarese,  di “quasi 12” anni,  ucciso dalla mafia la sera del 21 aprile del 1999, quando il piccolo venne raggiunto da dei colpi di fucile esplose all’indirizzo di un fuoristrada di proprietà di un presunto boss di Cosa Nostra favarese. I sicari erano convinti di avere fatto centro, di avere eliminato il nemico. Ma si sbagliavano. A morire fu il piccolo Stefano Pompeo. “Da quel giorno – dice Gero Tedesco –  nessuno è stato indagato per la morte del bambino, nessuno ha mai rivelato particolari sull’agguato, nessuno ha promosso la riapertura del caso. La morte di un bambino è finita così nell’oblìo”.

“Non è stata fatta giustizia” continua a ripetere, Carmelina Presti, mamma di Stefano che, tuttavia, insieme al marito, continua ad avere, come hanno detto al termine della serata, una riserva di speranza, perché, anche a distanza di tempo, qualcosa si muova, perché chi sa possa parlare.

L’omaggio floreale alla mamma di Stefano

Il docufilm di Gero Tedesco fa parlare, tra gli altri, i protagonisti, loro malgrado, di una tragedia dimenticata: la mamma, il padre, l’ex componente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Scozzari, l’insegnante del piccolo, Carmela Di Caro, il giornalista Franco Castaldo, che si occupò del caso. A spiegare  come sia potuto accadere che nulla è stato mai fatto per trovare la verità è il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella.

Il piccolo Stefano Pompeo

Insomma un lavoro di recupero della memoria, non come sterile esercizio del ricordare, ma per imprimere un nuovo impulso perché si arrivi alla verità su una “vittima dimenticata” – come emerge dai 54 minuti di filmato – su cui,  forse, non si è indagato abbastanza, percorrendo, per esempio, la via dei pentiti, che nelle vicende di mafia, con le loro dichiarazioni, hanno dato un impulso notevole alle indagini per arrivare ai colpevoli. Dal documentario emergerebbe questo tassello mancante. Una sollecitazione che –  lo vogliamo sperare – trovi nelle Istituzioni orecchie capaci di decodificare il messaggio, ma soprattutto un rinnovato impegno per rendere giustizia ad una vittima di mafia dimenticata.

Gero Tedesco, autore del Docufilm, ed Egidio Terrana

L’Auspicio è che l’ottimo lavoro di Gero Tedesco, possa trovare massima diffusione, soprattutto nelle scuole e sui media locali e nazionali. Intanto sabato 27 aprile, alle ore 20.30, al teatro S. Francesco di Favara, è prevista la seconda proiezione.

___________________

Le musiche originali del Docufilm sono di Davide Lo Iacono e degli Eimog, il montaggio è di Davide Sclafani, la ricerca storica di Silvio SchembriGero Tedesco e Michele Ruvolo, la fotografia di Manuela Lino, le riprese di Marco Martorana e Davide Sclafani. Organizzazione Vittorio Alfieri.

Guarda video della serata realizzato dal settimanale “L’Amico del Popolo”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *