Tornerà la pandemia?

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E perché dovrebbe ripresentarsi visto che non ci sono malati?

Antonio Liotta

Le domande più frequenti che circolano con insistenza sono: in autunno tornerà la pandemia? E perché dovrebbe ripresentarsi visto che non ci sono malati? Siamo nel regno delle Fake News. La realtà viene negata, la disinformazione è quasi totale e la deduzione che se ne trae è che sia passata l’idea che Covid-19 sia scomparso e, di conseguenza, chi risponde a questi quesiti in forma affermativa  è  considerato sciacallo, iettatore, foriero di sventure.

L’ondata d’autunno nessuno la vorrebbe. Ma, se teniamo presenti i dati attuali, la realtà  ci pone di fronte a  precise evidenze. Nell’ultima settimana (10-16 luglio)  secondo i dati ufficiali, in Italia, abbiamo 655 focolai attivi con 109 focolai nuovi. Questi dati sono sufficienti per farci capire che Covid-19  non è  scomparso e che è  verosimile che con la ripresa autunnale ci troveremo in condizioni peggiori. E soprattutto noi, qui, in Sicilia, ad Agrigento dove è  stato smantellato quel minimo di sistema strutturale che l’emergenza Covid-19 aveva creato e dove le carenze di posti di terapia intensiva non hanno subito variazioni significative, come potremo sopravvivere, superare una emergenza che si prevede importante e significativa?

Qui l’esperienza maturata è stata marginale sotto tutti i punti di vista. Pochi ricoveri, nessuna possibilità di corretta sperimentazione clinica e strumentale, tempi lunghi burocratici ed amministrativi: tutto vissuto con la paura di una precipitazione degli eventi contagiosi che avrebbero messo in ginocchio l’intero sistema con rischio di vedere moltiplicati i pochi decessi che si sono avuti.

Oggi e nelle prossime settimane è assolutamente necessario tenere alta la guardia. Le misure di distanziamento, l’uso corretto delle mascherine sono e devono restare obbligatori al fine di evitare contagi  possibili. Nessuno di noi sa che tipo ti immunità si sia creata, quanti siamo i soggetti a rischio, come e quando potremo essere colpiti. Siamo stati quasi graziati, sinora.. ma continuerà questo stato di “privilegio naturale?”

La “cultura della prevenzione” non è per niente sviluppata e questo potrà rendere drammatica la gestione di una nuova ondata autunnale quando rientreremo nei Paesi, nelle Città, nella Scuola, nei posti di Lavoro, nella cosiddetta “normalità”. Tutto potrà cambiare dal momento in cui l’Umanità intera potrà disporre ed utilizzare un vaccino efficace, efficiente e sicuro; ma la strada, in questa direzione, non è dritta né pianeggiante. In atto, purtroppo, continueremo a raccontare la continuità di una pandemia che miete vittime sempre più crescenti e che non deve e non dovrà fare addormentare nessuno, perché Covid-19 è in mezzo a noi e ci aspetta al varco. Ma saremo capaci di non farci sorprendere, abbiamo imparato bene la lezione? Nutro seri dubbi e perplessità – sia per il ruolo e gli interventi pubblici insufficienti e sia per i comportamenti privati negativi –  e spero di venire smentito dai fatti.

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