“Tenere viva la memoria collettiva del Belìce”

da | 11 Gen 22

Nel 54esimo anniversario del terremoto, Montevago renderà onore alle vittime del sisma e ricorderà la tragedia del ’68. Tra le iniziative in programma la mostra dei reperti ritrovati nella vecchia cattedrale distrutta dal sisma

Margherita La Rocca Ruvolo, sindaco di Montevago

“Tenere viva la memoria collettiva del Belìce e trasmetterla alle nuove generazioni”. Nascono con questo obiettivo le iniziative promosse dal Comune di Montevago in occasione del 54esimo anniversario del terremoto che fra il 14 e 15 gennaio del 1968 devastò la Valle del Belice.

Giovedì 13 gennaio, alle 17, nella nuova chiesa Madre, sarà inaugurata la mostra “Salvati e Ritrovati – I tesori di Montevago restituiti alla comunità”. Nella nuova chiesa anche l’esposizione di Giovanni Bavetta sulla chiesa Madre dei Gravina dopo i lavori di catalogazione e restauro del 2021. Alle 17,30 presentazione del libro “Sbarchi di umanità” di Padre Stefano Nastasi e Alfonso Cacciatore.

Venerdì 14 gennaio, alle 18,30, è prevista la deposizione di una corona in memoria delle vittime davanti al monumento dei Caduti; alle 19 momento commemorativo in piazza Duomo.

Sabato 15 gennaio, alle 10,30, in piazza Duomo, saluti delle autorità; alle 11 santa messa, a seguire intervento musicale del maestro Mangiaracina.

“Seppur con le restrizioni imposte dalle misure per il contenimento del Covid – spiega il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – il comune di Montevago renderà onore alle vittime del sisma e ricorderà la tragedia del ’68 con diverse iniziative culturali e religiose che hanno l’obiettivo di tenere viva la memoria collettiva del Belìce e trasmetterla alle nuove generazioni. Sarà per tutti un’emozione immensa poter rivedere esposti in una mostra, dopo 54 anni, i reperti ritrovati nella vecchia cattedrale distrutta dal sisma”.

La mostra “Salvati e Ritrovati”, promossa dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Arcidiocesi di Agrigento, metterà in luce i reperti e gli oggetti sacri rinvenuti durante i lavori di catalogazione e restauro lavori progettati dall’architetto Alfonso Cimino ed eseguiti dall’Impresa di Salvatore Vullo.

“Degli oggetti ritrovati – spiega in una nota l’Arcidiocesi – pochi hanno un valore artistico ma tutti hanno il valore della memoria, della preghiera, del sacrificio dei tanti fedeli e benefattori che in Chiesa Madre si ritrovavano a pregare, a vivere la gioia della nascita e del matrimonio e anche il dolore del lutto. Oggi i Tesori di Montevago, con questa mostra temporanea, vengono in parte restituiti alla comunità, in attesa di potere creare uno spazio per una mostra permanente della memoria, che li accolga affinché siano custoditi e ritornino a far parte, anche se in altri modi, della vita dei fedeli”. .

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