Strada Statale 640, oggi l’inaugurazione

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Alla rotatoria San Pietro il taglio del nastro con i ministri Delrio e Alfano. Le preoccupazioni del popolo dei pendolari.

Rotatoria San Pietro

Hanno da poco ultimato la collocazione dei segnali stradali con tanto di limiti massimi di velocità. Ma, paradossalmente, per gli stessi operai è una corsa contro il tempo, mettendo a dura prova l’autovelox delle fatiche umane. Con le casacche rinfrangenti  arancioni sembrano come tanti pac-man nei primi videogiochi degli anni Novanta. Disseminati in tutti i 30 chilometri del primo tratto della Agrigento-Canicattì Grottarossa. Turni di lavoro anche di notte, come nei cantieri europei, con tanto di proiettori accesi ad “illuminare” operai e tecnici. Sembra di vivere scene di ragazzi maturandi che non guardano orologio e tempo libero alla vigilia degli esami di Stato. A poche ore dall’ennesimo taglio del nastro, la SS.640,  denominata “Strada degli scrittori”, è un cantiere H24. Perché questa corsa frenetica? Perché questa scrupolosa azione di accorciare i tempi e recuperare i ritardi accumulati in questi otto anni di lavori? La risposa è semplice. Oggi arriva ad Agrigento il ministro alle Infrastrutture e trasporti  Delrio, che di nome fa proprio Graziano, in tema con il “miracolo” che quest’asse stradale sta vivendo in queste ore.

Dicevamo dell’ennesima inaugurazione, se consideriamo che dal 2009 ad oggi tanti sono stati i momenti celebrativi nei trenta chilometri di tracciato nero. Con presenze autorevoli di Ministri e deputati,  Presidenti della Regione e  vertici Anas, ingegneri, impresari e fornitori. Si sono inaugurati “parzialmente” tratti stradali, viadotti, ponti. Magari poi chiusi al traffico perché non completi o da ricevere manutenzioni. Ed è per questi trascorsi… altalenanti che il popolo di pendolari agrigentini che ogni giorno si dirigono verso il cuore della Sicilia, vivono con diffidenza e preoccupazione queste ore di vigilia ad un appuntamento con la storia. Invece di esultare per la prima autostrada (considerate le caratteristiche dell’asse viario) della provincia gli agrigentini temono che oggi, sotto il megatendone allestito vicino l’infiorata rotatoria di San Pietro, non si scriverà il capitolo definitivo di questa storia. E sarebbe, questa volta, di una gravità assoluta se si pensa che saranno presenti due big del Governo Gentiloni: GrazianoDelrio, appunto, e Angelino Alfano, quest’ultimo che proprio su queste strade da ragazzo neopatentato “macinava” i primi chilometri di una strada che poi l’ha portato lontano.

Sui social l’umore che si coglie, come detto, è di diffidenza. Riuscirà a prevalere il piano Anas di apertura definitiva e duratura, con lavori ad opera d’arte e strade resistenti ad ogni intemperie o il timore degli internauti-automobilisti di vedere fra qualche giorno segnali gialli che indicano deviazioni e nuovamente lavori in corso? Noi ci auguriamo la prima tesi, anche se il ricordo del viadotto Scorciavacca sulla Palermo-Agrigento ci ha insegnato che i ponti dell’era romana sono più resistenti.

L’inaugurazione avverrà a pochi metri dalla rotatoria San Pietro, a ridosso dell’uscita per Favara e per Agrigento, direzione via Papa Luciani. Una rotatoria trasformata in giardino, con pietre ornamentali, fiori e piante d’ogni specie, da far arrossire di vergogna la rotatoria abbandonata sotto il tempio di Giunone. E dal piazzale dove Delrio e company saluteranno l’apertura della nuova arteria è ben visibile il viadotto Petrusa che non c’è più. Smontato a pezzi, come costruzione Lego, perché ritenuto pericolante. Un viadotto “fradicio” dalle acque piovane che in tanti anni non hanno trovato  semplici pendenze e vie di fuga  per finire sul sottostante fiume Ipsas, proprio dove “affondano” i pilastri.

Un ponte che univa Favara ed Agrigento, il carcere Petrusa con il Palazzo di Giustizia. Sulla chiusura di questo importante collegamento aereo grida “Vergogna” l’ex vice presidente del Consiglio Comunale di Agrigento Giuseppe Di Rosa che, da dipendente dell’Amministrazione  penitenziaria, mette in risalto il disagio che il carcere Petrusa e gli operatori stanno vivendo.

Sui tempi di realizzazione del nuovo ponte Petrusa  cercheranno sicuramente di far prendere impegni ufficiali a Delrio i deputati favaresi Nino Bosco e Tonino Moscatt  tra i primi a segnalare il disagio. Ed allora ecco l’aspetto positivo della presenza del Ministro dei trasporti: più che passerella e taglio dell’ennesimo  nastro una “presenza fisica” in una zona che per viabilità interna è tra le più degradate dello Stivale. Qualcuno, tra un brindisi e l’altro, dovrà comunicare all’esponente del Governo Gentiloni l’emergenza del viadotto Morandi e di tutta quella fragile rete viaria che crolla, ad ogni minima pioggia, in tutta la provincia, da Caltabellotta a Sciacca, da Cammarata al Tumarrano, dai ponti di Ravanusa a Licata.

Vogliamo augurarci che la “Strada degli Scrittori” servirà a collegare Agrigento verso l’aeroporto di Catania con tempi di percorrenza ridotti. A poche ore dall’apertura del primo lotto, come detto,  prevarranno le certezze tecniche dell’Anas e delle imprese o gli “umori” diffidenti del popolo dei social?

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One Response to Strada Statale 640, oggi l’inaugurazione

  1. Sardo Angelo Rispondi

    31/03/2017 a 8:58

    Egregio Sig. Piscopo,non solo la chiusura del collegamento tra il Carcere Petrusa e il Palazzo di Giustizia grida “VERGOGNA”,ma anche e soprattutto la chiusura della strada di accesso alla casa di campagna della “NOCE” dello scrittore Leonardo Sciascia, se è vero come Lei scrive e tanti altri giornalisti e sedicenti amici dello scrittore ripetono ad ogni occasione, questa strada ha prese il nome di “Strada degli Scrittori”. Bel risultato una “Strada degli Scrittori” che impedisce ai critici,ai studiosi agli interessati ed ai turisti di accedere ai luoghi più interessanti dello scrittore più rinomato e conosciuto degli ultimi 50 anni della Provincia Agrigentina. Tutto questo nel silenzio più assoluto della politica e della stampa locale.

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