“Sono entrata in punta di piedi nelle vite e nelle storie di tante persone”

di | 27 Apr 21

HAMILTON IN LINEA Raccontare il mondo “dall’altro lato della tela”. Il mestiere del traduttore

Adele Maria Troisi traduce per “Malgrado tutto” gli articoli della rubrica “Hamilton in linea”

Era un’assolata mattinata dell’estate siciliana, uno di quei giorni in cui ogni siciliano rimpiange di non essere nato in Svezia, quando ho incontrato Salvatore Picone, mentre stavo attraversando la “Chiazza”, la piazza principale di Racalmuto. Mi chiese se fossi interessata a collaborare ad una nuova rubrica di “Malgrado tutto” “Hamilton in linea”, per dare voce ai nostri fratelli e sorelle d’oltreoceano, traducendo in italiano i loro articoli, affinché una platea di lettori più ampia potesse essere informata degli avvenimenti di Hamilton, la nostra città-gemella. Non ho avuto esitazione ad accettare, poiché lavorare sulle traduzioni è stata sempre la mia passione nascosta, fin dalla mia tesi di laurea sulle traduzioni dell’Antonio e Cleopatra di Shakespeare.

Dopo quest’incontro ho iniziato a tradurre gli articoli che arrivavano da Hamilton e mi sono ritrovata improvvisamente ad entrare in punta di piedi nelle vite e nelle storie di persone che vivono molto lontano da noi, persone che ho imparato a conoscere ed apprezzare. Nomi come Charles Criminisi, Joe Baiardo, Sam Cino, Anthony Macaluso, Gabe Macaluso, Nicola Cino , sono diventati per me familiari.

Fin dal primo articolo, un messaggio da parte della squadra per il gemellaggio di Hamilton ho avuto la possibilità di conoscere un pò della vita dei nostri emigrati in Canada. Ho scoperto James street, la parte centrale di Hamilton, dove ho incontrato il giovane Charlie Criminisi mentre scende dall’autobus accanto al suo papà e s’incammina verso il negozio del barbiere. Tutti salutano il Sig. Criminisi, perché è una persona conosciuta e benvoluta. Poi, mi ritrovo a camminare accanto a Charles, ormai uomo adulto, mentre si reca in ufficio lungo la stessa strada. In un altro articolo faccio conoscenza della regina del Blues: Rita Chiarelli. Se fate qualche ricerca, scoprirete facilmente che in Canada è una cantante molto conosciuta ed apprezzata e che in Italia ha cantato persino con Renato Zero, Loredana Bertè e Bobby Solo.

Un altro giorno, invece, mi ritrovo a tradurre un articolo di Joe BaiardoIl dono più grande”, quello che i genitori emigrati hanno passato ai loro figli: la lingua dei nostri avi, “lu Racarmutisi”. Trovo davvero molto commovente questa visione del nostro dialetto, che talvolta noi Racalmutesi evitiamo di usare per timore di sembrare antiquati.

Ho scoperto anche che Racalmuto per i piccoli Italo-canadesi era “la Rocca”, forse per assonanza con Rock, e che per alcuni nella loro infantile innocenza, essa venisse assimilata a Roma o Milano in quanto a dimensione! Poi, ho incontrato Gabe Macaluso, l’impresario che è stato capace di portare ad Hamilton star del calibro di Frank Sinatra, Luciano Pavarotti, la rock band degli U2 e la giornalista Oprah Winfrey, che tutti abbiamo recentemente visto nell’intervista ad Harry e Megan sulla loro fuga dalla Royal family.

Ma è il ricordo di Charles Criminisi sullo zio Nicola Cino che mi è arrivato dritto al cuore! Leggere quelle righe è stato come guardare una vecchia pellicola Italiana in bianco e nero. La storia di un giovane uomo che lascia la sua terra in cerca di fortuna, va in Canada, invitato dalla sorella, “si lu chiamà” mi ha detto Charles, e incontra per la prima volta i suoi nipotini: Charles e sua sorella, che lo guardano come un alieno venuto da Marte! I due bimbi lo trovano diverso da loro in tutto: come si veste, come mangia, persino come si lava il viso, ma a poco a poco lo zio ,venuto da lontano, riesce a guadagnarsi il loro affetto e a diventare il loro miglior amico, portandoli al cinema e poi tornando in Sicilia con loro, durante un viaggio che rappresenterà una grande esperienza in grado di cambiargli la vita. Con la sua prosa elegante e fluida Charles Criminisi ci racconta dell’importanza che questo zio ha avuto nella sua vita, perché è stato “l’artigiano che accese la fiamma della cultura nella mia vita”, come ci dice lui stesso. Un meraviglioso legame di grande ispirazione per la vita tra due generazioni diverse!

Ed eccomi qua, infine, onorata di esser parte di questo progetto e di portare avanti il mio lavoro di traduttrice, cercando di mostrare ai nostri lettori questo mondo lontano, ma anche così vicino, attraverso l’altro lato della tela.

* * * 

“THE OTHER SIDE OF THE CANVAS”.

It was on a hot Sicilian summer morning , one of those days when you regret not being born in Sweden, when , as I was crossing the square, I met Salvatore Picone . He asked me whether I could have been interested in contributing to “Malgrado Tutto” in the new column “Hamilton in linea”that had the purpose to give voice to our brothers and sisters across the Ocean and translating their articles in Italian , so that a wider range of readers could have been able to learn about what happened in Hamilton, our twin-city in Canada. I had no hesitation to agree, as working on translations has always been my hidden passion , since my degree thesis on the translation of “Antony and Cleopatra”, one of Shakespeare’s tragedies.
After this encounter I started working on the articles from Hamilton and , as I was translating , suddenly I felt that I was tiptoeing into the lives and stories of people living so far away, people I have learnt to know and appreciate. Names as Charles Criminisi, Joe Baiardo , Sam Cino, Anthony Macaluso,Gabe Macaluso, Nicola Cino, have become really familiar to me .

Since the first article, a message from the Hamilton twinship team , I have had the chance to learn about the life of our brothers and sisters in Canada. I’ve learnt about James street , the core of Hamilton, where I have seen young Charlie Criminisi, next to his father getting down from the bus , going up to the barber shop . Everybody is greeting Mr Criminisi , as he is a well Known and loved person. Then I find myself walking next to Charles, a grown up adult going to his office in the same street.

In another article I get to know the queen of blues in Canada: Rita Chiarelli.
Doing some research, you will easily find out that she is really appreciated and that she even sang in Italy with Renato Zero, Bobby Solo and Loredana Bertè.

On another day, I find myself dealing with Mr Baiardo’s article on the “greatest gift “ left to him and all the immigrates by their parents: the language of our forefathers, “lu racarmutisi”. I find so moving this vision of our dialect that sometimes , Racalmutesi avoid using not to sound too old-fashioned ! I also find out that Racalmuto for Canadian-Italian Children was “The rock” and that some of them in their childish innocence thought it was as big as Milan or Rome!

Then , I meet Gabe Macaluso the entrepreneur, who was able to bring to Hamilton Frank Sinatra and Luciano Pavarotti, the rock band of U2 and the showgirl and journalist Oprah Winfrey , that we all have recently seen while interviewing Megan and Harry about their escape from the Royal family.

But the memory of Charles Criminisi on his uncle Nicola Cino got to the core of my heart. Reading those lines , it was like watching an old black and white Italian movie. The story of a young man who leaves his homeland to look for fortune. He goes to Canada , invited by his sister ( “si lu chiamà”, told me Charles ), and there he meets with his nephew and niece , little Charlie and his sister , who watch at him as an alien from Mars! They find him different from them in everything: the way he dresses, he eats , even the way he washes his face , but he gradually conquers them becoming their friend , bringing them to the cinema and back to Sicily in a voyage that will represent a great life-changing experience. In his elegant and fluid prose Charles tells us about the importance that his uncle had in his life as” the artisan who ignited the flame of culture into my life”. What an amazing and life-inspiring link between two different generations!

And here I am, glad and honoured to be a part of this project and to do my job as a translator: showing this far but close world to our readers through the other side of the canvas.

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