“Sogno di tornare a Racalmuto e cantare per mio padre”

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L’INTERVISTA Nostra conversazione con Maria Elena Infantino, figlia del grande tenore racalmutese Luigi Infantino. Nonostante la sua giovane età, canta da anni nei teatri di Londra e Los Angeles, dove vive. È anche attrice e produttrice

Maria Elena Infantino

È giovane e bella. E canta pure da meraviglia. E non poteva essere diversamente per Maria Elena Infantino, figlia di cantanti lirici. Maria Elena è figlia d’arte, infatti. Nelle sue vene scorre lo stesso sangue di Luigi Infantino, il celebre tenore racalmutese che incantò persino la divina Maria Callas. Sua madre, il soprano Raina Nicolova, l’ha cresciuta a pane e musica.
Cresciuta a Roma, Maria Elena adesso vive nel gran teatro del mondo. Da Londra a Los Angeles, ha studiato, cantato e recitato. Conosce un sacco di lingue, continua a girare l’universo mondo. La musica è il suo grande amore.

E c’è, nel suo mappamondo di affetti e amicizie, un puntino importante che si chiama Racalmuto, il paese di suo padre. Il paese che ha conosciuto da ragazzina una ventina di anni fa dove conserva ricordi e amicizie. Nonostante la sua giovanissima età ha fatto fin’ora tantissime cose. Tutto è iniziato quando ha lasciato l’Italia.

“Avevo diciotto anni – racconta Maria Elena – quando sono andata a studiare recitazione a Londra. Avevo vinto la borsa di studio per il corso di quattro anni. Non sono più tornata a Roma. Ho vissuto sei anni a Londra dove ho avuto occasione di partecipare su ITV Yorkshire television nel ruolo di Susan, nella serie Televisiva di Emmerdale. In seguito ho avuto il mio gran debutto come cantante al Royal Albert hall con Dame Shirley Bassey per il cinquantesimo anniversario dei Beatles”.

“Ho poi prodotto e presentato uno spettacolo tributo a mio padre, il tenore Luigi Infantino, al Leicester Square theatre del West End – continua – Dopodiché, il mio One woman show su Edith Piaf mi ha portata a Los Angeles, dove ho debuttato al ‘Marylin Monroe Theatre’ del Lee Strasberg Institute. Lo spettacolo mi ha portato molta fortuna, innescando tante performance in giro per gli Stati Uniti ed Europa. Nel frattempo ho anche prodotto un paio di film, recitando a fianco di attori meravigliosi come Eric Roberts, Doris Roberts, Corey Feldman ed altri”.

Parlaci un po’ della tua infanzia?

Sono cresciuta fra artisti internazionali che cantavano in giro per il mondo. Ho vissuto in scena, si può dire, da quando ho aperto gli occhi. L’Opera è stato il mio mondo. Ricordo che quando sono andata a studiare a Londra, mi impressionò il fatto che molti studenti nel mio corso non fossero mai stati al teatro dell’Opera. Ma come? Io ci andavo quasi tutti i giorni… Sono cresciuta pensando che fosse normale saltare in braccio a Luciano Pavarotti o Placido Domingo. Mi ricordo una volta quando con mia madre sono andata a vedere i Quattro Rusteghi dove cantava il nostro amico Alfredo Mariotti: per scherzare con lui ci siamo messi sul palco poco prima che lo spettacolo andasse in scena e abbiamo iniziato a cantare il duetto dal Don Giovanni… ad un tratto arriva Pavarotti – ‘chi è questa bambina che canta così bene e conosce alla perfezione tutte le parole?’ – ha detto. Che emozione, se ci penso! Avevo sei anni. Per me era tutto un gioco. E amavo cantare le parti maschili però. Forse questo spiega il mio tono di voce alquanto basso per una donna.

Ricordiamo anche il tuo amore per la Sicilia. A Racalmuto, addirittura, hai incontrato persone che in qualche modo ti sono rimaste care…

Si, certo! Racalmuto e la Sicilia rimangono nel cuore e vorrei tornarci presto! Sogno di fare un concerto-omaggio a mio padre. Ho dei bellissimi ricordi e cari amici che sono sempre presenti nonostante la distanza fra Racalmuto e Los Angeles. Amici che mi hanno trasmesso la magia di questo paese. Eravamo ragazzini quando ci siamo conosciuti con te, ricordi?

Certo che si. Una volta a Racalmuto sei rimasta incantata dal suono delle serenate notturne. Alcuni di questi canti sono stati raccolti da Luigi Infantino in “Sicilia amara e duci”. Ogni tanto anche tu interpreti queste antiche melodie. Come reagisce il pubblico americano?

Con gioia ed emozione perché le canto con Lui. Sicilia amara e duci, per esempio, l’ho riformulata con Dj Riccardo Di Benedetto che ha tenuto la musica ed orchestrazione originale di mio padre mischiando con Upbeat moderno, per essere considerato anche dal pubblico giovanile.

Nella tua carriera hai incontrato tanti artisti internazionali. Chi ti è stato vicino in questi anni? 

Devo tanto a Jack Bettz, Doris Roberts, Thaao Penghlis, tanto per citarne alcuni. Mi hanno sempre sostenuta, venendo in prima fila a tutti i miei spettacoli, dandomi consigli veri. Con loro addirittura ho fatto pure due film in veste di attrice e produttrice.

Che progetti hai in corso? Sappiamo che a dicembre farai qualcosa di importante…

Sto preparando per un gran spettacolo dedicato a Dalida. Ho quattro ballerini, un coreografo di Broadway meraviglioso, Jeffrey Polk, la scrittrice Mandi Riggi con la quale ho fatto già Edith Piaf sette anni fa. Lo spettacolo si terrà a Los Angeles, al Greenway Court Theatre il 5 dicembre. Dopo però mi dedicherò ad un progetto a cui tengo molto. Un atto d’amore per mio padre. Vorrei fare anche un documentario con le testimonianze di tanti artisti che ancora ricordano la sua grandezza. È un desiderio che ho da anni…

Lo porteremo in Sicilia e a Racalmuto, naturalmente. E magari in quel teatro dove tutto per tuo padre è iniziato, al “Regina Margherita”. Tra l’altro tra due anni celebreremo i cento anni dalla nascita e i trenta dalla morte di Luigi Infantino…

Certo, sarebbe una gran bella cosa.

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One Response to “Sogno di tornare a Racalmuto e cantare per mio padre”

  1. ADA PIAZZA Rispondi

    11/11/2018 a 18:27

    Cara Maria Elena,nei ricordi di mia madre è ancora vivo il ricordo di tuo padre e di Nanà Sciascia,suoi compagni di scuola elementare.

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