Sogna di indossare la divisa dell’Accademia Navale. Ha i colori del mare la storia di Safaa

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Di origine marocchina, neodiplomata al Nautico di Porto Empedocle, con il massimo dei voti, Safaa Hait teme che il suo sogno rischi di naufragare perché per l’Italia è “ancora una straniera” 

Safaa Hait

Nella sua vita c’è il mare: nel suo passato, nel suo presente, nel suo futuro. Nel suo cuore c’è Agrigento e la Sicilia. Isola che porta ogni giorno come ciondolo ad una catenina che accarezza il collo. Sul suo corpo sogna di indossare una divisa militare marina.

Incontriamo Safaa Hait in una caldissima mattina di luglio. Il viale della Vittoria di Agrigento è deserto. Poca gente seduta al bar in una settimana invece che doveva far registrare il pienone per la festa di San Calò. Ed invece, a causa del covid-19 il Santo Nero è rimasto dentro la basilica e le strade di Agrigento sono senza luminarie e bancarelle, tammurinara e giochi d’artificio. Agrigento, città  tanto devota al Santo, che durante la peste ricevette lanciato dalla finestre il pane destinato ai poveri, ricorderà a lungo il 2020 per la quarantena, il rischio contagi e le misure di distanziamento fisico.

Ma il 2020 Safaa invece lo ricorderà per essere stata la prima ragazza frequentante la sede di Porto Empedocle dell’IPSCT “Gallo” di Agrigento, indirizzo tecnico, Trasporti e logistica costruzioni navali a diplomarsi con il massimo dei voti. La commissione infatti ha “maturato” la ragazza di origine marocchina con un 100 a tutto tondo, che entra nella storia dell’Istituto diretto dalla dott.ssa Gina Casà, essendo il primo cento dell’indirizzo nautico, come viene comunemente individuata la scuola. Il primo 100 di un nautico che renderà corposo il curriculum vitae di una ragazza legata al Mediterraneo. Mare che lei vorrebbe navigare indossando la divisa dell’Accademia Navale e magari aiutare chi in quelle onde, sopra tanti barconi di fortuna, sogna di approdare sulle coste sicane. Tra un caffè caldo e un the alla pesca, Safaa ci racconta la sua vita, i suoi primi diciotto anni trascorsi tra Marocco e Sicilia, con un Mediterraneo che ha visto dall’alto di un aereo durante il volo per Palermo.

“Non ho fatto il viaggio su un barcone come altre migliaia che in questi anni hanno lasciato il continente africano – ci racconta la giovane studentessa – ma il mio è stato un viaggio più comodo e soprattutto con una meta sicura. Ho raggiunto mia mamma ad Agrigento che aveva anticipato la sua emigrazione dal Marocco qualche anno prima”. Sei anni fa inizia il processo di integrazione in terra agrigentina di una ragazza che sa il fatto suo, che ha superato ogni barriera linguistica, che dello studio ha fatto un motivo per riempire le sue giornate. “Ho frequentato l’ultima classe di scuola media presso la “Vivaldi” di Porto Empedocle. Non conoscevo l’italiano. Parlavo francese e conoscevo anche l’inglese per alcuni corsi. Ma la mia fortuna è stata trovare docenti e compagni che mi hanno aperto subito il cuore. Ricordo con piacere la mia prof. di Italiano Daniela Montalbano che mi ha dato le dritte giuste per apprendere subito la nuova lingua”.

Mentre parliamo, a pochi chilometri da noi, spicca l’imponente nave “Moby”, che ospita i migranti isolati per il periodo di quarantena. Molti di loro sono positivi. Ed il pensiero di Safaa va dentro quella colorata nave traghetto che pochi giorni prima un ministro della Repubblica aveva confuso per nave da crociera.

”Quando vedo la tv, le immagini delle traversate – ci dice – provo dolore. So cosa significa lasciare la propria terra d’origine, la propria casa che ti ha visto crescere, i parenti, i compagni di gioco. Io sono stata fortunata ad arrivare in aereo, su una poltrona e con aria condizionata e con un “porto” sicuro, la casa di mia mamma.  Questi poveri fratelli invece hanno rischiato di morire nel Mediterraneo, come è successo a centinaia di uomini e donne e anche bambini. E’ una continua emergenza che adesso è minacciata anche dal coronavirus”.

Mentre parla il suo sguardo si illumina, nonostante le lenti  dei Ray-ban  oscurano occhi emozionati. “Provo rabbia a vedere questa fuga dal mio Paese. Il Marocco paga una politica sbagliata. Potremmo vivere di agricoltura, pesca e di turismo sulle coste. Ed invece la gente va via”

Safaa con il nostro Giuseppe Piscopo

Nei tuoi programmi c’è un ritorno a casa?

“Non penso. Nel senso che torno per fare cosa? Io voglio restare in Italia e continuare a studiare sognando di entrare in Accademia Navale. Ma se per altri ragazzi diplomati al Nautico il sogno può diventare realtà per me invece appara al momento impossibile. Sono da sei anni in Italia e per essere cittadina italiana dovrò aspettare almeno altri quattro anni. E “rischio” di superare l’età massima per l’accesso alle scuole militari navali, la cui soglia al momento si ferma ai 22 anni. Speriamo che cambi la normativa. Sono troppo innamorata della vita del mare, i mie prof. del nautico mi hanno dato una ottima preparazione di base. E’ una scuola che ti forma. Speriamo possa servirmi per il futuro. Mi piacerebbe indossare anche la divisa della Polizia di Stato. Magari in attesa di poter partecipare a qualche concorso vorrei avvicinarmi alla vita di Questura offrendo la disponibilità come mediatore culturale e traduttrice. Figura molto cercata anche da Tribunali e altri Uffici”

Parlare con Safaa, appena maggiorenne ma con idee chiare e con un lessico che non tradisce la sua lingua madre, è un piacere per il cronista.

La tua colonna sonora potrebbe essere la canzone “Cara Italia”  di Ghali, il rapper italo-tunisino…

“Questo testo lo abbiamo affrontato con la prof. di Italiano Francesca Castronovo. In alcune frasi mi ci rispecchio. Canticchiare  “Io t.v.b. cara Italia, oh eh oh, sei la mia dolce metà” ha un sapore per me diverso. Ma amo molto la musica italiana. Adoro Emma Marrone. Come mi piace il cinema italiano e i libri scritti da italiani. Li alterno ad opere marocchine. Leggere, cantare, vedere prodotti artistici  mi ha aiutato a conoscere la lingua e l’Italia. E’ stato un processo di integrazione nel rispetto anche della multiculturalità”.

La Sicilia ti ha preso anche per la gola?

“Con il Marocco abbiamo tanti piatti in comune. La cucina mediterranea ha gusti simili. Alterno pietanze italiane a quelle marocchine. Ma alla pizza non rinuncio”

Accoglienza ed integrazione. Per te è stato un processo pieno di ostacoli?

“A scuola ho avuto la fortuna di trovare professori e compagni che hanno abbattuto tante barriere. Nella vita extrascolastica non sempre l’integrazione è un fatto naturale. Porto Empedocle è una città di mare e molto aperta. Ho abitato da sola per diversi anni per frequentare il plesso del Nautico. Agrigento è un poco più chiusa. Adesso abito nel capoluogo. Forse le città più grandi non facilitano tanti rapporti. Spero di far nascere qualche amicizia, che è diversa dai rapporti con i compagni di scuola”.

E le tue giornate lontano dai libri in questi giorni come scorrono?

“A casa. Adesso abito con mia mamma. Spero di trovare presto un lavoro per  impegnare in maniera produttiva  il tempo e per sostenermi negli studi universitari. Sarà difficile. Ma spero di trovare anche part-time un’occupazione. Parlo bene l’italiano, conosco francese e inglese e la conoscenza della mia lingua madre”.

Safaa con la mamma

Chissà se  in questa terra di Sicilia dove, ad ogni sbarco sul Molo di Girgenti o ad ogni ONG avvistata al largo, l’opinione pubblica si divide sulla presenza dei migranti ritenuti da molti un costo sociale, la presenza di Safaa  potrebbe diventare una bella risorsa per tutti.

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2 Responses to Sogna di indossare la divisa dell’Accademia Navale. Ha i colori del mare la storia di Safaa

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    Francesco Tuttolomondo Rispondi

    10/07/2020 a 8:59

    Sono docente, nonché commissario di esami presso l’istituto nautico di Porto Empedocle. Sofia è una ragazza capace di conseguire ogni obiettivo che intende raggiungere, intelligente e modesta , non ha incontrato alcuna difficoltà nel suo percorso scolastico e di integrazione sociale. Il risultato dell’esame di maturità la inserisce nella lista delle eccellenze e pone le basi per l’avvio di nuovi percorsi formativi, che le consentiranno di realizzare i suoi sogni.Sofia ha una buona proprietà di linguaggio, conosce francese inglese e arabo, ha dimostrato notevoli competenze nell’ ambito dell’indirizzo scelto. Bella e di grande sensibilità, è una risorsa per quanti avranno la possibilità di conoscerla .’’Realizzerà i suoi sogni ! ‘’

  2. Avatar

    Safaa Hait Rispondi

    10/07/2020 a 12:14

    Grazie mille prof. Francesco Tuttolomndo .. farò di tutto per poter realizzare i miei sogni come ha detto …☺️ Sono fiera di essere stata una sua alunna ‍
    E grazie al giornalista Giuseppe Piscopo , è stato un piacere …

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