Le Rubriche

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Sabato, 8 Marzo 2014

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Il filo rosso delle storie di "Donne allo specchio

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Giovedì, 6 Marzo 2014

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E Matteo il Magnifico si prese l'Italia

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E' bastato un blitz durato poche settimane e la determinazione ...

Sabato, 1 Marzo 2014

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Rubriche - Il Taccuino

Il nuovo capitolo del romanzo a puntate di Annamaria Tedesco


La telefonata

Capitolo quindiciTeresa si sentiva attaccata ad un filo, ma era calma e fiduciosa, aveva preparato la cena e adesso era seduta in salotto ad aspettare con le mani in grembo assorta,forse sarebbero usciti insieme da quell'inferno ma lui non arrivava. Le ore passarono e lei seguì il richiamo del sonno, il suono del telefono la riscosse, era qualcuno dall'ospedale che la informava di un'emergenza, che stesse tranquilla, ma che il marito avrebbe fatto tardi, tardissimo. Spossata si buttò sul letto.
Antonio la svegliò nel cuore della notte. In un tono che non ammetteva replica.

 

 


-Alzati!
-Che succede?
-Alzati! Ormai l'ho scoperto!
-Ma chi?
-Lui è qui
- Basta Antonio, ora basta.
- Ma se siamo appena all'inizio.
- No, non c'è nessuno, calmati.
- E invece sì! - Gridò lui allungando le mani verso il suo collo come se volesse strozzarla.


Adesso Teresa era spaventata sul serio, senza rendersene conto si rannicchiò su se stessa a proteggersi con le braccia come fosse dentro un uovo.


Lui cominciò a colpirla
-Troia! Sei una troia! Vieni giù e guardalo davanti a me! Vieni giù!

Teresa non reagiva più, sembrava uno straccetto.

Lui improvvisamente la riconobbe.
- Amore mio, scusami, perdono, perdono, mi dispiace molto, forse è meglio che tu vada via, va via, scappa. Teresa recuperò a fatica la sua voce.
- Io non vado via senza te, parlami di nuovo, di nuovo, senza urlare per favore parlami.

Lui la guardò di nuovo ma stavolta in modo animalesco. Di nuovo Tersa ebbe paura, perché riconobbe il morbo, gli negò allora i suoi occhi valutando la possibilità di una fuga che venne interrotta improvvisamente da un rumore proveniente dal salotto. Con un salto ferino Antonio si allontanò correndo nell'altra stanza mentre un urlo che non aveva niente di umano uscì fuori dalle sue viscere. Teresa ne approfittò e corse nello studio, era l'unica stanza con la chiave ,agitata corse al telefono, ma fece scivolare il mucchietto di lettere e con loro le forbici e un vecchio giornale.

- No! No! Era lui, era lui stesso che si scriveva le lettere! Era Antonio l'autore delle lettere anonime! Se le scriveva e inviava lui stesso!

La scoperta gettò la donna nell'angoscia più totale, tremava tutta.

Mentre Antonio dall'altra parte picchiava selvaggiamente contro la porta.
- Apri o giuro che t'ammazzo!
Teresa era ormai in trance, aprì.
- L'acchiapavu, ormai è finita, basta mentire! E tu è meglio che stai ferma. Adesso chiamo i miei fratelli.
- Sta zitto Antò, è solo un sogno.
- E' qui ti dico.

Antonio acchiappò furente la cornetta del telefono poggiato sulla scrivania, Teresa stava piangendo.

Lentamente con l'indice formò il numero del fratello.
- Salvatò, rispondi perdìo Salvatò...- tu tu tu tu, nessuna risposta. Sbatté giù il telefono come se scottasse.
- Dove cazzo è dove cazzo è, Salvatò Salvatò.

Teresa emerse da non si sa dove e affermò:
- E' Dicembre sono a Durrueli , nel villino dei suoceri, oggi è sabato.
- Dammi il numero.
- Sveglierai tutti.
- Dammi il numero, l'hanno a sapiri tutti cu si tu! Dammelo!

Finalmente Tersa glielo dettò e lui lo compose
- Pronto, pronto?
- Salvatò iu sugnu
- Antò chi successì?
- U pigliavu, non sono pazzo l'ho preso, vieni subito, sbrigati, sbrigati.
- Teresa dov'è?
- Qui.
- Non la toccare, non toccare niente. Sta fermo, arrivo subito. Sta fermo.
Teresa cominciò a pregare:
- Ave maria piena di grazia...

Lui la guardò inorridito e le diede un ordine:
- Vatti a vestire, e metti il vestito rosso !
- Adesso?
- Non discutere e fallo, fammi felice!

Lui la guardava come volesse distruggerla, lei soffriva, moriva di dolore, pensava che forse era meglio morire, perché la morte cancella tutto, avrebbe voluto essere una pietra, mentre andava in camera da letto apriva l'armadio e tirava fuori il vestito rosso cortissimo e aderente che la comprimeva delicatamente e che non aveva mai messo per uscire perché la faceva sembrare una dea...

Quando finì lui le disse:
-Truccati!- e s'accese una sigaretta soddisfatto seduto in poltrona.


Annamaria Tedesco


Le puntate precedenti nella rubrica "La zia Teresa"

PROVINCIA E DINTORNI

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Dichiarazione di Venturino, Gianni e Cimino "La finanziaria bis dell'assessore Bianchi non può essere una riscrittura lacrime e sangue dei dicktat della burocrazia romana".A dichiararlo sono il vice presidente dell'Ars Antonio Venturino, P.S.E, ed i deputati Michele Cimino, Voce Siciliana, e Pippo Gianni Centro Democratico."Non si possono penalizzare in un momento di stagnazione economica leimprese, il lavoro, l'università...

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Dichiarazione della parlamentare del Pd sul rinnovo delle cariche direttive del sindacato Maria Iacono, parlamentare nazionale del Pd interviene sul rinnovo delle cariche direttive della CGIL. "Salutdichiara- con soddisfazione e compiacimento la rielezione di Massimo Raso alla guida della CGIL agrigentina e dei nuovi vertici provinciali delle sigle di categoria.Tali riconferme costituiscono il segno evidente dell'ottimo lavoro svolto...

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Venerdì 14 marzo  incontro organizzato dall'Associazione CIFRA. Relatori Francesco Pira e Marco Trainito "I NUOVI LINGUAGGI DELLA POLITICA- Dalla retorica a Facebook,Twitter e Youtube- Dal "Vaffa" a "stai sereno".Questo il tema di un incontro che si svolgerà a Gela il prossimo venerdì 14 marzo organizzato dall'Associazione CIFRA (Cultura, Istruzione,Formazione, Ricerca, Autonomia) presieduta dal dottor Emanuele Antonuzzo, che introdurrà...

Redazione 06 Mar 2014 Notizie Provincia e Dintorni

Sciascia e Malgrado Tutto 

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Leonardo Sciascia

“Ho tentato di raccontare qualcosa della vita di un paese che amo e spero di aver dato il senso di quanto lontana sia questa vita dalla libertà e dalla giustizia, cioè dalla ragione…. Tutti amiamo il luogo in cui siamo nati, ma Racalmuto è davvero un paese straordinario”.

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Leonardo Sciascia

“Malgrado tutto”: per il mio amico Bufalino – e anche per me – è il più bel titolo che si sia mai trovato per un giornale. Malgrè tout: un francesismo, direbbero i puristi che contiene una visione delle cose illuministica, diderotiana.Malgrado tutto, Ottobre 1987

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Leonardo Sciascia

I giornali locali dovrebbero fare opposizione seria sui fatti quotidiani, sulle cose da fare, prendendo così il ruolo di opposizione vera che in molte amministrazioni viene mancando. Opposizione quindi non per principio, per il gusto di farla: ma opposizione sulle cose concrete.Malgrado tutto, aprile 1985

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Leonardo Sciascia

La democrazia, da noi, è più forma che sostanza. Non basta che i cittadini votino – e da noi si vota continuamente, troppo – perché un paese possa dirsi democratico. Il banco di prova è l’amministrazione della giustizia. E si suol dire, retoricamente, che l’Italia è la culla del diritto: e invece ne è la bara.Malgrado tutto, giugno 1984

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Leonardo Sciascia

Ci sono i magistrati buoni, ottimi, perfetti: ma le leggi non servono contro i buoni cittadini, servono contro i cattivi; quindi è contro il cattivo magistrato che si vuole avere una regolamentazione, una disciplina, al di là di quelle che già ci sono e non funzionano.Malgrado tutto, agosto 1986

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Leonardo Sciascia

E’ stato detto – ed è vero – che non c’è fotografia che nel giro di pochi anni non diventi bella per quel che vi si cristallizza di nostalgia, di rimpianto, di sentimento personale o collettivo. E insomma: perché è un ricordo. Malgrado tutto, giugno 1985

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