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Rubriche - Il Taccuino

Il nuovo capitolo del romanzo a puntata di Annamaria Tedesco

 

La zia Teresa"La bocca di lui affondò nella pelle di lei, velluto, forse ciliegia, albicocca, seta, sapore tenue, sospeso, impreciso, gelsomino? Teresa si girò su un fianco, dandogli le spalle, diventò piccola, lui, grande e alto, l'accolse".

Roma. Dalla stazione Termini all'albergo

La moglie abbassò gli occhi, quando sentì la pressione delicata della mano del marito che la spingeva verso i tavoli del bar e avvertì lo sguardo di uomini e donne invidiosi, mentre si sedevano al tavolino del bar, uno di fronte all'altro.
- Allora? - le chiese Antonio.
- Allora che?
- Prendi qualcosa?
- Un tè.
Lui le sorrise ammiccante e andò alla cassa ad ordinare, maestoso il portamento e l'andatura da gattone.

 

 

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Rubriche - Il Taccuino

Disperazione. Il manto nero del sospetto


Il nuovo capitolo del romanzo a puntate di Annamaria Tedesco. Amore e rabbia nella Sicilia di ieri. Divorato dalla gelosia verso sua moglie Teresa, Antonio non si fida più di nessuno


La zia TeresaAntonio non andò a lavorare. Prima di uscire, mentre la moglie era a letto, chiamò il centralino dell'ospedale per dire che era malato, aveva tanta voglia di morire.

Nessuno chiese niente, fu facile farsi sostituire dal suo aiuto. Doveva controllarla, spiarla, facendo finta di niente.

Passò davanti la portineria salutando la cicciona come ogni giorno, più in là ad Alfredo fece un cenno di capo, il portiere rispose rispettoso; bene, adesso bisognava pensare a come rientrare senza essere visto e poterla così sorprendere. Il garage, poteva entrare dal garage, ma doveva aspettare il momento buono quando Alfredo fosse stato lontano. Intanto in strada gli faceva male il petto, accelerò ancora il passo e cominciò a sudare, ma mantenne l'andatura, mentre la testa gli doleva e vedeva tutto ammantato di giallo e fluttuante con gli occhi che lacrimavano, come avesse due spade dentro.

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Rubriche - Il Taccuino

La lettera. Dubbi e tormenti

Una lettera anonima precipita Mario nella sua morbosa gelosia

Teresa è sincera o mente? La storia fra i due si complica

Il nuovo capitolo del romanzo di Annamaria Tedesco

 

Capitolo Nove - Zia TeresaIl portiere Alfredo di fronte alla porta del secondo piano ebbe un attimo d'incertezza, destra o sinistra? Le due targhette portavano lo stesso cognome, perché i due fratelli Antonio e Mario vivevano in appartamenti attigui, per fortuna aveva dietro i suo occhialini da presbite, così li inforcò e lesse il nome, quello di Antonio era sulla sinistra. Bussò alla porta, dopo pochi secondi aprì il dottore, in pigiama.
- A quest'ora?
- Lettera importante è, duttù!
Antonio prese la lettera di scatto, sbatté la porta in faccia ad Alfredo, ed entrò dentro casa, fermandosi con la busta a mezz'aria nel corridoio la guardò e cominciò a sudare, si appoggiò con una mano alla scrivania, prese un tagliacarte, la aprì e lesse:

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Rubriche - Il Taccuino

"Lettera anonima è". Sussurri e muti

 

La nuova puntata del romanzo d'appendice di Annamaria Tedesco

La lettera anonimaEra appena passato un mese dall'arrivo degli sposini quando in un cupo mattino ventoso davanti al cortile del palazzo, dove i due erano andati ad abitare, arrivò a tutto gas sulla sua vespa il postino, che sceso al volo dal sellino e con sguardo allusivo rivolto al portiere gli fece cenno di non muoversi dalla guardiola. D'un botto appoggiò sopra tutte le altre insieme al fascio sul banco di Alfredo "la lettera" .
- Hai visto? - chiese il postino ad Alfredo il portiere.
- Che è ?
- E' strana.
Alfredo la prese in mano la girò e la rigirò, l'annusò, la guardò controluce e disse:
- L'indirizzo è ritagliato.
- Non c'è mittente – aggiunse il portalettere.
- Lettera anonima è! - esclamò Alfredo facendo il segno delle corna e ammiccando, poi urlò chiamando la moglie.
- Mariù Mariù talìa!

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Rubriche - Il Taccuino

  Amiche. Parlare di uomini in cucina, poi lo struscio


Emmanuel SougezTeresa approfittando dell'assenza del marito bussò a casa di Giulia, la cognata le aprì con un largo sorriso e se la strinse al petto. Giulia era una donna alta e morbida, ma sembrava leggera e più giovane della sua età, ne aveva quasi trenta, forse per via dei suoi capelli castani striati d'oro, o per gli occhi tondi che si allungavano ironici o per le fossette ai lati del mento; per Teresa era lei la sorella maggiore, quella che si era scelta.
- Mi sei davvero mancata sorellina - disse Giulia.
- Smettila, mi soffochi - disse Teresa.
- Dai vieni dentro, finalmente sei qui – poi, guardandola con attenzione, le chiese - ma che hai? Stai bene? Allora come va?
- Prima tu - rispose Teresa.
- Io?
- Tu, si tu.
- La mia vita è sempre più monotona - attaccò Giulia - ormai i temi li conosci, anzi il tema.
- Ancora non ti pagano?
- Sono in arretrato di cinque mesi, sono stanca ho dato fondo a tutte le mie risorse, ma è un momento buio. Niente da fare, non riesco a trovare un secondo lavoro.

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