Simonetta Agnello Hornby: “Andare in una scuola è sempre un privilegio”

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Grotte, la scrittrice incontra gli studenti del “Roncalli”. L’iniziativa si inserisce nel percorso del premio “Racalmare Leonardo Sciascia –  Scuola”.

Simonetta Agnello Hornby con gli studenti del Roncalli, il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza e Gaspare Agnello

“Simonetta Agnello Hornby non è una buonista” a sostenerlo è Gaspare Agnello nel presentare la scrittrice di “Rosie e gli scoiattoli di St. James” al “Roncalli” di Grotte. E che non sia tale lo ha ampiamente dimostrato, non facendo mistero dei propri vissuti e delle proprie idee, parlando di emigrazione, di convivenza, di diritti, di battaglie, di brexit, tutti temi contenuti nel suo libro, un romanzo pensato per i ragazzi e scritto a quattro mani con il figlio George.

Dunque, chi ha incontrato la Hornby al “Roncalli” non ha avuto solo la possibilità di saperne di più sul suo libro, ma ha soprattutto potuto conoscere la donna, la madre, la nonna, l’avvocato dei bambini, tutti ruoli che incarna e che fanno capolino dalle pagine del suo romanzo, attraverso idee e personaggi.

“Innanzitutto – dice la scrittrice – andare in una scuola è sempre un privilegio, perché dietro ad una visita c’è un lavoro fatto da tanti docenti, da un preside, da chi deve aprire un edificio in un orario che non è consueto, dai ragazzi e dai loro genitori. Per cui essere qui è ufficialmente un privilegio”.

Questo l’esordio della Hornby con gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di Grotte, con i quali l’autrice ha amabilmente colloquiato, condividendo con loro vissuti ed esperienze, convinta, come più volte ha ribadito, che con i bambini, con i ragazzi si può parlare di tutto, anche di cose difficili.

“Io sono un avvocato dei bambini –  raccontata la scrittrice – In Italia non esiste questo titolo, c’è l’avvocato di famiglia, ma non l’avvocato dei bambini. In Inghilterra , invece, è previsto dal 1970 nei casi in cui lo Stato deve interferire nei rapporti tra genitori e figli minori, i quali hanno diritto ad avere un avvocato, anche se hanno solo un mese. L’avvocato del minore deve incontrare il bambino e poi decidere se quel bambino può dargli istruzioni direttamente, ovvero se può dire se vuole stare con la mamma oppure no. Senza dubbio è il lavoro più difficile che si possa fare. Eppure, da questo lavoro ho imparato quanto siano saggi i bambini e che i bambini possono indicare quello che vogliono chiaramente anche se non sanno parlare bene. Credo  onestamente che i bambini possano insegnarci tanto. Basta guardarli e ascoltarli, cosa che raramente facciamo. Dunque, io sono un avvocato. Ho cominciato a scrivere per caso, non ho mai voluto fare lo scrittore. Quello dello scrittore non è un bel lavoro perché dipende da tanta gente. Non è che tu scrivi un libro e si vende. Se vuoi essere pubblicato devi fare parte di un gruppo. E poi c’è anche l’elemento fortuna. Il lavoro più bello, invece, è quello dell’avvocato. Lavori, aiuti il giudice a fare giustizia, che è la cosa più importante del mondo. Ecco, io ho sempre scritto per i bambini, perché dovevo spiegare ai miei clienti, ai miei piccoli clienti, come funzionava il tribunale, cosa facevano gli altri. Dovevo scriverlo in un linguaggio adatto a loro attraverso delle storie”.

Dunque, Simonetta Agnello Hornby ha sempre scritto per i bambini, ed è proprio pensando a loro che è nata “Rosie e gli scoiattoli di St. James”, una piccola storia scritta per il Corriere della Sera, diventata poi un romanzo, che mostrava come i bambini ascoltino quello che si dicono i genitori, comprendano i loro bisticci anche quando sono velati. Questa guerra fredda fatta di frasi e di battute, priva di espressioni di amore, diventa dolorosissima per i bambini, ed è proprio per questo che la scrittrice ha voluto scrivere questa storia. Il romanzo nasce proprio da questa breve storia scritta a quattro mani con il figlio Giorgio malato di sclerosi multipla primaria progressiva.

Giorgio sta su una sedia a rotelle, non si può muovere tanto, avrà una vita breve e finirà per non muoversi più. Però lui è molto coraggioso ed è pronto a fare qualsiasi cosa, perché la noia è la cosa peggiore. Mi aiuta con i miei libri nelle ricerche su Internet e come vedete l’autore del romanzo è pure Giorgio. Ma come le tutte le mamme e i figli, anche se lui ha 48 anni io 73, bisticciamo, e arrivati a Rosy c’è stato un bisticcio perché la mia Rosie diventava scoiattolo e lui voleva che diventasse una bambina piccola. Ha vinto lui. Per cui questo libro è stato scritto più da lui che da me, perché da quando Rosy diventa piccola io me ne sono lavata le mani, per riprenderlo alla fine. Perciò questa è un’opera scritta da tutti e due, ma c’è più di Giorgio che di me. Giorgio ha due bambini e fa molte cose con i suoi figli, quindi ha molta esperienza di bambini e mi piace che questo libro sia stato scritto da una mamma e un figlio e soprattutto che abbia avuto successo in gran parte per quello che ha scritto lui“.

Un momento della presentazione 

Simonetta Agnello ha dovuto, invece, curare la parte in cui si parla di Brexit “di questa follia che l’Inghilterra sta facendo di andar via dalla comunità europea”.

“La guerra che c’è adesso in Europa – dice la Scrittrice- è una guerra ignobile, è una guerra tra europei, con la paura del diverso, con l’odio per quelli che vengono genuinamente come rifugiati. Ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Bisogna pensare che l’emigrante va all’estero per lavorare, per guadagnare e dare una vita migliore ai suoi figli. Per cui secondo me l’immigrato sarebbe l’impiegato migliore che si possa avere, proprio perché motivato.  Bisogna, però, fare in modo che rispetti i nostri principi e non bisogna mai accettare cose inaccettabili solo perché un’altra cultura le considera accettabili. Per cui sono molto dura sul cercare di chiudere gli occhi su ciò che non è giusto: se una cosa è sbagliata è sbagliata dovunque. Se uno sta in un paese deve sottostare alle norme di quel paese e basta”.

E sempre in tema di diritti, la scrittrice racconta di come in Inghilterra, un Paese rappresentato da una donna, la regina, le donne facciano ancora fatica ad affermarsi nel mondo del lavoro.

“In Inghilterra la donna ha raggiunto la posizione della donna italiana con ritardo. Dal punto di vista giuridico abbiamo gli stessi diritti. Dal punto di vista pratico però le donne oggi, per esempio alla BBC o nelle università, hanno un terzo in meno dello stipendio rispetto agli uomini pur svolgendo lo stesso lavoro. Che vergogna, è incredibile. E stiamo parlando di Università famosissime come Oxford o Cambridge. Anche negli studi legali un avvocato se è donna percepisce uno stipendio minore. Queste sono cose vergognose. Quindi la lotta c’è sempre e non dobbiamo dimenticarlo”.

Ecco perché Simonetta Agnello Hornby non è una buonista, riconosce pubblicamente gli errori della gente, di chi governa, la paura per il diverso, l’incapacità degli esseri umani di mantenere la pace e il bisogno di potere degli uomini. Tutto questo viene fuori dal suo romanzo. Tutto questo è stato esplicitato nel suo intervento.

“In futuro vorrei scrivere di più per i giovani – conclude la Hornby- innanzitutto perché Giorgio è bravissimo con le ricerche e poi perché voi siete il futuro, mentre noi siamo il presente e il passato. Per voi è tutto molto più facile, perché dalla Sicilia con Internet siete alla stessa altezza degli altri, potete leggere tutto quello che volete, potete conoscere il mondo. Io non potevo. E anche se il futuro sembra meno sicuro, siete comunque figli di un periodo senza guerra. La tragedia è, comunque, che quando non c’è guerra la gente litiga e iniziano a prendersela l’uno con l’altro, perché questa è la natura umana. E lì dovete lavorare per cercare di vivere insieme senza mai abbandonare i vostri principi, ma accettando la diversità degli altri che non neghi però i nostri principi”.

Alla presentazione del romanzo, organizzata dalla professoressa Accursia Vitello e presentato da Gaspare Agnello, sono intervenuti l’ingegnere Santino Lo Presti, preside reggente del Roncalli, e il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza.

Simonetta Agnello Hornby con il preside Santino Lo Presti

“Tantissimi genitori e tantissimi docenti presenti – sottolinea il preside Lo Presti alla fine dell’incontro – Questo è importante perché insieme si possa condividere un’iniziativa. La presentazione del romanzo di Simonetta Agnello Hornby si inserisce nel percorso della premio “Racalmare- Leonardo Sciascia Scuola”, un premio che prevede una serie di incontri con gli scrittori. Quindi noi siamo contenti perché riteniamo che la cultura non è solo il momento didattico, il libro scolastico, la lezione frontale, ma la cultura è tutto quello che ci può arricchire. Il libro della Hornby è un libro rivolto ai ragazzi. Si possono dire cose importantissime attraverso le pagine di un libro come l’uguaglianza, lo stare insieme, il rispetto delle regole. E forse in Italia quello che oggi manca è questa coscienza critica degli scrittori e dei filosofi, che una volta erano alla guida del Paese e che invece oggi mi sembra che stiano un po’ zitti. È questo ci manca. E vediamo che tante cose che non dovrebbero avvenire invece avvengono”.

 

 

 

 

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