“Sento l’odore dello zolfo in questa casa”

di | 11 Mag 21

Racalmuto, così  Michele Placido visitando la casa dove visse Leonardo Sciascia

Racalmuto, Michele Placido in visita a CasaSciascia

“Sento l’odore dello zolfo in questa casa, il legame tra Leonardo Sciascia e Luigi Pirandello”. Così si è espresso Michele Placido visitando, nel pomeriggio di ieri, la casa di Racalmuto dove visse, gli anni dell’infanzia e della giovinezza, l’autore del “Giorno della civetta”. L’attore e regista italiano, che domenica scorsa ha partecipato alla celebrazione della beatificazione del giudice canicattinese Rosario Livatino, ha fatto tappa a Racalmuto proprio per visitare la casa di uno dei più grandi scrittori del Novecento europeo, da oltre un anno aperta al pubblico.

Un’occasione, per il grande attore, per immergersi nel mondo della giovinezza del Maestro di Regalpetra, tra le stanze dove maturò la sua grande passione per Pirandello e l’opera pirandelliana. Un viaggio nei sentieri dello zolfo che legò sicuramente i due grandi scrittori nati in provincia di Agrigento, tra i prediletti di Michele Placido.

Accompagnato dal regista Toni Trupia e dallo sceneggiatore Fidel Signorile, Placido ha ascoltato con interesse i racconti di questo luogo, tappa della “Strada degli scrittori”, profondamente legato alla vita di Leonardo Sciascia attraverso le parole di Ignazio Marchese, Gigi Restivo, Salvatore Picone, Pietro Tulumello e Pippo Di Falco che gli ha donato una rara edizione degli anni ’30 de “Il fu Mattia Pascal”, il primo libro di Pirandello letto da Sciascia proprio in quegli anni in cui vide il film di Marcel L’Herbier al teatro Regina Margherita che Placido ha avuto modo di apprezzare dopo aver visitato CasaSciascia e il santuario della Madonna del Monte.

L’attore ha anche visitato la mostra fotografica “Leonardo da Regalpetra” di Pietro Tulumello, allestita nella “Stanza dello scirocco” e realizzata per il centenario della nascita di Sciascia.

“Non conoscevo questo forte legame tra Pirandello e Sciascia – ha detto Placido – non sapevo delle comune radici nel mondo della zolfara. Devo tanto a Sciascia. M’incoraggiò regalandomi, quando una volta lo andai a trovare a Palermo, un libro che conteneva alcune novelle di Pirandello, tra cui ‘La carriola’, poi divenuta il mio cavallo di battaglia in teatro per tanti anni”.

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