“Sembra ieri, eppure sono trascorsi 55 anni”

da | 14 Feb 21

Franz La Paglia ricorda Umberto Trupiano, firma storica del giornalismo siciliano, morto ieri ad Agrigento.

Umberto Trupiano

Di Franz La Paglia

Umberto Trupiano è stato il mio primo incontro giornalistico. Sembra ieri, eppure sono trascorsi 55 anni e tre mesi esatti. Avevo compiuto 17 anni da meno di un mese e frequentavo il secondo Liceo classico Empedocle, con il mitico prof. Tito Aronica di storia e filosofia, che ogni anno realizzava, col contributo di alunni e insegnanti, un giornaletto scolastico.

Erano i primi di novembre del 1965. In via Atenea, nella storica edicola di Giugiù Di Leo (frequentata dai giornalisti agrigentini), Giovanni Palillo, allora dirigente della giovanile del Psdi (quello di Saragat, per intenderci) mi presentò Umberto Trupiano, dipendente della società del telefoni, ma soprattutto corrispondente del quotidiano palermitano del pomeriggio Telestar. Non mi sembrò vero avere un’occasione del genere e così gli chiesi se fosse stato possibile scrivere qualcosa. L’esperienza scolastica, mi aveva stimolato e volevo provare. Umberto (anzi, il rag. Trupiano come lo chiamavo allora) sorrise e mi disse: “Perché no? Se ti viene in mente qualcosa che possa interessare i lettori, che possa evidenziare dei problemi sentiti dalla gente, telefonami”.

Aspettai qualche giorno, lo chiamai, ed il 13 novembre uscì il mio primo articolo sul quotidiano Telestar, regolarmente firmato, su una serie di problemi di Agrigento, alcuni dei quali (ah … Pirandello!) ancora oggi presenti e irrisolti.

Cominciò la mia collaborazione col quotidiano palermitano, ma sempre tramite Umberto, che io contattavo di volta in volta per concordare l’argomento e al quale consegnavo il testo del mio articolo che lui provvedeva a passare al giornale. E di volta in volta mi dava dei consigli, mi faceva notare eventuali errori, soprattutto nell’impostazione dell’articolo.

Una collaborazione che durò un paio d’anni, perché poi Telestar chiuse e lui assunse la corrispondenza del quotidiano L’Ora, in sostituzione di Ermogene La Foreste che aveva lasciato per motivi personali.

Io seguii un’altra strada che, nel novembre del 1968, mi portò a cominciare la mia attività al quotidiano La Sicilia. Le nostre strade, insomma, si erano divise, ma quell’esperienza che avevo maturato con lui mi è servita per proseguire il mio cammino.

Spesso ci ritrovavamo, assieme ad altri colleghi, nell’edicola di Giugiù Di Leo, soprattutto la sera, quando era finito il lavoro di redazione. Insomma, i nostri rapporti non si sono mai interrotti e anche adesso, entrambi pensionati, abbiamo continuato a sentirci, almeno per le feste, per scambiarci gli auguri. Sempre all’insegna dell’amicizia che si era rafforzata del corso degli anni.

Di Umberto Trupiano, mi rimane adesso un ottimo ricordo, come giornalista, ma soprattutto come persona. Un altro tassello che si è staccato dal mosaico della mia vita.

Dal nostro giornale sentite condoglianze alla famiglia

 

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