Se leggi “Il ministro è incinta”

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Licata, incontro al Liceo Linares con il Professor Francesco Sabatini, illustre linguista, lessicografo e Presidente onorario della Crusca. “La Crusca consiglia vivamente la declinazione di genere”.

Il Prof. Sabatini con i docenti del Linares

Si è svolto a Licata, al Liceo Statale “Vincenzo Linares,” un corso di formazione per docenti tenuto dal professore Francesco Sabatini, organizzato e coordinato dalla professoressa Giusy Di Franco.

Come ha sottolineato la Dirigente Scolastica  Rosetta Greco, nel suo discorso di apertura, tali attività sono importanti per l’impegno e l’aggiornamento dei docenti.

Francesco Sabatini è un illustre linguista, lessicografo e filologo, Presidente onorario della Crusca che ha presieduto dal 2000 al 2008 e oggi professore emerito dell’Università degli Studi Roma Tre.

Dal 2009 è titolare della rubrica televisiva “Pronto soccorso linguistico” della RAI.  Autore di numerose pubblicazioni è uno tra gli studiosi più impegnati nell’opera di rinnovamento degli insegnamenti linguistici nella scuola.

Francesco Sabatini con Giusy Di Franco

La “grammatica valenziale” del prof. Sabatini è un modello scientifico nel processo di insegnamento e apprendimento per lo studio della grammatica, alternativo a quello tradizionale. La grammatica valenziale parte dalla riflessione sul significato del verbo e sui legami che genera tra i componenti della frase. Con questo metodo, i discenti, vengono coinvolti attivamente  nella “scoperta” del sistema linguistico.

Il prof  Sabatini ha inoltre fatto un excursus affascinante sulla nascita della scrittura più di seimila anni fa con la rappresentazione dei segni. Ha ricordato a tutti e tutte che la lingua ha la sua sede nella corteccia cerebrale, quindi è dentro di noi e che le sue due funzioni principali sono quella cognitiva e quella comunicativa. La prima fa parte del sistema linguistico che si forma inconsapevolmente nella nostra mente, la seconda serve a produrre messaggi.

Proprio partendo da questi principi, abbiamo intervistato il prof. Sabatini, chiedendo la posizione della Crusca e quella sua personale sul linguaggio, sull’identità di genere e sul fatto che non vengono declinate correttamente professioni e posizioni apicali ricoperte dalle donne. La sua risposta non ha lasciato dubbi: la Crusca si è favorevolmente espressa e consiglia vivamente la declinazione di genere e lui ha anche scritto relazioni e interventi che mirano a questo uso corretto della lingua italiana. Ci ha anche fatto sorridere quando ha ricordato che una volta ha letto “il ministro è incinta”, paradossi che ovviamente si creano quando ci si rifiuta di usare il femminile.

Francesco Sabatini con la Preside Rosetta Greco

Sabatini ha anche parlato della storia della letteratura italiana che è la storia della civiltà italiana attraverso i suoi autori più illustri, esprimendo il parere che lo studio della storia letteraria dovrebbe essere rivisto, un po’ ridimensionato e affiancato alla capacità del discente di leggere autonomamente i classici con il  solo supporto del docente. Ha anche affermato che la scuola dovrebbe dare molto più spazio alla storia dell’Arte.

Alla fine delle due giornate del corso, numerosi sono stati gli interventi da parte dei docenti. I partecipanti all’attività formativa  provenivano anche da altri Istituti Comprensivi di Licata e di Agrigento. Una grande soddisfazione per la Dirigente Rosetta Greco che ha voluto concludere proprio con le parole usate dal prof. Sabatini in una sua dichiarazione: ”La lingua è la dotazione specifica degli esseri umani, lo strumento più sofisticato specializzato di cui dispongono per conseguire ed elaborare la conoscenza analitica del mondo. Una risorsa ineguagliabile per il miglior esito della vita individuale e sociale della nostra specie”.

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One Response to Se leggi “Il ministro è incinta”

  1. Franz La Paglia Rispondi

    18/02/2019 a 0:53

    Si potrebbe dire “la ministro è incinta”, distinguendo da “il ministro …”. Un po’ come si dice “il dentista” e “la dentista”, “il gommista” e “la gommista”, “il giornalista” e “la giornalista”, altrimenti, al maschile dovremmo dire “dentisto”, “gommisto”, “giornalisto”. L’accademia della crusca, come Sabatini, segue, evidentemente, una moda più ideologica che legata alla lingua italiana. Oltretutto parole come “ministra” o “sindaca” sono anche cacofoniche.
    E poi, mi sia consentito non condividere l’uso del termine excursus che in realtà (vedi il prefisso “ex”) vuol dire “divagazione”, uscita dal corso del racconto o della relazione o ancora della cronistoria. L’esempio più importante letterario è rappresentato dai due capitoli che Manzoni dedica alla Monaca di Monza, uscendo dal corso del racconto della storia di Renzo e Lucia, per poi rientrarci.
    E’ l’uso improprio che si fa oggi di molti termini latini e greci.
    Dopo il mio breve “excursus”, ritornando al discorso di “ministra” e “sindaca”, mi ricordo che la mia povera moglie (donna di sinistra e insegnante di filosofia, psicologia e sociologia) mi diceva: “Abbiamo fatto decenni di battaglie per ottenere la parità e adesso si tende a sottolineare le differenze”. E aggiungeva: “E’ proprio vero che quando non c’è la sostanza, ci si attacca alla forma”

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