Se la guerra scoppia per motivi di donne, e coinvolge la Sicilia

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Alla ricerca del tesoro di Minosse…amunì!

Panorama di Sant'Angelo Muxaro

Panorama di Sant’Angelo Muxaro

Tre generazioni prima della guerra di Troia, una flotta di navi cretesi sbarca a Macara, la terra dei Sicani, oggi Mazara del Vallo. La guida il loro re Minosse, giunto là all’inseguimento di Dedalo, l’Ateniese che gli ha sedotto la figlia Arianna e ha aiutato la moglie Pasifae a congiungersi con un toro.

Vuole vendetta e si rivolge al re dei Sicani, Cocalo, presso il quale si è rifugiato Dedalo. Il re, intimorito in parte dalla sua fama e potenza, lo invita nella  sua nuova reggia di Camico, una rocca inespugnabile costruita per lui dal suo ospite, con la scusa di consegnarglielo.

E qui avviene l’inganno e il tradimento. Le tre figlie di Cocalo circuiscono il potente Minosse e lo annegano in una piscina, simulando una disgrazia. Il corpo di Minosse viene restituito ai cretesi che gli costruiscono un mausoleo imponente, rimasto in piedi fino al V° secolo. Le discordie tra i cretesi per la successione, inducono i Sicani a bruciare loro le navi, tagliando loro la via del ritorno e degli eventuali rinforzi. Così gli invasori si dividono, una parte di loro si addentrerà nell’isola, e fonderà Engio (nei pressi dell’odierna Gangi),  secondo il racconto di Diodoro Siculo. Altri si stabiliranno invece ai confini del regno di Cocalo, fondando una città che chiamarono Eraclea Minoa, in onore del loro defunto re.

Una storia di invasioni, di una guerra intrapresa per motivi di donne, nata prima di quella narrata da Omero nell’Iliade, e che forse gli fu ispiratrice. Alcuni reperti e testimonianze di quel mito, a metà tra storia e leggenda, sono oggi reperibili nei musei siciliani, come gli anelli di Sant’Angelo Muxaro, visibili a Siracusa, o delle coppe d’oro, il tutto facente parte del cercato e mai ritrovato tesoro di Minosse. Nel tempo altri meravigliosi oggetti sono stati invece trafugati e venduti all’estero a collezioni private e museali. Finalmente a Sant’Angelo ritornerà, dal sedici dicembre, in occasione dell’inaugurazione del museo, anche se solo temporaneamente, la preziosa patera Aura un reperto arrivato dal British Museum di Londra assieme ad altri oggetti d’oro.

Una storia vera, da riscoprire, da ricercare nel thòlos della Gurfa della zona del fiume Platani, la stessa che vide le gesta tragico-eroiche del re Cocalo e di Minosse, tempio e tomba del tutto simile a quelle greco arcaiche del periodo minoico e miceneo.

Amunì…

Foto da Internet

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