Se il Covid colpisce olfatto e gusto

di | 15 Set 21

Salute. Ecco come potrebbe aiutare la “fisioterapia nasale”, sniff-test

Simona Carisi

L’infezione da covid-19 in alcuni pazienti determina neuroinfiammazione a livello encefalico, quindi, oltre al coinvolgimento dei nervi cranici, le conseguenze possono essere una diminuzione parziale o totale dell’olfatto e del gusto.

Uno studio italiano, avviato nel novembre dell’anno scorso, si basa su una procedura che prevede la “fisioterapia nasale”, sniff-test, che consiste nel fare sniffare ai pazienti odori abbinati e per pochi secondi. Gli odori, raggruppati in coppia, sono quelli degli agrumi, del caffè, del cioccolato, del parmigiano, sniffati per pochi secondi 3-4 volte al giorno (primi risultati riguardanti lo studio “sniff-test”, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “European Review for Medical and Pharmacological Sciences”- fonte adnkronos).

Questa recente ricerca promette in pochi mesi la ripresa della funzione olfattiva e del gusto, perchè chi ha avuto l’infezione da covid, malgrado la negativizzazione al virus, per molti mesi ed anche per più di un anno, può soffrire di anosmia e augesia. Lo studio prevede, oltre allo sniff-test, la somministrazione ai pazienti di un microcomposito anti-neuroinfiammatorio insieme ad un anti-ossidante. Lo studio scientifico per migliorare l’olfatto e il gusto ai pazienti guariti da covid sta promettendo ottimi risultati. Si è visto, infatti, che soggetti con augesia e anosmia, da oltre 11 mesi, hanno recuperato le funzioni olfattive ed il gusto.

Questo è un dato estremamente importante, perché se il problema venisse trascurato, a lungo termine, la degenerazione a livello del bulbo olfattivo e conseguente atrofia cellulare, sarebbe una drammatica conclusione. Gli odori da sniffare, inclusa la fontina, oltre il parmigiano, non è stata una scelta casuale, ma è legata al fatto che sono odori della nostra terra. Noi viviamo di ricordi e la memoria in questo caso ha un’importanza primordiale per la riabilitazione e la guarigione.

Lo studio va avanti ed i risultati sono incoraggianti, ma, al momento, non esistono trattamenti farmacologici di recupero e per molti individui i periodi di guarigione sono lunghi e alle volte parziali, malgrado lavaggi effettuati regolarmente e tanta buona volontà.

Il coronavirus covid-19 può non trascorrere come una banale influenza, ormai lo sappiamo tutti, e purtroppo l’infezione in alcuni casi coinvolge nei pazienti infettati, ed in maniera preoccupante, il sistema neurologico, cardiologico e polmonare. Tanti bambini sono andati incontro alle complicanze e per loro il ricovero presso gli ospedali pediatrici è stato inevitabile, ma se gli individui adulti, ed anche giovani adulti, durante la malattia, per loro fortuna, non necessitano di ricovero, in un futuro potrebbero  imbattersi nelle sequele, con probabile invalidità secondaria a seconda dell’apparato coinvolto dalla patologia.

Siamo ancora in tanti in Sicilia a non essere vaccinati. E tra noi vaccinati siamo stanchi. Stanchi nel ricordare che vaccinarsi non è soltanto una tutela nei confronti della propria salute e quella dei propri cari, ma  vuol dire proteggere tutti quei bambini o tutti gli individui con gravi disabilità che non possono vaccinarsi perché non stanno bene come noi o come i nostri figli. Ma questo è il concetto della solidarietà, del non egoismo, del processo di umanizzazione che dovrebbe far capo al nostro dovere morale e civico per  non dimenticare ed aiutare chi soffre…chiudere la propria porta di casa la sera, andare a dormire e dimenticare il resto della comunità che soffre, per alcuni, è la conclusione più facile.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

About Simona Carisi

Avatar SALUTE di SIMONA CARISI. Medico chirurgo, specialista in immuno-ematologia. Se il sintomo c'è..........

Connect

View all Posts

Articoli

Cerca nell’archivio

Archivi


Facebook