Scherzare con i santi, per dire cose vere

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PESCI D’APRILE & TRADIZIONI. La notizia che la Madonna del Monte di Racalmuto è originaria di Grotte ha provocato le reazioni di chi non ha intuito che si trattava di un pesce d’aprile. E qualcuno che invece lo ha capito si è indignato perchè abbiamo scherzato con i santi. Ecco le ragioni di una piccola beffa, ma soprattutto quello che ci insegna

Ci siamo divertiti a inventare le origini di Grotte della compatrona di Racalmuto. E speriamo che vi siate divertiti anche voi. Lo abbiamo fatto senza alcun intento blasfemo, anzi ben sapendo quanta devozione c’è attorno alla Madonna del Monte (sia a Racalmuto che a Grotte). Lo abbiamo fatto perchè pensiamo che si possa scherzare e fare ironia su tutto, rispettando le idee di ciascuno.

Ma lo abbiamo fatto anche per sondare quanta coscienza e conoscenza c’è sulle nostre tradizioni e leggende, anche dal punto di vista storico. Qualcuno c’è cascato, qualcuno ha scoperto subito lo scherzo, qualcuno si è indignato oltre misura.

Resta il fatto che forse tra i più giovani servirebbe un approfondimento sulla storia delle nostre origini, al di là delle leggende consolidate. Quest’anno cade l’ottantesimo anniversario dell’incoronazione della Madonna: sarebbe il caso, nelle scuole di Racalmuto, di approfondire un po’ il tema, usando le fonti storiche esistenti. Un’occasione per una carrellata di storia locale dentro la grande storia mondiale.

Lo scherzo è servito anche a verificare lo stato dei rapporti tra le due comunità, prossime ma spesso lontane nella gestione delle questioni e dei problemi. Siamo da sempre e siamo ancora fautori dell’unificazione amministrativa di Racalmuto e Grotte, credendo potrebbe essere una soluzione per abbatere costi e migliorare servizi. Lo hanno capito bene due persone che hanno seguito questo scherzo anche intervenendo su queste pagine.

Felice Cavallaro è stato al gioco attribuendo a due immaginari avventori di un bar, un racalmutese e un grottese, una entusiastica accoglienza della notizia per ricordarci, come da tempo egli stesso sostiene, che l’unificazione “amministrativa e burocratica” fra Grotte e Racalmuto sarebbe indispensabile anche per garantire servizi più efficienti e per ridurre i costi dell’apparato comunale.

In sintonia con quanto teorizza Cavallaro un altro intellettuale, con radici a Racalmuto, Beppe Cino, il grande regista che si accinge a girare un nuovo film muovendosi con la macchina da presa fra la Madonna del Monte e la fontana dei “Novi cannola”: “L’unificazione fra Grotte e Racalmuto sarebbe un ottimo modo per praticare la teoria della ‘città diffusa’ in cui i paesini di un’area diventano quartieri di una unica entità amministrativa. Una grande città che consente di praticare economie pur lasciando identità al singolo ‘quartiere'”.

Ringraziamo tutti quelli che sono intervenuti, con commenti e poesie e opinioni, sia su questo giornale che nei social. Il segno che abbiamo toccato un tasto vivo e acceso. Ringraziamo il sindaco Emilio Messana che è stato nostro “complice”, come del resto Mimmo Butera. E un grazie a Giovanni Salvo, che si è associato, strada facendo, allo scherzo con garbata e divertente ironia.

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