Scandaloso. La schiavitù prospera, e miete vittime tra bambini e adolescenti

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Il rapporto di Save the children. L’uso umano degli esseri umani non è affatto sparito nella nostra epoca globalizzata, si è solo modificato nelle forme e nei modi, ma poi non così tanto. In schiavitù sono messi bambini e adolescenti. Tra gli adolescenti la maggior parte sono donne tra i 15 e i 17 anni (anche di 13 anni) in gran parte avviate alla prostituzione.

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Non so quanto faccia notizia il rapporto di Save the children, ma di sicuro informa e parla chiaro: la schiavitù esiste e prospera. Il rapporto si intitola “Piccoli schiavi invisibili”. Il “piccoli” si riferisce al fatto che in schiavitù sono messi bambini e adolescenti. Tra gli adolescenti la maggior parte sono donne tra i 15 e i 17 anni (anche di 13 anni) in gran parte avviate alla prostituzione. Il rapporto stima in 129.600 il numero delle vittime di schiavitù o di grave sfruttamento. Se il lavoro di notte in un supermercato viene pagato a 7 euro all’ora, ai mercati generali, ci dice il rapporto, un camion da 10 pancali viene scaricato per 10 euro e agli autolavaggi si lavora per 2 euro, naturalmente in nero. La schiavitù nella maggior parte dei casi è per debiti, nella sostanza per pagare il viaggio che si trasforma così in una catena da cui è pressoché impossibile uscire. Ma non si tratta solo di questo.

La caterva di morti che riempie il Mare Mediterraneo ripete una vecchia, tragica storia di schiavitù quella dei capitali delle navi che trasportavano gli schiavi neri dalle coste dell’Africa occidentale in America. I neri americani provengono tutti da quella terribile storia e ancora oggi, negli scontri sociali violenti che periodicamente attanagliano gli U.S.A. che pure hanno per presidente un afroamericano, il doloroso ricordo del razzismo e della schiavitù riesplode con rinnovata violenza. Agli inizi della modernità i neri venivano caricati come bestie nelle galere con la consapevolezza che alla fine del viaggio molti non sarebbero arrivati, perché uccisi dalla fame, dalla sete, dalla violenza dei negrieri. Allora, tra il XVI e il XVIII secolo, gli europei negoziavano con le popolazioni africane della costa per acquistare gli schiavi che provenienti dall’interno dell’Africa, erano stati fatti prigionieri. Allora gli africani della costa vendevano gli schiavi agli avventurieri europei.

Oggi rumeni, albanesi, nigeriani e italiani gestiscono la tratta degli esseri umani in modo analogo ai traffici di armi e di droga. In modo analogo molti degli schiavi di oggi non arrivano nemmeno sulla costa, ma muoiono in mare. Come allora, probabilmente le perdite di carne umana vengono messe nel conto alla voce costi/guadagni. Una vera internazionale del crimine. Il lato orrendo della globalizzazione. Si parla tanto di migranti come terroristi o come fannulloni che arrivano in Europa per farci del male o per rubarci il lavoro o per vivere alle nostre spalle. Non si parla affatto della tratta degli schiavi e dello sfruttamento. Nel XVII e nel XVIII secolo i capitani delle galere giustificavano la tratta, sotto gli occhi complici dei governi europei, con il fatto che essi acquistavano schiavi che tali erano diventati per mano di altri africani. Ma questa non era una giustificazione, era una scusa per accumulare ricchezze a spese di esseri umani resi schiavi, sfruttati, uccisi.

Il nostro sistema sociale che tende a ridurre gli uomini a cose. Il cinismo di valutare tutto o quasi in base a costi, benefici, azioni in borsa, ricavi, risparmi trova le sue radici nel libri mastri di quegli avventurieri che valutavano la vita degli schiavi nei termini di un valore economico capace di assicurare prodotti o di procurare perdite. L’uso umano degli esseri umani non è affatto sparito nella nostra epoca globalizzata, si è solo modificato nelle forme e nei modi, ma poi non così tanto.

Non esistono culture innocenti. Non lo sono quelle occidentali, né quelle orientali, né quelle africane. Esistono le forme di sopraffazione, di sfruttamento, di violenza su uomini, donne, bambini che hanno modalità differenti in base alle differenti culture e che vanno combattute anche e soprattutto quando si mascherano, si nascondono, si giustificano.

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