Sambuca di Sicilia, Il fortino arabo che riemerge dalle acque del lago

da | 16 Lug 21

Le Vie dei Tesori, alla scoperta di Mazzallakkar, sabato 17 e domenica 18 luglio

Mazzallakkar (Foto di Igor Petyx)

“Cos’era mai Mazzallakkar? Un fortino arabo che proteggeva dal basso il castello di Zabut arrampicato sulla collina? Un presidio più tardo, dopo l’anno Mille, quando l’antica Sambuca era già nata, magari sorto su un’architettura preesistente? Oppure, come ipotizzano gli storici di recente, una masseria fortificata cinquecentesca che i nobili Perollo, i signori della zona, avevano costruito sullo stile dei castelli maltesi, nell’isoletta dove avevano possedimenti; sembra ci fosse anche una sorta di canale navigabile attraverso cui anticamente si portavano masserizie fino al mare. Già il nome, a sentirlo pronunciare, evoca veli, spezie, mercanti, profumi, sete e incensi. Ma la storia del fortino che ogni sei mesi riemerge dall’acqua placida del lago Arancio (altro nome delizioso), è ancora tutta da scrivere. Siamo in un lembo autentico di Sicilia, in una zona dove i tramonti si tingono facilmente di rosa”

E’ l’affascinante itinerario che “Le Vie dei Tesori” propongono domani e domenica (17 e 18 luglio) dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, a Sambuca di Sicilia alla scoperta di Mazzallakkar. Si potrà raggiungere la riva del lago e il fortino. La visita guidata partirà dalla Cantina Ulmo di Planeta, affacciata sul lago Arancio.

Ieri l’inaugurazione con l’assessore regionale ai Beni culturali e Identità siciliana Alberto Samonà, il sindaco di Sambuca Leo Ciaccio, il vicesindaco Giuseppe Cacioppo, l’amministratore delegato di Planeta, Alessio Planeta, il presidente della Federazione Strade del Vino di Sicilia, Gori Sparacino, il soprintendente ai Beni culturali di Agrigento Michele Benfari, il presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori Laura Anello e tutto il gruppo di lavoro delle Vie dei Tesori.

“È stata anche un’occasione – spiega Vie dei Tesori –  per inaugurare il nuovo percorso tra i filari realizzato da Planeta e un allestimento del Country Museum Iter Vitis con 16 pannelli illustrativi che raccontano la storia recente di Mazzallakkar, dell’agrumeto scomparso inghiottito dalle acque. Una foto dall’archivio Planeta  scattata tra 1925 e il 1932 mostra una porta del fortino scomparsa orientata verso Sambuca. A Sambuca è stata invece scoperta una scultura simbolica che racconta il borgo: una lumaca dello scultore Enzo De Luca, che sembra salire su uno dei muri di Palazzo Panitteri: un inno al vivere lento nei borghi, al fermarsi, pensare, godere delle piccole cose”.

 

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