Ratzinger, il 68 e i preti pedofili

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Ma come è possibile che il terribile fenomeno della pedofilia dei sacerdoti cattolici, che esiste da sempre, venga ricondotto a quello che viene definito il collasso morale del 68.

Il Papa emerito Joseph Ratzinger

Di Ratzinger ho apprezzato il gesto del ritiro. Quello che ha scritto sulla pedofilia e il 68 è ridicolo. Alla scuola media, in Sicilia, il prete che insegnava religione aveva una certa passione per i culetti dei bambini. Non faceva niente di violento, ma noi sapevamo che, quando ci interrogava, dovevamo stare a distanza di sicurezza. Nessuno si impressionava, perché a quel tempo noi bambini sapevano tutto della vita e sciamavamo per le strade, i vicoli e le piazze insieme e in gruppo.

Tutto questo accadeva anni luce prima del sessantotto. Dominava la condotta moral e degli anni ’50, quelle delle alunne che andavano a scuola con il grembiule nero e il colletto bianco, che fino al secondo anno del liceo portavano i calzini bianchi (le calze da donna le potevano portare sotto il grembiule dopo il terzo anno) e che entravano prima degli alunni per evitare che i maschi potessero guardare sotto le gonne.

Era un mondo ben lontano dal nichilista 68, che avrebbe dichiarato la morte di questo dio. E poi, non l’avevano già decretata Nietzsche e gli esistenzialisti come Sartre e Camus? Non erano i Nomadi, eroi della generazione del 68, che con Guccini, lamentavano la morte di dio? Era un mondo in cui non c’era il divorzio, ma c’erano i figli illegittimi (così si chiamavano allora quelli che nascevano dalle cosiddette relazioni extraconiugali), gli amanti nascosti, le bugie e le menzogne. Era un mondo in cui esisteva ancora il culto della verginità. Era un mondo i cui i bambini con un problema fisico o mentale venivano occultati e gli adulti finivano in quei manicomi dove letti di contenzione, stupri, violenze, perversioni erano la quotidianità nascosta.

Alfonso Maurizio Iacono

Era un mondo dove vigeva quella che oggi nostalgicamente a Verona hanno chiamato la “famiglia naturale”, con la donna angelo del focolare, intenta a occuparsi delle cose di casa o, come narrava al tempo una pubblicità di detersivi, delle piccole cose della vita. Dio, a quanto pare, non era ancora morto, ma certo, nutrendosi di tutte queste nefandezze non poteva che, alla fine, morire. E, secondo Ratzinger, ciò accadde nel 68. Prima di allora non c’erano forse i preti pedofili e da tempo suore come la famigerata Gertrude del Manzoni, di cui tutti conosciamo la ciocca che fuoriusciva facendoci insospettire delle nefandezze sue e di Egidio, non bazzicavano più per i conventi?

Ma come è possibile che il terribile fenomeno della pedofilia dei sacerdoti cattolici, che esiste da sempre e ha evidentemente a che fare con il voto di castità, venga ricondotto a quello che viene definito il collasso morale del 68. Quell’anno invece fu, per quante riflessioni e critiche si vogliano fare, un vento di libertà a cui nessuno è oggi più disposto a rinunciare, nemmeno gli stessi conservatori? Nel 68 vidi molti cattolici che stavano nel movimento in prima fila con un profondo senso morale. Quel mondo a cui fa riferimento Ratzinger, quello dove non c’era il presunto collasso morale, causato poi dal 68, non era un bel mondo. Anche se lo ricordo con nostalgia perché è il mondo della mia infanzia e adolescenza, non penso che nel campo delle libertà, e in particolare delle libertà sessuali, fosse stato un mondo migliore di quello di oggi. Dietro il dominio moralista di costumi ancora rigidi determinati dalla diseguaglianza tra uomini e donne, trionfava l’ipocrisia. Perfino le donne in bikini venivano multate per oltraggio al pudore. I preti pedofili c’erano, solo che, in quell’epoca di ipocrita moralismo, non venivano scoperti, perché la preoccupazione principale era nascondere, nascondere, nascondere. Così l’ordine delle cose era salvo e i sacerdoti perversi restavano impuniti. Quando arrivò il 68, quel dio della reazione e dell’ipocrisia era già morto e spero che non risorga mai più.

Da Il Tirreno

foto in evidenza da internet

 

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One Response to Ratzinger, il 68 e i preti pedofili

  1. Raffaello Gusso Rispondi

    19/04/2019 a 12:59

    Mi ricorda una intervista RAI a Mons. Fisichella, il quale negava assolutamente che ci fossero sacerdoti pedofili. Poi fortunatamente è arrivato Papa Francesco. Raffaello Gusso

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