“Ragazzi, che ne dite, iniziamo a cambiare il mondo?”

di | 19 Set 21

Racalmuto, avvio del nuovo anno scolastico, intervento della Preside dell’Istituto Comprensivo “Leonardo Sciascia” Carmen Campo

Carmen Campo, dirigente scolastico Istituto Comprensivo “L.Sciascia Racalmuto”

Carissimi alunni e genitori, stimati docenti, comunità tutta, mi rivolgo a voi al principio di questo anno scolastico, il mio quarto a Racalmuto, per manifestare i sentimenti con i quali ci avviamo a vivere a scuola una rinnovata avventura di socializzazione e di apprendimento.

Inizia l’anno scolastico 2021/2022, ancora all’insegna dell’emergenza sanitaria, ma con il fermo proposito di svolgere le attività scolastiche in presenza, nel rispetto delle misure di prevenzione e di contenimento del contagio raccomandate dal Ministero della salute e dal Ministero dell’istruzione.

La nostra scuola, nel precedente anno scolastico ha sperimentato che l’applicazione scrupolosa delle regole di igiene, distanziamento e protezione delle vie respiratorie (mascherine) è stata la misura necessaria e sufficiente affinché i casi di contagio da corona virus di alcuni alunni non producessero altre “vittime” tra compagni e docenti. Gli alunni sono stati bravissimi a rispettare le regole, i docenti ad applicarle, i collaboratori scolastici a mantenere gli ambienti puliti e igienizzati, il personale di segreteria a curare gli approvvigionamenti di quanto necessario per mantenere elevati standard di sicurezza e a tutti va, per quanto detto, il mio ringraziamento. Si tratterà, a questo punto, di continuare con il medesimo impegno.

Grazie a questo sforzo sinergico nell’anno 2020/2021 i periodi, disposti in via straordinaria dal sindaco e dal presidente della regione, di didattica a distanza sono stati brevissimi, fatti salvi i casi singoli di isolamento e quarantena. L’auspicio è che quest’anno non ci siano neanche quei dieci giorni circa in cui la scuola ha dovuto operare sulle piattaforme online, ma che si possano vivere i mesi che ci aspettano negli ambienti scolastici, strutturalmente deputati alla socializzazione e agli apprendimenti, sempre con l’osservanza delle misure prudenziali ormai note.

Mi piacerebbe rassicurare quei bimbi della scuola dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria che hanno versato qualche lacrimuccia per il distacco dalle famiglie con una semplice ed immediata espressione di affetto “Vi voglio, anzi, vi vogliamo bene! Qui a scuola vivrete una meravigliosa avventura di gioco e di crescita!”.

Nell’augurare agli alunni più grandicelli buon anno scolastico, ho voluto lanciare delle parole chiave da tenere presenti come monito e come impegno nel corso dei prossimi mesi fino alla conclusione dell’anno.

La prima parola chiave è COMPETENZA, perché le sfide del futuro richiedono abilità linguistiche, logico-matematiche, informatiche, non disgiunte dalle competenze sociali e civiche, quali il RISPETTO DELL’AMBIENTE, dalla scuola, al pianeta, passando per la realtà urbana nella quale viviamo.

Questa prospettiva richiama una seconda parola chiave che è RISPETTO, per ogni compagno, per ogni persona, perché portatrice di una dignità umana che, nella diversità delle espressioni e manifestazioni, merita sempre di essere protetta e tutelata. Su questo piano, il discorso con i ragazzi si è spostato a parlare della bellezza dell’essere COMPAGNI DI SCUOLA, della scoperta del tesoro prezioso che ciascuno ha dentro di sé, con l’augurio che i rapporti nelle classi siano ispirati alla COLLABORAZIONE e alla SOLIDARIETÀ, trovando così, magari in modo inaspettato, anche “gli amici di un tempo o di tutta la vita” (Tahar Ben Jellun, saggio “L’amicizia”).

Un altro aspetto che mi sta particolarmente a cuore è quello dell’uso di PAROLE NON OSTILI nelle relazioni (anche social) con i compagni. Ho invitato i ragazzi della scuola secondaria di primo grado a riflettere sul potenziale negativo di alcune espressioni ingiuriose o mortificanti, sulla necessità di essere responsabili ed attenti e di NON ESCLUDERE NESSUNO.

La nostra scuola lavorerà sempre affinché ciascun bambino e ragazzo riesca, con l’aiuto dei suoi insegnanti, a trovare la sua strada, a scoprire un talento o una vocazione, a vivere l’esperienza scolastica con gioia e, domani, con gratitudine e con orgoglio per i risultati raggiunti.

La dirigente c’è sempre per i bambini e i ragazzi che le vorranno parlare, c’è, sia pure con i necessari appuntamenti, per i genitori e per i docenti, soprattutto allorchè si voglia promuovere il benessere a scuola e nelle relazioni che ne nasceranno. C’è soprattutto con l’esempio di donna impegnata e salda sui valori che proclama, non legalità e umanesimo di facciata, ma coraggiosa e coerente testimonianza di protezione dei più deboli e di lotta alla prevaricazione dei potenti di turno!

Vorrei concludere con le parole pronunciate dalla giovane pakistana Malala Yousaf-zai (celebre per la sua lotta contro l’estremismo talebano) all’ONU per sottolineare l’importanza, talvolta trascurata, del diritto all’istruzione, negato in tanti Paesi soprattutto alle donne: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.” …. Allora ragazzi, che ne dite, iniziamo a cambiare il mondo?

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