Racalmuto, un doppio busto per Gaspare Matrona

da | 13 Mag 22

La proposta del giornalista Totò Castelli 

Totò Castelli

Pur se anagraficamente parlando dal lontano 1958 non vivo a Racalmuto, dove sono nato nel ’50,  continuo, comunque,  in diverse occasioni, tra le quali una memorabile gita degli anziani riberesi dell’Auser Ribera promossa alcuni anni fa per ammirarne le varie bellezze, a ritornarvi  con piacere per rivedere i luoghi dell’infanzia ed a seguirne con interesse i fatti che vi avvengono.

E a proposito di “fatti” nei giorni scorsi ho letto su “Malgradotutto web” in particolare della querelle esplosa sull’ipotesi di  trasferimento del busto bronzeo di Gaspare Matrona dall’omonima villa comunale al teatro Regina Margherita.

Da racalmutese di nascita voglio  anch’io esprimere un mio pensiero in merito con l’obiettivo di contribuire, ove possibile, affinchè si trovi una soluzione al problema sorto, prendendo spunto da quanto avviene a Ribera dove risiedo da circa sessant’anni.

Questa città è ricordata per esser la città natale dello statista Francesco Crispi, personaggio che, però, debbo dire, pur essendo stato presidente del Consiglio e personaggio “storico” di una certa levatura, non è che sia tanto gradito ai riberesi dal momento che su di lui pesa l’”accusa” di aver fatto nulla per la sua città natale (addirittura c’è chi sostiene che non via sia manco  nato). Per non parlare del fatto che viene additato (pur se le certezze storiche talvolta appaiono nebulose) di avere avuto un ruolo determinante nella repressione dei “fasci dei lavoratori”.

Ebbene, “malgrado tutto” per ricordare  Francesco Crispi nel tempo a Ribera sono stati realizzati ben due busti bronzei a firma del noto scultore Mario Rutelli:  uno si trova dentro l’immensa  “Villa comunale della Vittoria” e una copia nel giardino della scuola omonima.

Il primo busto, malgrado diversi atti vandalici all’indirizzo del monumento, e il secondo continuano a far bella mostra di sé in una città, che una diecina di anni fa addirittura ha visto innalzare un nuovo imponente monumento raffigurante lo statista seduto insieme con la moglie Rosalie Montmasson creato dallo scultore caltabellottese Salvatore Rizzuti. Più busti e un monumento ricordano, quindi, un figlio, non molto ben visto, ma di caratura “storica” di questa terra.

E allora perché nel “paese della ragione”, prendendo spunto da quanto avviene a Ribera,  non concepire, in maniera salomonica, di risolvere la querelle insorta a Racalmuto con l’utilizzo di due busti bronzei dedicati allo stesso illustre e amato figlio?

Si potrebbe così mantenere l’originario busto bronzeo di Gaspare Matrona all’interno dell’omonima villa, che va certamente abbellita e curata come si deve, e si potrebbe realizzare, altresì, una copia da collocare all’interno del vicino teatro Regina Margherita, dove potrebbero collocarsi altri busti di racalmutesi illustri, sia quelli che si sono distinti nel mondo della cultura e nel campo della musica e del teatro in particolare e sia quelli che in generale si sono adoperati per il progresso di Racalmuto.

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1 commento

  1. Eido Digati

    Ottima proposta di Totò Castelli

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