Racalmuto, il Consiglio comunale ha commemorato Leonardo Sciascia

da | 24 Lug 21

Una seduta straordinaria per ricordare il centenario della nascita dello scrittore e le due delibere consiliari del 1989 e del 1990 che istituirono la Fondazione a lui dedicata.

Racalmuto, nel centenario della nascita il Consiglio comunale ha commemorato Leonardo Sciascia. Un Consiglio aperto per ricordare anche le due deliberazioni consiliari che istituirono, tra la fine degli anni Ottanta e primi anni Novanta, la Fondazione a lui dedicata. Posta anche una lapide nella casa dove lo scrittore è nato, ai piedi del Santuario del Monte.

La seduta è stata aperta dal presidente Sergio Pagliaro che ha invitato i consiglieri comunali, che nel 1989 ricevettero da Sciascia la lettera nella quale lo scrittore manifestava l’intenzione di donare alla costituenda Fondazione tutte le lettere da lui  ricevute, “in mezzo secolo di attività letteraria”, e tutti i suoi ritratti di scrittori.

“Celebriamo un consiglio comunale – ha esordito Pagliaro – per ricordare Sciascia e per dare il giusto riconoscimento allo scrittore e a quanti, nell’89 e nel 1990, hanno dato vita ad un polo culturale di notevole interesse”.

Presenti, al Palazzo di città, seduti tra il pubblico, Luigi Pacifico, Comandante della Compagnia Carabinieri di Canicattì, il comandante della Stazione dei Carabinieri di Racalmuto Alessandro Costa, il Comandante della Polizia municipale Nicolò Sferrazza e uno dei nipoti dello scrittore, Vito Catalano.

Prendendo la parola, il sindaco di Racalmuto Vincenzo Maniglia – che per Statuto è anche presidente della Fondazione Sciascia – ha voluto rimarcare quanto sia stato importante il lavoro fatto trent’anni fa dal Consiglio che “ha avuto la visione di coinvolgere Leonardo Sciascia facendo qualcosa di straordinario lasciando fuori le battaglie politiche”.

Ivana Mantione, capogruppo della maggioranza, ha sottolineato l’importanza della seduta dedicata a Sciascia, “uno scrittore che ha lasciato un messaggio di coerenza ancor oggi attuale, il primo a denunciare la piaga della mafia”.  Cinzia Leone, capogruppo della minoranza, leggendo un documento firmato dai tre consiglieri d’opposizione, ha tracciato un breve percorso della vita dell’illustre concittadino “esempio di coraggio”, parlando anche della Fondazione che negli anni “ha svolto un ruolo importante dal punto di vista celebrativo”.

Dopo il consigliere Giuseppe Licata, che ha sottolineato anche lui la soddisfazione di trovarsi consigliere comunale in questo momento celebrativo, il presidente Pagliaro ha dato la parola a Lillo Sardo, sindaco nella metà degli anni ‘80 che avviò, assieme a Leonardo Sciascia, la nascita della Fondazione, seguendo l’iter per l’acquisto, nel 1987, dell’ex centrale elettrica del paese. “Quando gli proposi l’ex centrale – ha ricordato Lillo Sardo – a Sciascia gli brillarono gli occhi”. “Sarebbe stato opportuno – ha poi detto – invitare anche gli amministratori del passato e i cittadini, tenendo sempre presente che la comunità appartiene a tutti. Vorrei, costruttivamente e senza polemica, richiamare oggi quel ruolo di questa importante istituzione culturale, rilanciandola  possibilmente in quella visione di volano per la crescita culturale e sociale del nostro comune e dell’intera Sicilia. Se non si vorrà ancora prendere atto di ciò e renderlo realizzabile, ci si renderà responsabili, ancora una volta, di aver posto gravi freni alle occasioni concrete che si sarebbero potute cogliere grazie alla Fondazione”.

Intervenendo Carmelo Collura, anche lui ex consigliere comunale, ha ricordato la generosità di Sciascia e il suo forte legame con Racalmuto sin dai tempi di quando era maestro alle elementari, mentre Pippo Di Falco, ex consigliere ed ex assessore alla Cultura, ha parlato della sua esperienza accanto alla vedova dello scrittore Maria Andronico e a Sergio Amato, docente di Tecniche dell’incisione all’Accademia Belle Arti di Palermo, e nell’elencare i ritratti di scrittori che la signora Sciascia, rispettando le volontà del marito, ha consegnato alla Fondazione, Di Falco ha detto  “Conservo ancora le schede fatte dalla signora Sciascia. Le opere sono arrivate e credo che dovrebbero essercene ancora alcune a Palermo. Non si parlava ancora delle lettere, iniziate ad arrivare a Racalmuto quando era sindaco Gigi Restivo. Sulla Fondazione e su alcune questioni, la politica è stata unita, grazie anche al lavoro svolto da Aldo Scimè che ha avuto un ruolo fondamentale in questa storia. Così come ha avuto un ruolo il Consiglio comunale che ora, con il nuovo Statuto, non ha più. Quello è stato un modello positivo, ci trovavamo tutti d’accordo. E invece oggi ci sono molte rivalità, è un paese spaccato tra chi è coinvolto e chi no. Dobbiamo ripercorrere quel modello di unità e coinvolgere tutte quelle forze sane anche nel futuro della stessa Fondazione”.

Salvatore Sardo, anche lui ex consigliere ed ex assessore alla Cultura, ha parlato “dell’eccessivo rallentamento della catalogazione delle lettere”. Poiché -ha detto – la donazione è subordinata alla conclusione della catalogazione, quando il patrimonio letterario promesso in donazione dallo scrittore passerà alla Fondazione? E’ stato detto – ha aggiunto – che per ora il patrimonio letterario e artistico promesso da Sciascia è in ‘deposito’ presso i locali della Fondazione, che in qualunque momento può essere ritirato contro la volontà dello scrittore e c’è chi ha manifestato l’opinione di trasferire addirittura la Fondazione a Palermo o a Catania. E’ stato modificato – ha proseguito Sardo – l’originario Statuto della Fondazione, esautorando di fatto il Consiglio comunale che è l’organo di rappresentanza del popolo racalmutese. E che dire poi dell’allontanamento dalla Fondazione di uomini come Felice Cavallaro, che ha svolto e svolge un ruolo nella vita sociale e culturale del nostro territorio, accusandolo addirittura di ‘attivismo invasivo’ per un cavillo burocratico. C’è bisogno di una reale apertura di quest’importante istituzione culturale in un impegno che deve coinvolgere tutti”.

Federico Martorana, dal canto suo, ha sottolineato come la Fondazione “non può essere un’Accademia staccata dal territorio e spero – ha detto – che si superino le incomprensioni e ci sia un coinvolgimento della società civile. Oggi nessuno parla più, nel bene e nel male, di Racalmuto”. Dopo Martorana ha chiesto di intervenire il consigliere di minoranza Angelo Di Vita: “Noi non siamo, come è stato più volte detto, gli oppositori della Fondazione. Eppure, rispetto a qualche anno fa, noi non abbiamo più la possibilità di eleggere un nostro rappresentante nel consiglio di amministrazione grazie ad un nuovo Statuto approvato nel silenzio, che nessuno conosce”. “La seduta di oggi – ha aggiunto la consigliera Valentina Zucchetto – è una bella opportunità per un confronto tra diverse generazioni di consiglieri comunali. Ma ritengo che il modo migliore per onorare Sciascia in questo centenario è quello di adempiere le volontà dello scrittore per questo è necessario che si completi la catalogazione delle migliaia di lettere. Se non facciamo questo abbiamo tutti fallito, vecchi e giovani”.

La copertina dell’opuscolo che riproduce le delibere che istituirono la Fondazione Sciascia

Al dibattito è intervenuto anche Calogero Esposto, componente della Consulta giovanile di Racalmuto: “Sciascia non può dividere, ma unire. Per noi della Consulta non esiste una lotta tra diverse istituzioni che operano in nome di Sciascia”.

Intervenuto anche Vito Catalano, uno dei nipoti del Maestro di Regalpetra che ha ringraziato il consiglio per questa seduta straordinaria dedicata al nonno. Rispondendo ad alcuni interventi che lo hanno preceduto, Catalano ha, tra l’altro, detto: “Il ruolo principale nella storia della Fondazione l’ha avuto mia nonna. Mio nonno nel 1989 ha scritto la lettera ai consiglieri in cui manifestava le sue volontà. Niente impegnava mia nonna a dare alcunché. Diciamo che mio nonno ha buttato il seme, ma questa pianta è stata annaffiata da mia nonna. La Fondazione è nata perché Sciascia e il Comune di Racalmuto si sono messi d’accordo, ma non sempre il Comune ha rispettato l’impegno. Si era impegnato a dare cento milioni di vecchie lire per nove anni, ma negli ultimi venti anni quei cento milioni sono stati dati? Non può esistere questa Fondazione senza l’accordo con gli eredi di Sciascia. E in quanto ai ritratti che mancano, vero è che ci sono le schede, ma quelle opere resteranno, lì perché la famiglia ha deciso così.. Ci sono ritratti di scrittori in quelle case, a Palermo e a Racalmuto. Ma non c’è nessuno che mi può dire che questi ritratti debbano essere tolti… “.

Le conclusioni della seduta di commemorazione del centenario sciasciano (e del ricordo delle delibere che istituirono la Fondazione Sciascia) sono state affidate all’assessore alla Cultura Enzo Sardo che è intervenuto sul rapporto tra Sciascia e Racalmuto, sottolineando, tra l’altro, che in Italia “non esiste una Fondazione come questa e per questo bisogna essere positivi facendo ognuno la propria parte, dando il proprio contributo. Questi trent’anni della storia del paese devono essere da esempio per le future generazioni”.

Nella sala del Consiglio comunale sono state collocati, in una parete, le delibere del 1989 e del 1990 che hanno istituito la Fondazione Leonardo Sciascia, mentre nella casa natale di Sciascia, in quella che prima si chiamava Salita Monte, al numero civico 5 è stata collocata una targa: “Qui, l’8 gennaio del 1921 è nato Leonardo Sciascia”.

Nelle foto alcuni momenti della seduta

 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Archivi


Facebook


Articoli Recenti: Malgrado Tutto Web

Ai nostri lettori

Ai nostri lettori

Ristrutturazione del sito. Da oggi, 4 agosto, sospendiamo la pubblicazione di nuovi articoli, la riprenderemo quando l’intervento di restyling sarà definitivamente completato

L’Estate di Regalpetra

L’Estate di Regalpetra

Racalmuto, le iniziative culturali organizzate dalla Fondazione Sciascia con il patrocinio del Comune

Ester Rizzo racconta le 21 Madri Costituenti

Ester Rizzo racconta le 21 Madri Costituenti

Bianca Bianchi ed Elettra Pollastrini

«La cecità mi ha risvegliato l’amore per la scrittura»

«La cecità mi ha risvegliato l’amore per la scrittura»

Benito Cacciato, dopo trent’anni dall’ultimo libro, pubblica il suo nuovo romanzo “Iaco”, uno spaccato della Sicilia dell’entroterra tra gli anni ‘70 e ‘80. «Non ci vedo più, ma la memoria mi si è fatta sottile e precisa»

“Mimosa d’oro”. Tutte le premiate

“Mimosa d’oro”. Tutte le premiate

Ieri la cerimonia di consegna al Tempio di Giunone