Racalmuto, com’è triste Emilio meno di un anno dopo

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RACALMUTO. Drammatica seduta del consiglio comunale: la maggioranza prende le distanze dal sindaco Messana sulla questione delle indennità. La coalizione che sostiene la giunta perde pezzi. Le preoccupazioni del primo cittadino

Un sindaco solo, reso fragile dai contrasti in essere con la maggioranza, in merito alle indennità della giunta. Questo è quello che è balzato agli occhi ieri, in consiglio comunale. Accanto al primo cittadino l’assessore Salvatore Manto. Assenti il vicesindaco, Carmela Matteliano, e gli assessori Salvatore Picone e Paolo Alessi.

Emilio Messana durante il Consiglio (foto di Salvatore Alfano)

Emilio Messana durante il Consiglio (foto di Salvatore Alfano)

Presenti tutti i consiglieri, seduta valida, quindi; viene consegnato nelle mani del presidente del consiglio un documento – a firma di sei esponenti della maggioranza: Ivana Mantione, Carmelisa Gagliardo, Sergio Pagliaro, Vincenzo Mattina, Marcello Tufarulo, Marilena Piscopo – dove i firmatari valutano negativamente la decisione della giunta di non rinunciare in toto alle indennità. La decisione degli assessori, che non hanno ancora dichiarato apertamente le motivazioni per le quali non intendono rinunciare alle intere spettanze, invece che in parte, viene valutata negativamente dai consiglieri che hanno presentato il documento. Cade concretamente – come dichiarato da un esponente politico che appoggiava la coalizione Messana – il concreto appoggio della maggioranza a questa giunta.

Un altro momento della seduta (foto di Salvatore Alfano

Un altro momento della seduta (foto di Salvatore Alfano

La seduta prosegue con la relazione dell’architetto Accursio Vinti che espone, nei dettagli, il progetto del fotovoltaico che produrrebbe un risparmio energetico non indifferente ma che sembra, ormai, visti i tempi lunghi tra la progettazione e l’approvazione, superato. Viene sollevata una delicata questione dal consigliere di minoranza Cinzia Leone e cioè l’occupazione, da parte del Comune di Racalmuto, del suolo di proprietà privata antistante la Fondazione Sciascia e sul quale sono stati realizzati degli edifici. Cinzia Leone contesta il fatto che la sentenza di primo grado non è stata impugnata entro i termini previsti, trascorsi i quali non è più possibile tale azione. Il segretario generale, Calogero Ferlisi, si è preoccupato di verificare se esistono responsabilità a carico dei vari uffici preposti ad impugnare la sentenza. Un grave danno per Racalmuto se il tribunale dovesse condannare, in via definitiva, il Comune al risarcimento per i danni causati, dove sarebbero inclusi anche quelli patrimoniali.

La seduta prosegue, vengono trattate le proposte avanzate tempo fa dalla maggioranza e prima della votazione viene aperta la discussione. I consiglieri di opposizione avrebbero gradito che tali punti, non discutibili nella sostanza, in quanto trattano argomenti che garantiscono i cittadini di Racalmuto (abbattimento delle barriere architettoniche, assegnazione spazi cimiteriali, assegnazione degli alloggi popolari), fossero preventivamente trattati nelle commissioni consiliari e analizzati con i vari tecnici competenti. Dello stesso parere il sindaco Emilio Messana. Molti dei presenti abbandonano l’aula “Salvatore Marchese” e, non essendoci più il numero legale, la seduta, secondo il regolamento, viene sospesa per un’ora. Trascorso tale tempo, sono solo i consiglieri di maggioranza che si presentano all’appello del segretario e approvano, di conseguenza tutti gli atti di indirizzo previsti nel programma.

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