“Questo Paese meno è governato meglio è”

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Rispondeva così Leonardo Sciascia in un’intervista che ritroviamo nel volume “Leonardo Sciascia trent’anni dopo” curato da Antonio Motta. Saggi, interviste, testimonianze, foto inedite per celebrare lo scrittore di Racalmuto. Per la prima volta le lettere tra Sciascia e Gesualdo Bufalino: “Non ne posso più di Roma, ti aspetto alla Noce”

Due foto inedite di Ferdinando Scianna pubblicate nel volume “Leonardo Sciascia trent’anni dopo”

Ci volevano la passione e la competenza (e l’intraprendenza) di Antonio Motta per leggere la corrispondenza tra Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino. Ci voleva questo bel volume di 370 pagine per leggere – tra i tanti interventi – una ad una lettere e cartoline che i due scrittori siciliani si inviarono tra il 1981 e 1989. Lettere (conservate nelle Fondazioni di Comiso e Racalmuto) che aprono il volume “Il Giannone” dedicato interamente allo scrittore di Racalmuto. Leonardo Sciascia trent’anni dopo a cura di Antonio Motta, pubblicato dal Centro Documentazione Leonardo Sciascia/Archivio del Novecento di San Marco in Lamis. Un volume curatissimo e quasi introvabile, ha scritto giorni fa Francesco Merlo su “Repubblica”, che “raccoglie lettere, interviste, testimonianze, immagini, saggi che, quando non sono inediti, sono dimenticati”.

E scopriamo (o confermiamo) così l’intensa amicizia fra Sciascia e Bufalino. “Si scambiano una manciata di lettere affettuose – scrive Antonio Motta – Vi ricorrono in extremis quando non possono vedersi alla Noce, o incontrarsi ad un premio letterario, alla presentazione di un libro, ad una mostra”.

Da Comiso, Bufalino scrive a Sciascia. È il 16 giugno 1982: “Caro Leonardo, mi dice Elvira (Sellerio, ndr) che sei a Roma, e ti scrivo così, nella speranza che la mia lettera non s’incroci con te che torni in Sicilia… Medito di venirti a trovare a Racalmuto…”. Otto giorni dopo Sciascia risponde da Roma al suo amico “Dino”: “…sto partendo per Palermo, e domenica sarò sicuramente in campagna, a Racalmuto. Non ne posso più di Roma. E sto malissimo. Al punto da smettere di fumare quasi senza accorgermene…. Ti aspetto in campagna”. E così via fino all’89. L’ultima lettera di Sciascia è del 16 aprile: “…mi pare di stare a fare la punta a una matita: sempre più sottile, sempre più acuta, ma che non serve”.

Il volume raccoglie anche straordinari documenti come un’intervista di Giuseppe Tornatore a Sciascia sul cinema o la conversazione dello scrittore con Peter Kammerer. Dove va a finire l’Italia?, chiedeva Kammerer a Sciascia nel 1985. “Tutto sommato questo è un grande paese, perché si salva per quello che Stendhal chiamava l’energia, l’energia dell’individuo, la capacità di sopravvivere, di arrangiarsi e come se il governo non ci fosse. È provato che l’economia italiana va meglio nei momenti di crisi governativa, quindi questo paese meno è governato e meglio è. E continuerà così, secondo me. Non andrà mai a fondo, ma nemmeno si rinnoverà molto”.

A sfogliare il libro trovi lo sguardo degli altri, da Cavallari a Bufalino, da Sgroi a Bevilacqua, Eco, Nigro, Scarpa, Consolo e altri ancora. E i saggi di Napoli, Vecellio, Squillacioti e Marina Castiglione “che – spiega Motta – ha tracciato la prima biografia linguistica di Leonardo Sciascia con l’apporto di testimonianze di amici e conoscenti racalmutesi”. Non mancano le testimonianze che aggiungono nuovi aspetti importanti sulla vita dell’autore del Giorno della civetta.

Come quelle di Guido Ceronetti, Gianfranco Dioguardi, Pietro Gibellini, Francesco Merlo, Giuseppe Scaraffia, Vittorio Sgarbi, e l’affettuoso ricordo di Anna Maria Sciascia, una delle figlie dello scrittore, che ripercorre le estati nella casina di contrada Noce, la vecchia “roba” di pietre e gesso costruita dal nonno dello scrittore. Proprio dove Ferdinando Scianna realizzò, nell’estate del 1964, un ritratto rimasto fin’ora inedito che Antonio Motta ha scelto per la copertina di questo prezioso gioiello realizzato in questo inizio 2019, anno in cui si celebra l’assenza trentennale del maestro di Regalpetra da “questo pianeta”.

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