Quelle “voci soprannaturali” che mi hanno portata in un convento

di | 5 Mar 21

Vi racconto come è andata

“Io mi vaccino” è lo slogan della campagna vaccinale contro il Covid 19. Ecco perché da oltre un mese, prima gli operatori sanitari, poi gli over ottantenni e infine gli insegnanti, tutti a postare foto del proprio vaccino e a scrivere “Io mi sono vaccinato”. Scatti non proprio rubati in molti casi, ma che testimoniano un’adesione piuttosto massiccia alla campagna promossa dal Ministero della Salute.

Sui vaccini da mesi ne abbiamo sentite di tutti i colori. Nessuno si è risparmiato nel sottolineare la loro efficacia, i punti forti e le possibili debolezze. Il web, poi, quotidianamente ci restituisce storie più o meno credibili di preoccupanti reazioni, tanto da ingenerare vere e proprie fobie collettive.

Ed è così che anche a me è toccato vaccinarmi. Sia bene inteso, nessuno me lo ha imposto, io ho sempre creduto nella prevenzione ed anche in questo caso, come faccio da decenni per il vaccino antinfluenzale, ho scelto di vaccinarmi. A me e a tutta la mia categoria è toccato l’AstraZeneca, il vaccino che ha creato diverse polemiche, in tanti, infatti, hanno disquisito sulla sua efficacia. Altri ancora erano indecisi se andava somministrato agli over 55. Insomma, abbiamo brancolato per settimane in un mare di confusione.

Ma ecco che partite le prime somministrazioni in tutte le scuole d’Italia iniziano a verificarsi assenze all’indomani della prima dose. Sembra che molti docenti, tranne qualche rara eccezione, abbiano avuto reazioni con febbre alta, mal di testa, dolori alle ossa, brividi di freddo. Tranquilli solo per uno, al massimo due giorni, poi tutto passa.

Così, consapevole di ogni eventuale reazione, crisi respiratoria inclusa, sostenuta da una buona dose di ansia e qualche accenno di attacchi di panico, anche io mi sono vaccinata. Mio padre direbbe che “Pi sì e pi no” ho scelto di farlo in Ospedale, così da poter fare intervenire tempestivamente il personale sanitario qualora mi fosse toccata una delle tante reazioni.

Ovviamente, in ospedale a Licata, non ci sono andata da sola, ma accompagnata da mio marito, a cui avevo lasciato le mie ultime volontà, e da una collega, anche lei vaccinante, giusto per un sostegno morale.

Il vaccino, dunque, lo abbiamo fatto entrambe. Nessuna reazione immediata, nessuna crisi respiratoria, nessun arresto cardiaco o rush cutaneo, nessuna reazione ai principi attivi, non fosse che all’uscita dell’Ospedale una voce quasi soprannaturale ha fatto deviare il nostro rientro a casa, portandoci in un convento alle porte di Licata. Lì, siamo state accolte come due Maddalene dalle suore Morinelliane, tutte anch’esse rigorosamente vaccinate, ma con il Pfizer, che mi pare non dia grandi problemi, mentre Suor Bertilla, la monaca più anziana, ci dava il suo abbraccio spirituale, visto che quello reale non era possibile a causa delle restrizioni.

Insomma, la reazione più immediata e importante, sinora mai documentata, e sottolineo di celestiale entità, è stata una vera e propria crisi mistica che ha condotto me moglie e la mia collega single convinta tra le mura di un convento. Certamente sentire le voci di per sé è preoccupante tanto più se ti portano in un convento, ma, in questo caso, si potrebbe dire che Dio ha sempre un disegno per ciascuno di noi e il mio, forse, era il vaccino AstraZeneca.

Ecco, così mi piace raccontare il mio primo incontro col vaccino. Nessuna primula a fare da sfondo al mio selfie, nessun medico eroe ad incoraggiarmi, ma una suora a sorridermi. Suor Bertilla, all’anagrafe Maria Vecchio, classe 1939, ottantadue anni suonati, è la zia monaca di Clara, la mia collega, a cui ovviamente abbiamo fatto doverosa visita a Licata e omaggiato con freschissimi taralli di Racalmuto. Per ringraziarci, Suor Bertilla ha pregato per noi affinché facessimo ritorno sane e salve a casa e sopravvivessimo indenni alla nostra prima dose. E così fu: imbottite di Tachipirina abbiamo superato la fase critica delle 24 e poi 48 ore senza grandi disturbi. Ad oggi, Clara sta bene, io mi sento un po’ spasciata, magari per via dell’età.

A proposito, avete visto che Suor Bertilla non ha neanche una ruga? Clara sostiene che il segreto di una pelle tanto vellutata è la lontananza da eventuali fidanzati o mariti che in un modo o nell’altro qualche collera te la fanno prendere sempre. Ora capisco perché lei di prendere marito non ne vuole sapere, vuole rimanere eternamente giovane come la zia monaca.

PS: Le voci che sentivamo erano quelle del navigatore satellitare

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Valeria Iannuzzo Storie dei nostri giorni di Valeria Iannuzzo. Giornalista e docente. Segmenti di vita che meritano di essere raccontati.

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