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Quelle emozioni che solo la buona scrittura riesce a regalare

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Agrigento, presentato al Circolo Empedocleo il libro di Giuseppe Mallia “I ragazzi della guardiola”.

Da sinistra: Lia Cipolla, Valeria Miccichè, Giuseppe Mallia, Valentina Dell’Aira, Giuseppe Piscopo

Undici racconti da leggere uno dietro l’altro, che ti affascinano per le storie narrate, per il linguaggio scorrevole, che ti fa “vedere” i luoghi e “sentire” i profumi di una volta, che ti incollano sul divano e ti portano in una Realmonte di oltre 50 anni fa. Un paese che può essere l’immagine della Sicilia, quella che ha vissuto di lavori agricoli, di emigrazione, di emarginazioni sociali, di culto religioso e di superstizione.

E la penna di Peppe Mallia, nella sua opera “I Ragazzi della Guardiola” (edizione Medinova) ci racconta storie che si sono intrecciate nei “dammusi” e nelle viuzze proprio del quartiere della Guardiola, nel cuore di Realmonte, piccolo paese allora sconosciuto al mondo solo perché la Scala dei Turchi non aveva conquistato i mercati turistici internazionali. Ed in un gelido pomeriggio di febbraio i ragazzi della Guardiola hanno deciso di trascorrere una serata di un certo spessore culturale, ricca di spunti e di emozioni, nello storico salone del Circolo Empedocleo, sito che di anni ne conta 184 anni ma che si fa trovare sempre disponibile ad aprire le porte alla cultura. A presentare la prima fatica narrativa di Peppe Mallia (già autore di una bella raccolta di poesie “Il tocco della luce”) Valeria Miccichè e Valentina Dell’Aira, che hanno brillantemente esaltato lo stile narrativo dell’autore nativo di Realmonte ma ormai favarese di adozione.

Valeria Miccichè e Giuseppe Mallia

“Gli undici racconti –ha detto Valeria Miccichèci presentano uno spaccato della Sicilia antica presentato dalle testimonianze orali delle donne di famiglia. Leggende popolari, credenze dal sapore esoterico e scaramantico, racconti di riti o preghiere propiziatori, aneddoti su personaggi di paese la cui esistenza era avvolta da un alone di mistero e fantasia. Ed ancora il libro ti trasmette il dramma dell’emigrazione ma nello stesso tempo la gioia nel ricevere una fotografia proveniente dall’America, con donne a fanciulle ad ammirare i particolari della foto che sottolineavano le differenze economiche e sociali di due Paesi profondamenti diversi: la Sicilia arretrata ed il progresso americano”. Un Mallia a tratti paragonato dalla Miccichè a Capuana e Verga, con la differenza che nei “Ragazzi della Guardiola” non trapela mai una sorta di rassegnazione e di sconfitta.

Valentina Dell’Aira

“Il patrimonio culturale delle tradizioni popolari riportato in questa opera,- ha illustrato ai presenti Valentina Dell’Airarappresenta, grazie alla sua potenza dirompente, un plus valore nelle nostre coscienze, nel nostro agire etico e sociale. Attraverso un viaggio a ritroso nel tempo, dal sapore proustiano, “I ragazzi della Guardiola” apre uno scenario affascinante ed appassionato cosi com’è la Sicilia, la nostra terra, il cui fulcro rappresentativo è da sempre la vita contadina e campestre, in tutte le sue sfaccettature ed i suoi riti, nella sua filosofia, nel suo essere radice della vita collettiva e scrigno della memoria di una identità culturale da preservare e divulgare. Negli undici racconti del libro di Giuseppe Mallia, ci addentriamo in un mondo poetico che in alcuni passaggi travalica audacemente i limiti territoriali ed i confini geografici, confermando il fatto che ogni microcosmo contiene in sé altre infinite realtà ed è capace di dare il “la” ad un intreccio di emozioni e visioni che solamente la buona scrittura ha la licenza di regalare a chi legge, e non soltanto con gli occhi. Ho adorato nella raccolta – ha detto Valentina Dell’Aira– lo stile accattivante e fluido, ma devo ammettere che ha giocato un ruolo fondamentale la centralità delle presenze femminili, poste dall’autore al centro dei nuclei familiari, e dello snodarsi delle attività dei piccoli centri siciliani di una volta, a cui dovremmo tornare nell’essenza, per non sentirci complici in quel processo snaturante di globalizzazione a cui siamo prepotentemente chiamati, nostro malgrado”.

C’è la Sicilia intera ne “I ragazzi della Guardiola”, cruda e tagliente, capace di solcare il viso come fa l’aratro nella terra in “La rabbia di Peppino” , uno dei racconti letto magistralmente dall’attrice Lia Cipolla.

Antonio Liotta

“Il libro di Malliaha detto Antonio Liotta, editore di Medinova, una delle case editrici che sta affrontando la crisi del libro, non bloccando le rotative nelle tipografie ma mandando in stampa decine e decine di titoli ogni anno- è un’opera da far leggere ai ragazzi, nelle scuole, per valorizzare la memoria storica di una Sicilia che rischia di dimenticare le proprie origini e tradizioni. Ma la forza de “I ragazzi della Guardiola”, oltre alle storie realmontine narrate, sta nelle tematiche trattate, ancora attualissime: l’emigrazione ed i viaggi verso nuove sponde, il bullismo che porta a gesti estremi le vittime, l’emarginazione sociale della donna, ma che assume sempre il ruolo di fulcro nella famiglia. Un libro “completo”, ben scritto, con un linguaggio scorrevole che riesce ad avvicinare potenzialmente una vasta platea di lettori in un momento dove siamo bombardati di messaggi e di comunicazioni che ci allontanano da sane letture”.

Giuseppe Mallia

Visibilmente soddisfatto ed anche commosso l’autore che, nel ringraziare i presenti, ha sottolineato la forza della scrittura e l’invito, soprattutto ai giovani, di “divorare libri”, con letture che aprono nuovi orizzonti del sapere e delle conoscenze.

Ad allietare la serata le musiche di Lillo e Giuseppe Marino,  la splendida voce di Lea Vella, che hanno proposto celebri brani, Gaia Mallia, che ha danzato sulle note di “Nel blu dipinto di blu”, rendendo tutti magica l’atmosfera al circolo Empedocleo”.

 

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