Quelle donne che hanno anteposto i valori umani agli interessi di partito

di | 15 Gen 21

L’apporto dato all’emancipazione femminile dalle Madri Costituenti. La lezione di Teresa Mattei

Ester Rizzo

Non è certo iniziato bene l’anno per le donne italiane impegnate in politica. Prima la loro presenza annullata al Governo della Regione Sicilia, adesso le dimissioni di due ministre annunciate dal leader del proprio partito come se loro non avessero capacità di intendere e di volere: quasi mute al suo fianco. Tutto questo ha indignato tante italiane che hanno constatato amaramente come il ruolo delle donne in politica sia, nella maggior parte dei casi marginale, esistono perché ”scelte” da un leader. E quelle che non sono “scelte”, nella maggior parte dei casi, si omologano ai modelli maschili. Ed è una constatazione amara.

Tante volte sulle pagine di Malgradotutto abbiamo raccontato la grande dignità, lo spessore umano e morale delle politiche del passato: le Madri Costituenti di tutti gli schieramenti politici, le “siciliane” Giuseppina Vittone Li Causi, Anna Nicolosi Grasso, Gina Mare… donne che hanno anteposto i valori umani e l’emancipazione femminile agli interessi di partito. Lina Merlin stracciò addirittura la tessera, alcune vennero espulse ed altre abbandonarono il ”sistema partitico”.

La stragrande maggioranza delle politiche di oggi non le prendono ad esempio, non conoscono la loro grande lezione. Forse non ricordano neanche che l’abolizione del reato di violenza sessuale, che prima era considerato reato contro la morale pubblica, è diventato reato contro la persona grazie all’unione di tutte le donne di tutti i partiti, di destra e di sinistra: era il 1996, poco più di venti anni fa.

In Italia, sono poche le donne in politica che portano “valore aggiunto” e questo comportamento vanifica lo sforzo di tante che chiedono una democrazia paritaria. E’ una sconfitta per il genere femminile ma bisogna riconoscerla per risalire la china. Noi continuiamo a raccontare le vite straordinarie delle donne in politica del passato, sperando che la divulgazione e la conoscenza porti ad una maggiore consapevolezza del concetto della politica come servizio alla cittadinanza e della necessità, per l’emancipazione femminile sostanziale, di impegni trasversali di genere al di là dei partiti di appartenenza.

Continuiamo questo nostro impegno proponendo, oggi, la figura di Teresa Mattei. Riuscire a sintetizzare la vita di questa Madre Costituente è stato molto arduo. Altissimo il suo contributo per la libertà del nostro Paese, notevole l’apporto dato all’emancipazione femminile. Uno spirito ribelle sempre alla difesa dei diritti delle donne, dei deboli e dei bambini.

Teresa, chiamata anche Chicchi,  era nata nel 1921 a Quarto in provincia di Genova, in una famiglia borghese antifascista. Ebbe un percorso scolastico molto travagliato, infatti in secondo liceo fu espulsa da tutte le scuole del regno perché discuteva “in modo indisciplinato” con i docenti, ribellandosi alle ingiustizie dell’ordinamento scolastico.  Alla fine della guerra di Abissinia, le autorità fasciste imposero alle scuole di far uscire gli studenti per le strade per festeggiare l’Impero. Teresa si rifiutò categoricamente e disobbedì affermando pubblicamente : “ Io odio la guerra e odio tutte le guerre coloniali, odio tutto quello che è violenza”. Per quel suo comportamento fu ammonita ma quando entrarono in vigore le leggi razziali, un  professore, nella sua classe, sostenne che gli italiani erano una razza ariana, superiore e privilegiata rispetto agli ebrei. Teresa si alzò in piedi e davanti a tutti disse :”Io esco perché non posso assistere a queste vergogne”. Condotta subito dal preside fu espulsa immediatamente. Fortunatamente  riuscì a  sostenere gli esami come privatista, e poi iscriversi all’Università  in Lettere e Filosofia dove vigeva un altro regolamento che non teneva conto dell’espulsione.

Entrò a far parte della Resistenza iniziando la sua vita da partigiana e da clandestina. Fu catturata dai Tedeschi: la picchiarono a sangue rompendole un rene e anche alcuni denti, poi per tutta la notte, in cinque, la violentarono. Teresa riuscì a fuggire ma restò, per cinquanta lunghi anni, prigioniera di quella violenza : l’umiliazione era stata profonda, erano rimaste cicatrici indelebili nella sua anima  e riuscì a raccontare pubblicamente  quell’episodio solo nel 1977.

Il 2 giugno del 1946 viene eletta nel collegio di Firenze con 5299 preferenze. E’ la più giovane tra le Madri Costituenti. Determinante il suo apporto per la formulazione dell’articolo 3 della Costituzione e il suo intervento sull’affermazione dell’uguaglianza tra i sessi. Teresa, insieme alle altre, lottò per l’inserimento delle donne in Magistratura. In un’intervista rilasciata nel 2006 così ricorda: “ Quando ho fatto alla Costituente la proposta dell’ingresso delle donne nella magistratura, si è alzato un vecchio deputato liberale, tutto scandalizzato, e mi ha detto: Ma signorina-non mi ha nemmeno chiamata onorevole collega, ma signorina, con alterigia, mi metteva la mano sulla testa, come spesso fanno gli uomini con le donne, con i bambini-lei non sa che, in certi giorni del mese le donne non ragionano? Non possono fare le magistrate! Allora io gli ho risposto:” Io penso che ci siano degli uomini che non ragionano mai tutto il mese.”

Ed ancora troviamo nei suoi interventi di quel periodo: “ La nostra esigenza di entrare nella vita nazionale, in ogni campo di attività che sia fattivo di bene per il nostro Paese, non è l’esigenza di affermare la nostra personalità contrapponendola alla personalità maschile…noi non vogliamo che le nostre donne si mascolinizzino…vogliamo semplicemente che esse abbiano la possibilità di espandere tutte le loro forze, tutte le loro energie, tutta la loro volontà di bene nella ricostruzione democratica del nostro Paese…non vi può essere un solo passo sulla via del progresso civile e sociale che non possa e non debba essere compiuto dalla donna insieme all’uomo…le donne si tirano su le maniche per fare le cose. Non guardano al potere come invece accade nel mondo della politica, molto verticistico. Le donne guardano lontano ma sempre al loro livello, e questo vuol dire democrazia, vuol dire pace.”

Ma Teresa era troppo incisiva, influente, determinata, scomoda, imprevedibile, incontrollabile  e disobbediente per essere “ingabbiata” nelle regole ferree di un partito , non poteva condividerne la “cieca appartenenza”.  Prima dei comizi le mettevano in mano dei foglietti con su scritti gli argomenti che doveva trattare. “Io non prendo ordini da nessuno” gridava lei ribellandosi a quelle imposizioni. Quando rimase incinta dal compagno, nel 1948, Togliatti e i  vertici del partito temettero lo scandalo ma lei affermò: ”Le ragazze madri in Parlamento non sono rappresentate, dunque le rappresenterò io”.

Un altro aspro motivo di scontro furono le idee e le affermazioni su Stalin. Teresa senza remore affermava che era un dittatore che commetteva nefandezze. Per queste sue affermazioni, prima venne emarginata e poi,  il 23 aprile del 1955 venne espulsa dal Partito Comunista Italiano. La delusione fu cocente ma Teresa se ne fece una ragione, dichiarò che non tutti i mali vengono per nuocere e iniziò ad impegnarsi nel sociale. Si recò in Costarica prendendo a cuore le disumane condizioni dei lavoratori sfruttati nelle piantagioni di caffè e li aiutò per far valere i loro diritti, poi si recò in Messico.

Rientrata in Italia iniziò ad occuparsi dei problemi dell’infanzia e ad elaborare nuovi metodi di educazione infantile e nuove proposte didattiche. Nel 1993 si fece promotrice di una raccolta firme per assegnare il Nobel per la Pace ai bambini di Sarajevo, non ci riuscì ma tramite una raccolta fondi, coadiuvata da sponsor, fece nascere Radio Bambina, un’emittente per dare voce ai più piccoli, ed inoltre si prodigò per aiutare i bambini bosniaci a ritrovare le loro mamme. Una vita intensa quella di Teresa Mattei che si è spenta il 12 Marzo 2013 all’età di 92 anni. Era l’ultima delle Costituenti rimasta in vita.

2 Commenti

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    Brava Ester, un articolo senza smancerie e rigonfiamenti, che sarà piaciuto anche alla protagonista… lassù.

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    Grazie Giulia Basile
    Un esempio da seguire!

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