Quel libro che fa vibrare le corde del mio cuore

da | 18 Lug 22

Letture. “Francesca“, di Felice Cavallaro

Charles Criminisi

Una delle sfide di essere figlio di emigrati è stato il tentativo di mantenere un collegamento con le mie origini italiane e siciliane, in particolare. Viviamo in un altro continente dove è raro trovare i libri, i film, l’arte e qualsiasi altro importante punto di riferimento italiano e siciliano. E’ vero, oggi abbiamo internet, ma non è la stessa cosa di poter vedere un dipinto di persona, un film o tenere un libro tra le mani. Per questo, siamo sempre desiderosi di materiali che possano stimolare la nostra mente e toccare i nostri cuori.

Ogni tanto un’opera d’arte arriva fino a noi ad insegnare e toccare i nostri cuori. Di recente ho avuto il piacere di leggere il libro di Felice Cavallaro “Francesca” (Solferino, 2022) e posso dire che quest’opera letteraria è riuscita ad insegnarmi ed a fare vibrare le corde del mio cuore.

Prima di leggerlo, conoscevo un po’ la storia di Giovanni Falcone e della sua eroica impresa con Paolo Borsellino e gli altri, nel tentativo di liberare il proprio Paese dalla mafia. Il lato ufficiale della vicenda, quella descritta nei libri di storia, mi era noto attraverso letture, film e serie televisive, ma non avevo idea degli aspetti personali.

Attraverso la narrazione di “Francesca “, Cavallaro ci porta a scoprire gli aspetti reconditi della relazione con sua moglie Francesca Morvillo, assassinata con lui nel 1992. Lo scrittore utilizza la storia ben nota a tutti e vi aggiunge un aspetto ed una prospettiva umana. Il sottotitolo “Storia di un amore in tempo di guerra” è davvero appropriato poiché questo è principalmente il romanzo di una storia d’amore che si svolge durante la guerra contro il crimine organizzato.

Il libro ci mostra i gesti di reciproca tenerezza, l’amore e la cura condivisi da Francesca e Giovanni. Possiamo osservare la fiducia incrollabile di lei in lui fino al punto di mettere da parte la sua carriera come giovane magistrato per sostenerlo. Ci sono molte belle descrizioni delle vacanze che hanno fatto insieme che li ritraggono felici e rilassati. Questi frammenti forniscono un chiaro contrasto con la violenza e la crudeltà comuni in uno stato di guerra.

Man mano che l’autore ci porta verso la fine, che tutti noi sappiamo arriverà, riesce a costruire un senso di attesa e di pericolo attraverso una serie di conversazioni tra i due innamorati. La tensione cresce sempre più finché raggiunge il climax dell’attentato fatale che distrusse le loro vite. La scena di Capaci viene resa in termini di caos, le parole ci riportano un senso di violenza e distruzione che si conclude con le ultime parole commoventi di Francesca : “Dov’è Giovanni…”. Queste parole sono subito seguite da due sequenze di grande emozione che, per me, rappresentano il momento culminante del libro e mi hanno lasciato in lacrime.

Felice Cavallaro ha scritto una meravigliosa opera d’arte che ci permette di avere una più profonda comprensione degli eroi italiani di cui narra, ma anche dell’amore, la devozione e la passione che hanno condiviso. Comprendiamo con chiarezza il trionfo non solo nei confronti della guerra, ma anche dello spirito con cui l’hanno combattuta e delle persone che hanno amato.
Bravo, Felice!

(Traduzione: Adele Maria Troisi)

“Francesca” by Felice Cavallaro – review by Charles Criminisi

One of the challenges of being the son of immigrants is in trying to keep a connection to my Italian and Sicilian heritage. We live on another continent where Italian / Sicilian books, films, art and other cultural touchstones are rare. Yes, we have the internet, but it is not the same as being able to see a painting in person, view a film, or hold a book in your hands. As such, we thirst for material that can both stimulate our minds and move our hearts.

Once in a while a work of art comes along that both teaches and touches our hearts. I recently had the pleasure of reading Felice Cavallaro’s book “Francesca” (Solferino, 2022), and I can say that this work of literature succeeded in teaching and touching me.

Prior to reading it, I knew a bit about Giovanni Falcone and the heroic work he did with Paolo Borsellino and others, in attempting to rid their country of the mafia. Films, television series and writings have shown me the “official” side of them, the part that is written in the history books. But I did not really have a feel for their personal side.

Throughout “Francesca”, Cavallaro takes us behind the curtain of Falcone’s life through his relationship with Francesca Morvillo, who became his second wife and was assassinated with him in 1992. The writer takes something that is well known and gives it a human face and perspective. The sub-title “Storia di un amore in tempo di Guerra” is very appropriate as this novel is primarily a love story that takes place during the war against organized crime.

In a series of short scenes in three parts he takes us from the initial encounter amongst the two future spouses, through their shared experiences working in the judicial system, to the tragic end of their lives. We learn that Falcone and his colleagues were not only at war with the mafia but also Sicilians (who did not understand what he was striving for or resented his disruption of the status quo), members of the magistrature (who may have had political and other reasons to oppose him), and the media (that had a tendency to sensationalize the work that was being done). There is even a theme involving Leonardo Sciascia who wrote the famous “I professionisti dell’antimafia” article that gave Falcone some heartache as he considered the Racalmutese writer a mentor, so much so that he kept a copy of “Il Giorno della Civetta” in his briefcase.

The best parts of the book are those that show us the mutual tenderness, concern, and love shared by Francesca and Giovanni. We see her unwavering fidelity to him to the point of often putting her career as a child court magistrate aside to support him. There are many beautiful depictions of vacations they took together which provided them with both relief and joy. These segments provide a stark juxtaposition against the violence and cruelty that were common in the war. I loved Cavallaro’s writing style in this regard.

As the author takes us toward the ending that we all know is coming, he builds the suspense and sense of peril via a series of conversations between the lovers. The tension grows and grows until we reach the climax of the fateful bombing that took their lives. The scene at Capaci is rendered in chaotic terms, the words giving us a sense of the violence and destruction, and concludes with Francesca’s final tender and emotion evoking words: “Dov’e Giovanni…”. This is immediately followed by two very emotional moments which, for me, were the crowing piece of the book and left me in tears.

Felice Cavallaro has written a wonderful work of art that leaves us with a deeper understanding of the Italian heros depicted but also the love, devotion, and passion that they shared. We clearly understand the triumph not only in terms of the war but also of the spirit of those who fought and those they loved.

Bravo Felice!

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