Quel crollo che ha squarciato il cuore di una mamma

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Grotte, ha molto colpito durante i funerali di Vincenzo Licata il grido di dolore dell’anziana madre, che per la seconda volta ha vissuto la morte tragica di un figlio.

I funerali di Vincenzo Licata

Quella di ieri, per Grotte, è stata una giornata di lutto segnata dal dolore di una mamma. L’ultimo saluto a Vincenzo Licata, una delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi di Genova, è stato carico di commozione e ha consegnato ai suoi familiari tutto l’affetto che Vincenzo meritava. La pioggia ha reso ancora più grigia la giornata di lutto di un’intera comunità che ha atteso il feretro di Vincenzo all’ingresso del paese.

Ha molto colpito durante i funerali il grido di dolore dell’anziana madre di Vincenzo. Resteranno nella memoria gli occhi spenti e pieni di disperazione di una donna fortemente segnata nella sua vita e che per la seconda volta ha vissuto il dramma terribile della perdita di un figlio.

Ed è parso di rivedere in quegli occhi, in quel pianto, in quel sussurrare dolci parole al figlio, chiuso in una bara, quel “cuore squarciato” di cui ha parlato il cardinale Bagnasco durante i funerali svoltisi a Genova.

Pioggia, lacrime e musica. Vincenzo Licata è tornato nella sua terra senza preavviso. Così ha deciso per lui il destino crudele. È tornato, a 58 anni, dopo una vita spesa per la famiglia, il lavoro che tanto amava, e le sue passioni. Il crollo di un ponte, improvvisamente, ha spezzato quella linea di sangue che in qualche modo lo teneva legato ancora alla sua Grotte. Quella linea di sangue e quel legame che tutta Grotte ha voluto rimarcare salutando un suo figlio morto senza un perché.

Lacrime e commozione, accompagnate dalle note tristi di una marcia funebre, al suo arrivo in chiesa, e da note più leggere, a mo’ di festa, al suo arrivo al cimitero, quasi a volere rendere omaggio al carattere allegro e alla giovialità che hanno sempre contraddistinto Vincenzo.

Pioggia, lacrime e musica. La musica era la grande passione di Vincenzo. Per tanti anni aveva suonato nella banda di Grotte e a Vicenza, dove da diversi anni si era trasferito per lavoro, aveva persino fondato un complesso bandistico. Una grande cosa per un siciliano che si trasferisce al Nord. Come portare un pezzo di Sicilia, un pezzo del suo paese oltre lo stretto, al di là del faro, direbbe Vincenzo Consolo.

Ma adesso Vincenzo è tornato al di qua del faro.

 

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