Quei nomi cancellati con la matita rossa

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Alcune considerazioni a margine della visita del Presidente della Camera a Racalmuto

La recente visita del Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, a Racalmuto, in occasione dell’avvio delle celebrazioni per il centenario della nascita di Leonardo Sciascia, offre l’occasione per svolgere alcune considerazioni sulle funzioni che un governo locale è chiamato ad assolvere nell’interesse della propria comunità e sul concetto di rappresentanza.

Non è la prima volta che la nostra città ha l’onore di essere meta dei più alti rappresentanti delle istituzioni nazionali grazie, ovviamente ed esclusivamente, all’indubbio privilegio di aver dato i natali a Leonardo Sciascia, uno dei maggiori scrittori ed intellettuali europei del secolo scorso. Tre presidenti della Repubblica: Carlo Azeglio Ciampi nel 2003, Giorgio Napolitano nel 2009 e prima ancora Arpad Gonz, presidente della Repubblica di Ungheria nel 1999; il presidente del Senato Pietro Grasso nel 2014; il presidente della Camera le scorse settimane.

Una visita, l’ultima, per pochi, a causa della necessità di rispettare le norme sul distanziamento sociale imposte dal covid, quelle di sicurezza e del cerimoniale. Ma è proprio in queste occasioni che si misura la capacità di un’amministrazione locale di essere realmente rappresentativa nei confronti della propria comunità: pur in mezzo a tante difficoltà e con tutte le limitazioni imposte, dagli sparuti resoconti giornalistici e dalle foto pubblicate dai social network, spiccavano le presenze ma ancor più le assenze.

Racalmuto

Stendendo un velo sui presenti che, probabilmente, forse, avevano tutto il “diritto” di essere presenti, mancavano ad esempio il Presidente del Circolo Unione, sodalizio consacrato dallo scrittore nelle Parrocchie di Regalpetra ed i rappresentanti degli altri circoli; il direttore del nostro giornale che, sin dal suo primo numero, ha ospitato la firma dello scrittore; mancavano i rappresentanti e le rappresentanti di quelle associazioni che – spesso – il Comune coinvolge per la buona riuscita delle più svariate iniziative per la loro indubbia capacità organizzativa, come ad esempio l’Arci, e le tante altre associazioni del territorio; mancavano il rappresentante della nuova associazione che riunisce gli operatori dell’accoglienza e della ristorazione e il rappresentante di “CasaSciascia”, Pippo Di Falco, che, con un atto di grande generosità, ha acquistato e reso fruibile la casa in cui lo scrittore ha vissuto, prima da adolescente e poi da adulto, con la sua famiglia dal 1923 al 1958 – come ricorda la figlia Anna Maria in un delizioso libretto dal titolo Tra Racalmuto e Caltanissetta -. Non c’erano nemmeno gli ex sindaci che hanno amministrato Racalmuto. E sicuramente ne dimentichiamo tante altre.

Forse anche nelle precedenti occasioni in cui autorevoli rappresentanti delle istituzioni hanno visitato Racalmuto, la Fondazione Sciascia, il teatro comunale, sono stati fatti degli errori, ma perseverare est diabolicum. Sembra quasi che i fatti culturali e le prossime iniziative per il centenario della nascita di Sciascia siano un fatto privato, per cui chi non è allineato con l’amministrazione comunale non ha diritto di rappresentanza.

Dimentica chi con la matita rossa ha cancellato quei nomi che Leonardo Sciascia, a Racalmuto e non solo, è patrimonio di tutti; che un mandato amministrativo dura appena cinque anni e che la storia, la microstoria di questo nostro “straordinario” paese, ha sempre avuto la capacità di tramandare ai posteri gli uomini di “tenace concetto”, quelli che, di volta in volta, dalla seconda metà dell’Ottocento in poi, hanno avuto la capacità di guardare oltre il proprio naso, i propri interessi e le successive elezioni.

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