Quanta paura fa oggi la parola ‘responsabilità’?

di | 31 Ott 17

I figli verranno accompagnati a scuola fino a quando non avranno compiuto la maggiore età. Naturalmente tutti speriamo che arrivi una norma che tolga questa cosa ridicola, ma nell’attesa…

E così accompagneremo i figli a scuola finché non avranno compiuto i 18 anni. Naturalmente tutti speriamo che arrivi una norma che tolga questa cosa ridicola, ma, nell’attesa, l’accompagnamento dei figli fino alla maggiore età è una perfetta metafora dell’attuale stato delle nostri rapporti sociali e familiari. Ogni relazione si trasforma in un esclusivo affare di legge, di sicurezza e di ordine pubblico. Questa situazione evidenzia un perverso senso della sostituzione. A essere sostituito è il senso di comunità e di socialità. A fare da sostituto è il diritto, sacrosanto naturalmente, ma che diventa eccessivo quando copre il vuoto lasciato dalle forme di convivenza che si stanno dissolvendo. Perdita di fiducia nel rapporto tra insegnanti e genitori, nella funzione istituzionale ed esistenziale della scuola (quanta parte della nostra vita abbiamo passato e passiamo nella scuola?), negli insegnanti in se stessi e nella loro funzione, nei genitori in se stessi e nel loro ruolo.

Quanta paura fa oggi la parola ‘responsabilità’? Tanta. Essa corrisponde proporzionalmente alla perdita di fiducia nei valori della collettività, all’uso improprio, quando non privatistico, di ciò che è comune, al prevalere della competizione sulla cooperazione, ad un senso di solitudine sociale che non viene affatto colmato dalle svariate associazioni, dagli innumerevoli club, dagli infiniti gruppi. Non viene neanche colmata dai pur meravigliosi movimenti di volontariato. Come fa una scuola a insegnare il senso critico e l’autonomia, basilari per l’apprendimento e la conoscenza in una società libera, se gli alunni devono sottostare a questa comica condizione di minorità che appunto toglie l’autonomia perfino nell’uscita dai plessi scolastici. Fiducia: nessuno ce l’ha più. Responsabilità: nessuno se la vuole prendere. Autonomia: la si afferma a parole e la si nega nei fatti. Come può la scuola educare alla cittadinanza se ne nega le basi? In realtà si intende educare e assuefare gli alunni e i futuri cittadini al controllo e, di conseguenza, alla sudditanza. Registri online, sicurezza, ordine pubblico. Tutto deve essere controllato, forse perché tutto sta sfuggendo di mano. Dobbiamo controllare il corpo con la dieta, la corsa, la palestra, mentre la mente fugge altrove, magari grazie agli smartphone che teniamo costantemente in mano e collegati con il mondo. In questo modo cerchiamo di evitare l’isolamento ma affondiamo nella solitudine.

E’ curioso il fatto che, se collochiamo le tre parole, fiducia, responsabilità, autonomia, nel contesto politico, assumono un significato ben diverso.  La fiducia è quella grazie a cui il governo abbatte il parlamento e fa passare questa brutta legge elettorale. La responsabilità è quella che i politici dicono di prendersi quando pur non essendo d’accordo votano ciò che non condividono. E’ responsabilità o incoerenza? Con tutto il rispetto, ma se Giorgio Napolitano era così critico nei confronti della legge e della fiducia, perché ha votato sì? L’autonomia, anziché essere quel grande valore che è per la libertà della persona, in politica è diventata autoreferenzialità, voglia di una casta di svincolarsi, nonostante affermi il contrario, dai cittadini che li hanno legittimati e di godersi senza tante remore un privilegio che dovrebbe invece essere un onore, una delega, un impegno verso coloro che essi rappresentano.

E’ così che si aprono le porte alla rabbia e all’esasperazione di una società che sta soffrendo di grandi diseguaglianze e non vede niente al di là dell’orizzonte. E intanto i il fascismo dilaga in questa confusissima Europa.

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About Alfonso Maurizio Iacono

Alfonso Maurizio Iacono PENSIERI DIVERSI di ALFONSO MAURIZIO IACONO. Dipartimento Civiltà e Forme del Sapere, Università di Pisa. Appunti e commenti sul presente, con uno sguardo alla storia, all'arte e alla filosofia.

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