Quando le foto aiutano a costruire una memoria collettiva contro l’oblio

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Palermo, ai Cantieri Culturali della Zisa la mostra fotografica “Continente Sicilia”, di Franco Zecchin

Si può visitare fino al 16 giugno la mostra “Continente Sicilia”, del fotografo Franco Zecchin, allestita a Palermo, ai Cantieri Culturali della Zisa. Già il titolo scelto pone in evidenza la nostra regione come “primo approdo d’Europa”.

Franco Zecchin, fotografo professionista, nasce a Milano ma nel 1975 si trasferisce nel capoluogo siciliano  e insieme a Letizia Battaglia crea il primo Centro Culturale per la Fotografia nel Sud Italia. Inoltre nel 1980 lo ritroviamo tra i fondatori del Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato” ed in seguito inizia a realizzare filmati all’interno dell’ospedale psichiatrico di Palermo. Dal 1988 è membro della prestigiosa agenzia Magnum.

Dalla mostra fotografica di Franco Zecchin: Paolo Borsellino e Giovanni Falcone

Le foto esposte sono quelle scattate tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Novanta quando il potere mafioso spadroneggiava e opprimeva i nostri luoghi e i nostri stati d’animo. Ma ci sono anche le immagini delle proteste universitarie e di quelle contro le basi americane, degli interni degli ospedali psichiatrici, le visioni di tanti spazi urbani, gli scatti di feste religiose e processioni di varie parti dell’isola e i volti di chi per l’antimafia ha sacrificato la vita.

Il suo lavoro di fotogiornalista di quegli anni richiedeva una disponibilità di 24 ore al giorno: insieme a Letizia Battaglia e ad altri lavorava per “L’Ora” ma pubblicava anche sulla stampa nazionale ed internazionale. Questo il suo ricordo scritto nei pannelli espositivi: ”Vivevamo in una condizione di allerta permanente, sempre pronti a interrompere qualsiasi attività per affrontare situazioni spesso drammatiche. Un’urgenza dovuta non solo alla tragicità degli eventi ma alla loro rapida successione nel tempo e alla necessità di mostrare e denunciare, attraverso le immagini, ciò che stava succedendo in Sicilia”.

Dalla mostra fotografica di Franco Zecchin: i funerali di Peppino Impastato

Foto dopo foto, si dipana, davanti agli occhi del visitatore un cammino in bianco e nero a ritroso nel tempo. Un tempo di ricordi per chi quegli anni li ha vissuti, un tempo di conoscenza per chi ancora non era nato.

Ci piace concludere con una didascalia inserita nel percorso espositivo: “Le mostre fotografiche possono partecipare alla costruzione di una coscienza e di una memoria collettiva, in opposizione alla pratica dell’oblio, funzionale al potere della mafia. Gli affari proliferano quando tutti tacciono e i riflettori della stampa si spengono”.

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