Quando la vita è il frutto di un atto d’amore

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La toccante testimonianza di Emanuela Molla, figlia di Gianna Beretta, la Santa alla quale è stato intitolato  il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Agrigento.

Non si è trattato della solita dedica o della scontata cerimonia di intitolazione di un luogo al Santo di turno, quella a cui ho avuto il piacere di assistere lo scorso Sabato, 27 Giugno.
Pertanto, a mio modestissimo parere, non si può liquidare con un titolo riduttivo, che altrove potreste trovare, del tipo “Ospedale di Agrigento, dedica reparto di Ostetricia e Ginecologia a Santa Gianna Beretta Molla”, un evento così profondo e toccante.

Emanuela Molla

Emanuela Molla

 

Dunque, per poter fare la differenza tra una cronaca impersonale e la descrizione di una notizia coinvolgente e umana, bisognava proprio esserci. Ma non come facciamo spesso noi giornalisti, di corsa tra un evento e l’altro per riempire le pagine e gli spazi dei nostri giornali, ma con la voglia di chi vuole veramente capire perché sia stata fatta una scelta simile.

binnici scopertura targa dedica

A dirla tutta, sono bastati pochissimi minuti per comprendere perché Salvatore Bennici, direttore dell’UOC Ostetricia e Ginecologia del PO di Agrigento, abbia fortemente voluto questa dedica.
Il fatto che Santa Gianna Beretta Molla fosse Santa Patrona delle mamme, dei medici e dei bambini non ancora nati credo sia stato un criterio importante e, forse, determinante, nell’individuazione della Santa.
Ma ciò che ha reso coinvolgente e motivante questa intitolazione è stata la preziosa presenza e, soprattutto, l’esclusiva testimonianza della figlia della Santa, la Dott.sa Gianna Emanuela Molla.
Con l’orologio sempre puntato, per non sforare i tempi, e a suo dire per non annoiare i tanti intervenuti, la dottoressa Molla ha intrattenuto ed empaticamente catturato la numerosa platea presente alla cerimonia. Un pubblico fatto di partorienti, neomamme, familiari, medici, operatori sanitari.

Per poter comprendere la figura e lo spessore di questa donna, è opportuno che vi dica che a chi la incontra per la prima volta, occhi bassi, tono pacato e atteggiamento misurato celano la passione e l’enfasi di una persona, di un medico che crede fermamente nella scienza, ma vede la vita come un dono divino da vivere pienamente e condividere con la propria famiglia.
Emanuela Molla, durante il suo intervento, ha raccontato di essere stata il frutto di un atto d’amore estremo, fatto da una madre, medico anche lei, che per la vita della propria creatura ha sacrificato, senza indugi, la propria.

Emanuela Molla non nasconde, tuttavia, i sensi di colpa che l’hanno pervasa da piccola per avere con la sua nascita rubato una madre ai suoi tre fratelli, ma precisa, anche, che le spiegazioni del padre di quel gesto estremo le hanno fatto comprendere quanto grande sia stato l’amore di sua madre nei confronti della vita e del prossimo.

L’aver avuto una madre portatrice di valori tanto importanti ha certamente orientato e condizionato positivamente le sue scelte personali e professionali. Emanuela è anche lei, come la madre, un medico, geriatra paradossalmente, come lei stessa sottolinea, e non pediatra come la mamma, che, tuttavia, oltre ad amare i bambini si dimostrava particolarmente sensibile nei confronti degli anziani.
Non starò qui a raccontarvi nei dettagli la biografia che la Molla ha fatto della madre, né il percorso che l’ha portata alla santificazione, tutto questo lo potete trovare sul Web.

Ciò che voglio sottolineare è che Emanuela Molla con la sua toccante testimonianza ha dato risposta ad uno dei quesiti su cui l’opinione pubblica spesso si divide e che, invece, le sue parole hanno perfettamente coniugato: la scienza e la medicina mostrano spesso dei limiti che solo l’amore per la vita e una profonda fede in Dio possono aiutarci a comprendere, accettare e superare.

Sailvatore Binnici

Sailvatore Binnici

“La laicità dei nostri approcci con i pazienti di ogni credo religioso-sottolinea a fine cerimonia Salvatore Bennici-non poteva impedirci di dedicare il nostro reparto a Santa Gianna Beretta Molla, Santa Patrona delle mamme, dei medici e dei bambini non ancora nati. La presenza della figlia Emanuela, donna e medico straordinario ci onora, unitamente alla promessa fatta dalla stessa di donare una reliquia della mamma per la cappella dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.”

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