“Quando il mare è di un azzurro diverso ti viene voglia di sognare”

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Montecristo n. 4, l’esordio letterario di Vittorio Virone

Vittorio Virone, classe 1980, è un bancario agrigentino poliedrico e appassionato di emozioni. E quel che gli ispira il cuore lo trasfonde in musica, parole e storie da raccontare. Montecristo n.4 costituisce il suo esordio letterarioIl suo racconto mescola sapientemente sogno e realtà e conduce il lettore in un viaggio misterioso apparentemente lontano ma più intimo e prossimo di quanto si possa immaginare.

“Quando il mare è azzurro, di un azzurro diverso rispetto a quello cui sei abituato, ti viene voglia di sognare e, abbracciato ai sogni, di sperare”.  Così scrive l’autore di questo agevole, soffice racconto, Montecristo n. 4.

Vittorio Virone, come un attento funambolo sta, in simmetrico equilibrio, tra sogno e realtà. Si sa, quando l’essere si fa pesante e ordinario, assale un bramoso desiderio di sorvolare quell’ altrove anelato e ignoto, che sembra farsi palpabile e netto. E conduce per mano il lettore in una storia di cui ciascuno potrebbe vestirsi, per amore viscerale di adombrare l’essere presente e inseguire l’assenza, leggera creatura, come palloncini nei giorni festosi, quel non essere che non si riflette allo specchio. Semplicemente perché non esiste. Perché i sogni sono aurei angeli custodi finché restano tali, perché, diceva giustamente Dorothy, nessun posto è bello come casa mia.

Vittorio Virone

Jacopo/ Vittorio è conscio, di quanto bella sei, vita mia, ma, come tutti, bisognoso di cenni di conferme costanti che, solo dissetando la sete dell’ altrove, possono essere pienamente paghe. Ecco che il suo altrove diventa il nostro altrove.

L’ “urgenza comunicativa” che sente impellente nel suo animo è docile e cristallina, come la sua voglia di raccontare emozioni, minuzzando le proprie per donarne un pezzetto a chi si sofferma tra le sue righe. Il lettore s’immerge in uno spirito di leggiadra evasione da cui ciascuno e tutti, nel batter d’esistenza, almeno una volta veniamo rapiti.

E lì, in bilico tra ciò che è e ciò che si sogna, ognuno sta, declinando se’ stesso, al mondo. Offrendo il viso al riso e al pianto. Impalpabile, evanescente viene invaso, quel viso, da un fumo soffuso e opaco dei Montecristo n. 4, che serpeggia tra le pagine d’una lettura felice.

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One Response to “Quando il mare è di un azzurro diverso ti viene voglia di sognare”

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    Lucia Giudice Rispondi

    13/08/2020 a 14:28

    Bisogna tenere vivo lo spirito sognatore e per fare questo si deve stare vicino ai sognatori. Vittorio Virone è indiscutibilmente uno di essi. Il suo libro mi ha rapito fin dallesue prime pagine. Le parole di Eva di Betta, che ne ha fatto la recensione, sono lame affilate. Vivisezionano i sentimenti e toccano nervi scoperti. Fanno vibrare l’anima. Squisita lettrice, raffinata e amabile nel porgere pensieri che emozionano nel profondo! Complimenti a tutti e due!

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