Porto Empedocle, un 2019 difficile ma anche ambizioso

|




La città è entrata nel nuovo anno tra mille difficoltà, ma non mancano le condizioni per una buona boccata d’ossigeno.

Porto Empedocle

Porto Empedocle è entrata nel nuovo anno tra mille difficoltà economiche e sociali, difficoltà che purtroppo non la vedono diversa dal resto del contesto regionale. Basta fare un giro per la via Atenea ad Agrigento, durante i mesi dell’inverno, festività a parte, ed il clima di desertificazione è tale e quale.

L’ormai noto dissesto finanziario ed i problemi con le anticipazioni di cassa, hanno reso persino difficile il pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali. Questi ultimi quasi per un miracolo, hanno percepito lo stipendio di dicembre e la tredicesima, aspettando però ancora altre mensilità arretrate. Degli abbonamenti per gli studenti fuorisede neanche a parlarne, mentre anche le cooperative sociali vantano cospicui crediti.

Se però questa è la drammatica situazione ad inizio gennaio, c’è da sottolineare anche il fatto che a breve la situazione potrebbe mutare, grazie al provvedimento preso dal Governo Conte che farà sì che possano giungere prestiti statali ai comuni in dissesto.

Un’altra buona notizia giunge dall’incessante lavoro dell’Ufficio Tecnico Comunale che  alla fine del 2018 ha incassato il successo dell’inizio dei lavori del lungomare Nettuno e della consegna del cantiere all’impresa per la darsena del molo di ponente, in cui dovrebbe sorgere un porticciolo turistico.

Per il 2019 il programma di possibili cantieri pubblici è veramente vasto ed è il frutto di meriti opposti. Infatti si tratta di progetti ereditati dall’attuale Amministrazione da quella precedente guidata da Firetto, ma il cui sblocco sta facendo sudare sette camicie all’Assessore Gaetano Tripodi ed al personale dell’Ufficio Tecnico Comunale guidato dall’architetto Calogero Noto Campanella.

In dettaglio a fine gennaio dovrebbe essere appaltato lo stadio comunale, con il possibile inizio dei lavori in primavera, seguito poi dall’appalto del completamento della via Roma, il tutto nella speranza che possano aprire contemporaneamente i cantieri di servizio e quelli di lavoro.

Insomma le condizioni per una buona boccata d’ossigeno, almeno nei settori dei lavori pubblici non dovrebbero mancare. Anche alla Chiesa Madre dovrebbero iniziare dei lavori finanziati dalla Regione, per il restauro di alcuni ambienti.

Nel campo del volontariato, nonostante la totale mancanza di fondi pubblici, ad esclusione di qualche patrocinio dell’ARS, l’associazionismo cittadino ha lavorato veramente tanto e pare che si voglia continuare verso questo senso, anche grazie agli spazi che la Torre di Carlo V ha potuto offrire. L’Amministrazione Carmina si spera possa creare qualche progetto di Museo, ma ad oggi su tale prospettiva non ci sono notizie certe, come mancano informazioni su possibili iniziative da parte della fondazione Camilleri, la quale ha dovuto incassare, a causa del maltempo, il crollo parziale, prima, e la demolizione poi, della casa di campagna del nonno dello scrittore. Un danno enorme per la stessa famiglia Camilleri e la città, perché quella casa descritta in più opere da Camilleri doveva essere la sede della fondazione stessa.

La partita politica vera su Porto Empedocle, e non solo su di essa, si giocherà però sulle grandi aree industriali, quali quelle dell’Italcementi, ex Montedison e area demaniale portuale, in concessione attualmente a Nuove Energie.

Ida Carmina e la deputazione a Cinque Stelle dovranno mostrare la capacità di attrarre progetti imprenditoriali sponsorizzati da parte del loro governo, progetti realizzabili e finanziati. Solo grazie a queste eventuali iniziative, a Porto Empedocle potrebbe realizzarsi una vittoria del movimento, in altri casi sarà invece difficile presentarsi a nuove consultazioni elettorali e resistere nel lungo periodo a mozioni di sfiducia.

Ovviamente il tutto se non arrivino clamorose novità, tipo una sfiducia alla sindaca Carmina. Una mossa che però ad oggi, con le difficoltà di bilancio e con l’iter del dissesto da terminare, da parte della OSL, appare strada rischiosa e azzardata.

Un anno quindi difficile, ma anche possibilmente ambizioso per Porto Empedocle, nella speranza che costi e servizio della differenziata possano migliorare con meno spazzatura in giro e magari su un fronte diverso, con qualche lampione della luce funzionante in più. Auguri Porto Empedocle. Buon 2019!

Altri articoli della stessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *