Porto Empedocle, presentato il libro “E’ solo un gioco di anime” di Romina Caruana

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Per anni ho cercato di capire-scrive l’autrice- cosa fosse l’autismo… Durante questo “viaggio” in cui mondo scientifico e spirituale s’incrociano, ho conosciuto persone straordinarie…”

Romina Caruana

Romina Caruana

“I libri sono i miei amici della buonanotte, leggo sempre qualche pagina di un buon libro prima di spegnere la luce; non importa il genere o l’argomento. Ma nel caso di È solo un gioco di anime, i dieci minuti sono diventati un’intera nottata: non ho saputo smettere prima dell’ultima pagina. Non solo perché è un libro ben scritto e coinvolgente, ma anche per come sviscera il tema dell’autismo, una malattia che mi ha sempre colpito; questo misterioso male, che è spaventoso e umanissimo al contempo. L’opera della Caruana funziona in due sensi: mentre la leggi, anch’essa legge in te.”

Così commenta “E’ solo un gioco di anime”, primo romanzo di Romina Caruana, attrice e scrittrice, l’attore Franco Nero. Il libro è stato presentato a Porto Empedocle lo scorso sabato all’Auditorium di San Gerlando.      

E la sensazione avuta da Franco Nero dopo aver letto il libro è stata confermata dagli interventi che si sono succeduti, lo scorso sabato a Porto Empedocle, in occasione della presentazione del libro all’auditorium San Gerlando.

Il sindaco e deputato regionale Calogero Firetto,  ha  ipotizzato un parallelismo con la letteratura russa, ma ha anche sottolineato l’altà sicilianità del libro e il valore sociale”. Il sindaco di Realmonte Piero Puccio ha rilevato come “parlando della Scala dei Turchi il romanzo esalta anche le bellezze del nostro territorio”.

Il sociologo e giornalista Francesco Pira ha sottolineato che nel romanzo della Caruana: “C’è la Sicilia di Pirandello, di Cammilleri, di Sciascia e di Bufalino. Ci sono la sofferenza e la speranza;  il dolore e l’entusiasmo; la rassegnazione e la spinta rivoluzionaria; il mare, il sole, i colori, i sapori. I nonni, le suocere, i figli, i pettegolezzi, le invidie, la voglia di apparire, le corna, i sogni, l’arte di annacarsi, il cambiare tutto per non cambiare nulla. Ma il libro è un esempio straordinario di comunicazione sociale. Una storia piena di storie, di personaggi ma soprattutto di persone. Ci sono ancora: la solidarietà, la ricerca scientifica, la capacità narrativa il ponte più bello e inquietante del mondo: quello italo-americano”.

Nel libro Romina Caruana  racconta la storia di suo fratello “Per anni ho cercato di capire-scrive l’autrice- cosa fosse l’autismo studiando ogni articolo che ne affrontasse l’argomento nella speranza di comprendere cosa si nascondesse dietro la personalità complessa, compromessa e al contempo così veramente gioiosa di mio fratello, colpito dal disordine dello spettro autistico. Che cosa potevo fare io per aiutarlo? Ho trascorso anni cercando di afferrarne il senso, intraprendendo percorsi spirituali e terapie di ogni genere e alla fine ho capito che non era mio fratello a non “esistere”, bensì ero io a non esserci. Durante questo “viaggio” in cui mondo scientifico e spirituale s’incrociano, ho conosciuto persone straordinarie, degne di rispetto ma ciò che mi è rimasto nel cuore e che mi ha fatto sopravvivere, è stata la frase: Si dice che i bambini autistici siano angeli caduti dal cielo che non vogliono scendere sulla terra”.

Romina Caruana nel corso dell’incontro ha lanciato un appello “non ha senso vivere alimentando i pettegolezzi e piangendosi  addosso. Svegliamoci e reagiamo. Troviamo un senso al nostro quotidiano”.

Toccanti le testimonianze di Angela Zicari, Presidente dell’Associazioni “Amici di Agrigento” e di Giovanni Noto. Due genitori impegnati nel sociale.

Annagrazia Montalbano ha letto alcuni brani del libro. Ha coordinato la presentazione Elettra Curto.

 

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