Perché mai l’amore deve esclusivamente essere tra individui di sesso diverso?

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La Corte Suprema degli Stati Uniti sancisce la costituzionalità dei matrimoni gay. Strano Paese gli U.S.A, pieno di gigantesche contraddizioni, con una inquietante propensione alla violenza, ma capace di spingersi in avanti fino a superare pregiudizi così potentemente radicati come quello dell’omosessualità.

coppia gay

E così la Corte Suprema degli Stati Uniti sancisce la costituzionalità dei matrimoni gay. E’ un grande giorno di civiltà. Strano questo grande paese, gli U.S.A., pieno di gigantesche contraddizioni, con una inquietante propensione alla violenza, ma capace di spingersi in avanti fino a superare pregiudizi così potentemente radicati come quello dell’omosessualità. Questo fatto deve essere collegato con l’incollegabile. E’ infatti appena uscita un’enciclica molto avanzata del papa sulla questione ecologica e sociale e ora gli U.S.A. dichiarano costituzionali i legami gay.

Apparentemente le due cose non stanno insieme, anzi potrebbero porsi come contrapposte, andare l’una contro l’altra, perché la chiesa sugli omosessuali è piuttosto lontana dalla lungimiranza dei giudici costituzionali americani, eppure, solo chi è convenzionale fino alla noia oppure non riesce a liberarsi dai pregiudizi, non vede come la libertà sembra traspirare da mura che fino a ieri sembravano blindate e impermeabili. Un papa sudamericano si pone il problema della casa comune e del bene comune in un modo che nessun politico italiano e forse europeo oggi è in grado di fare, un papa che è il capo di una chiesa, la più importante del mondo, fortemente ostile all’omosessualità, nonostante una percentuale altissima di omosessuali sia di fede cattolica. Dei giudici americani, cittadini e abitanti di un grande e potente paese, assai, troppo, propenso alle armi private e alla guerra pubblica, che non riesce a dotarsi di un buon sistema scolastico e soprattutto di un buon sistema sanitario, oggi ancora sottomesso alla logica del profitto e al dominio delle assicurazioni (la salute è soprattutto un affare di soldi), ha avuto la forza di candidare alle primarie del partito democratico una donna e un nero e ora ha l’intelligenza morale di garantire costituzionalmente i matrimoni gay.

Il mondo è davvero pieno di contraddizioni, che tuttavia vanno colte, perché la storia non va soltanto in un’unica direzione. Al papa non è sfuggito il fatto che la questione ecologica non riguarda una pretesa e inesistente natura pura e incontaminata da difendere, bensì il rapporto che gli uomini hanno storicamente instaurato e instaurano con la natura. In gioco è come abitare il mondo, come amministrare una natura che gli uomini hanno o dovrebbero avere in comune. In gioco sono la cultura e i saperi cioè i modi con cui gli uomini hanno trasformato e trasformano la natura. Ma quello che sfugge al papa e alla chiesa è il fatto che anche nell’amore come nel sesso ciò che conta non è la natura in quanto tale. Prescindendo dal fatto che a voler fare riferimento esclusivamente alla natura, l’omosessualità è, come è noto, largamente praticata e diffusa, perché ogni cosa d’amore che abbia a che fare con il sesso deve essere necessariamente legata alla procreazione? In natura come in tutte le società si praticano le adozioni? E perché non potrebbero adottare del bambini altrimenti perduti coppie di uomini o coppie di donne? Le figura del materno e del paterno sono simboliche e possono stare in corpi di sesso diverso. Non vedo contraddizioni tra l’amore gay e il senso della famiglia, qualunque idea si possa mai avere di quest’ultima.

Ma non c’è bisogno di ricordare cose che tutti sappiamo. Perché mai l’amore deve esclusivamente essere tra individui di sesso diverso? Perché restringere così gli orizzonti di chi ha la fortuna di amare e di essere amato? La nostra cultura ha sempre oscillato tra un giudizio colpevolizzante, l’omosessualità come peccato e perversione, e un giudizio ‘scientifico’, l’omosessualità come malattia psichiatrica. Non è né l’uno né l’altra. E’ soltanto una semplice condizione dell’essere, né buone né cattiva, come l’eterosessualità.

Fonte Il Tirreno

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