Per una notte le donne arabe potranno fare il tifo per un…Cristiano

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La finalissima di Supercoppa tra Juventus e Milan a Gedda vista da Giuseppe Piscopo, storico tifoso juventino.

Giuseppe Piscopo

La finalissima di Supercoppa Italiana tra la Juventus (detentrice sia dello scudetto che della Coppa Italia) ed il Milan, alimenta opinioni diverse. Dopo aver pubblicato l’articolo di Alfonso Maurizio Iacono, con le sue  considerazioni sulla scelta della sfida in Arabia Saudita, con lo stadio aperto per la prima volta alle donne, abbiamo chiesto al nostro Giuseppe Piscopo, storico tifoso juventino, Vicepresidente del Club Juventus “Favara Bianconera” ( è doveroso precisarlo ), le sue considerazioni sull’incontro.

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Nel condividere in pieno quanto scritto da Alfonso Maurizio Iacono, aggiungo che sulla finalissima di Supercoppa tra la Juve ed il Milan, che si disputerà mercoledì 16 gennaio in Arabia Sauidita, a Gedda, c’è già una perdente: l’Italia.

Il Bel Paese ha perso, infatti, finale e faccia il giorno stesso della definizione della sede dove disputare una partita in salsa tricolore. Non Roma con il tradizionale Stadio Olimpico ma il King Sports City Stadium di Gedda nella lontana Arabia Saudita, Paese che nel luglio scorso ha offerto più soldi per accaparrarsi l’evento sportivo. Chi non mastica calcio quotidianamente potrebbe pensare subito dove sta l’anomalia: tutte le finali infatti si disputano in campo neutro e quindi, stando alla formula secca della finale in una gara da novanta minuti, con possibili supplementari e tiri dal dischetto. Quindi né l’Allianz Stadium di Torino né San Siro potevano essere i palcoscenici per assegnare l’ambìto trofeo. Sembrava quindi naturale la sede capitolina, con il suo Olimpico spesso designato dalla Lega lo stadio della finale.

Ed invece, alla faccia delle aspettative di migliaia di tifosi bianconeri e rossoneri, pronti ad invadere la Capitale con sciarpe e striscioni, si è scelto uno stadio nel deserto che a molti non sta calando giù. Il tutto per questioni legate al dio denaro che, ancora una volta, dimostra di non aver rispetto della faccia bella del calcio, quella fatta da migliaia di volti di tifosi delle due squadre, già organizzati a colorare la Curva Nord e la Curva Sud dell’Olimpico.

Per verità storica non è la prima volta che la Supercoppa Italiana venga disputata lontana dallo Stivale. Proprio Juventus e Milan, negli ultimi anni, si sono affrontati dovendo affrontare ore ed ore di volo..

Ma uno stadio in un altro Continente non è la sola anomalia di questa finale. Già è la formula stessa che non funziona. La finalissima di supercoppa mette difronte la squadra vincitrice dello scudetto con quella vincitrice della Coppa Italia, nella stessa stagione agonistica. E, visti i risultati della stagione 2017/2018, la Juventus avrebbe dovuto affrontare la…Juventus stessa, avendo la squadra di mister Allegri vinto entrambe le competizioni. Ma la formula prevede una sfida,a tutti i “costi…”

Ed allora in questo caso anche la perdente della finale di Coppa Italia, il Milan (che uscì sconfitto con ben quattro pappine) viene ripescata e catapultata in campo con la possibilità, dopo non aver vinto nulla, di alzare la Supercoppa al cielo. Addirittura in campionato, al termine di 34 giornate, la Juve distaccò la squadra milanese di ben 31 punti! L’altra anomalia, ma questo è un mio giudizio personale, è che le finali di queste tipo di competizioni, vadano disputate al termine della stagione agonistica stessa,  che decreta sia  la squadra campione d’Italia e sia quella vincitrice della Coppa Italia. Questo perché è giusto far scendere in campo i giocatori, e non le società che puntano a riempire i portafogli ed i guadagni in borsa, che si sono sudati la partecipazione alla supersfida. Ed invece, nel gennaio 2019, in campo scenderanno giocatori, sentite il colmo, come Bonucci ed Higuain a maglie invertite. Il primo tornato in bianconero come il figliol prodigo e ancora nella memoria impressa la sciagurata finale di coppa Italia all’Olimpico ed il secondo da quest’anno in rossonero dopo aver contribuito, con una mitragliata di belle reti, a far vincere alla Juve il settimo scudetto consecutivo e la quarta coppa Italia consecutiva.

Giuseppe Piscopo

Insomma, tanti sono i motivi per far riflettere ai vertici della Lega Calcio nel rivedere per il futuro la formula stessa della competizione, (possibilità di assegnare d’ufficio la Supercoppa alla squadra che vince sia scudetto che coppa Italia), tempi di svolgimento (al termine della  stessa stagione agonistica) e soprattutto sede, non privando ai tifosi italiani, a prezzi contenuti e senza trasferte intercontinentali, a stare al fianco dei propri beniamini. Ma tutte queste considerazioni diventano carta straccia per una Federazione Italiana Gioco Calcio che punta solo a creare attorno all’evento non il vociare e i canti degli ultrà ma il rumore delle monetine pesanti, quelle che dettano diritti televisivi e pubblicità. Con la complicità, e mi dispiace dirlo, delle stesse società di calcio che puntano alla vendita di abbigliamento sportivo, sciarpe, bandiere e gadget in mercati nuovi.

La lontananza del terreno di gioco della finalissima poteva “annacquare” l’attesa nella nostra lontana Italia. Ma a creare il “chiasso mediatico” all’evento ci hanno pensato gli arabi stessi, non perché sfegatati tifosi bianconeri e o del Milan (anche se le due squadre hanno colonie di tifosi in tutte le parti del mondo) ma per una diatriba legata alla possibile presenza sulle tribune di tifosi del gentil sesso.

L’unica nota allora positiva è legata alla quota rosa che finalmente, ma solo in determinati settori, sarà presente nello stadio di Gedda. Consoliamoci del fatto che la Juve ed il Milan saranno testimoni di questo fatto storico, in un paese che nega alle donne basilari diritti e libertà. Da tifoso juventino, nella finale dei paradossi, mi auguro che  le donne arabe, almeno in una sera, tradendo la fede religiosa, facciano il tifo per un…Cristiano, quello con il magico numero sette sulla maglia bianconera.

Applaudendolo, insieme a me a scena aperta, con la coppa al cielo…

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