Per non dimenticare

da | 23 Mag 22

23 Maggio 1992 – 19 luglio 1992

Lia Rocco

La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari”. Frase potente che sintetizza il pensiero e la certezza di Gesualdo Bufalino.

Nei giorni che passano dal 23 Maggio e il 19 Luglio del 1992 Gesualdo Bufalino è impegnato nella revisione del Guerrin Meschino, la favola cavalleresca che racconta di un vecchio puparo e del suo teatrino dei pupi.

Quel 19 Luglio Bufalino ha appena finito di rivedere la frase: A tale vento spirante, la candela cadde di mano al Meschino e si spense; un bavaglio gli cadde sugli occhi e per la prima volta egli ebbe paura”. Gli arriva la notizia della strage di via D’Amelio.

Si ferma Gesualdo. Si interrompe forse in preda alla paura come il suo Meschino. E scrive la poesia: Chiuso per lutto ( 23 maggio 1992 – 19 Luglio 1992). Ne trascrivo l’incipit: Basta così – giù il sipario – non me la sento stasera. Si chiude…” E la fine:Nessuna mano solleverà la pietra dei vostri sepolcri…Forse solo la tua, bambino…” (Naturalmente vi consiglio di cercare la poesia e leggerla).

I versi ci parlano di paladini che rimangono soli sul ciglio dell’abisso. Ci parlano di una Notte d’Ulivi in questa Sicilia santa, carogna, Giuda, Cristo. Una Sicilia buttata, sputata e inchiodata. Una Sicilia che non potrà più contare sui suoi eroi spettinati, baffuti e ciarlieri che non ci sarà più dato di vedere col telefono in una mano e una sigaretta nell’altra. Sono stati annientati da mano mafiosa e da menti raffinatissime.

La poesia diventa uno degli intermezzi del racconto Il Guerrin Meschino. È il momento nel quale la Storia fa irruzione nelle storie del teatro dei pupi e non può, questa volta, essere trasformata in fiaba” come scrive Alberto Cadioli. I paladini diventano poveri cadaveri eroi. Guerrin Meschino muore. E muore anche il puparo. Un giorno l’uno, un giorno l’altro, tutti finiamo così. In una botta di sangue si consuma la nostra vita”.

Il 23 maggio del 1992 muoiono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani.

Il 19 Luglio 1992 muoiono Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. Ricordiamoli tutti questi poveri paladini in borghese. Impariamo a memoria i loro nomi. Poveri paladini annientati ripetiamolo pure anzi gridiamolo – da mani mafiose e da menti raffinatissime.

Un anniversario può diventare esercizio stantio di pura retorica ma può essere un momento in cui si rinnovano e si coniugano memoria, gratitudine, e volontà di cambiamento. La scelta dipende da noi. E abbiamo enormi responsabilità. È dalla nostra determinazione che prende forza la volontà di combattere quella cultura mafiosa di cui siamo portatori. Quella cultura mafiosa della passività, dell’indifferenza,  della tentazione a trasformare i diritti in privilegi e i doveri in oneri.

È dalla nostra determinazione che nasceranno mani di bambine e bambini che solleveranno le pietre dei loro sepolcri. Grazie Gesualdo Bufalino

 

 

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