Patrimoni delle Accademie di Belle Arti d’Italia. Quale futuro?

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Si tratta di un patrimonio vastissimo, che ogni Accademia cerca di conservare e valorizzare nei limiti dei propri mezzi organizzativi e amministrativi. “Ma ancora lunga – spiega Giovanna Cassese – è la strada che conduce alla sistematica ed effettiva sistemazione di un patrimonio così vasto”.

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Molti gli spunti e i contenuti delle due giornate di riflessione sul patrimonio storico artistico dell’Accademia di Belle Arti di Palermo che si sono tenute nella sede storica di Palazzo Fernandez il 24 e 25 giugno scorsi. Due giornate intense in cui si è dibattuto – con l’Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Andrea Cusumano e i dirigenti del Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università, del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, dell’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, della Società Italiana di Storia della Critica d’Arte, dell’Università degli Studi di Palermo, dei dirigenti del Museo Archeologico Salinas e della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis – di temi quali i finanziamenti dei progetti volti alla conservazione e alla valorizzazione dei beni culturali, al perfezionamento dell’alta formazione artistica in ambiti sempre più specialistici, attraverso l’esperienza progettuale nell’ambito della catalogazione, della conservazione e della fruizione pubblica, sempre più necessaria nell’ottica della diffusione dell’ampio patrimonio artistico delle accademie italiane, che abbraccia vari ambiti del linguaggio artistico: dalla grafica d’arte (disegni, matrici, incisioni e stampe, acquaforti, litografie, ecc.) alle gipsoteche (le storiche raccolte di copie in gesso della statuaria classica e moderna) alle pinacoteche, ai fondi storici e librari, alle donazioni più recenti dei maestri e degli artisti che hanno lasciato nelle rispettive accademie i loro lavori giovanili o le loro opere più mature.

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Si tratta – è emerso ampiamente nel corso dei lavori – di un patrimonio vastissimo, che ogni Accademia cerca di conservare e valorizzare nei limiti dei propri mezzi organizzativi e amministrativi – d’altronde, soltanto negli ultimi anni è stato avviato un progetto nazionale con l’obiettivo di lavorare in tal senso, attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro nominato dal Miur-Afam sui Patrimoni delle Accademie di Belle Arti d’Italia, coordinato da Giovanna Cassese, presente alle due giornate palermitane. Ma ancora lunga – spiega Giovanna Cassese – è la strada che conduce alla sistematica ed effettiva sistemazione di un patrimonio così vasto, che senza una fitta rete di collaborazioni, di sinergie tra enti ed accademia, difficilmente potrà attuarsi.

In virtù di tali problematiche, in occasione delle due giornate di studi, il direttore dell’Accademia di Palermo, Mario Zito, ha volutamente ospitato la prima conferenza dei direttori delle accademie d’Italia a Palermo, che ha permesso di estendere il dibattito attivando una tavola rotonda cui ha partecipato la più ampia rappresentanza dei musei siciliani, da Maria Concetta di Natale (Direttore del Museo Diocesano di Monreale) a Lucina Gandolfo (Museo Archeologico Salinas di Palermo) a Carlo Pastena e Sandra Proto (Cricd – Centro Regionale per il Catalogo e la Documentazione).

Nello specifico, la giornata del 24 giugno, ha visto il primo congresso nazionale di Grafica d’Arte dei docenti delle Accademie di Belle Arti d’Italia. A moderare il congresso, Riccardo Mazzarino, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo e coordinatore del corso di Grafica d’Arte responsabile del Gabinetto dei Disegni, delle Stampe, delle Matrici. Il 24-06-2016 al gabinetto dei disegni e delle stampe alla presenza dei dirigenti dell’Istituto Centrale per la Grafica il responsabile Riccardo Mazzarino ha presentato il sistema in rete per la precatalogazione disegni stampe e matrici realizzato per la prima volta in Accademia con la collaborazione del Cricd (Centro Regionale del Catalogo della Regione Siciliana), un fatto storico senza precedenti. Nella stessa occasione è stato presentato il volume Segno e Insegno, atti del primo Congresso Nazionale dei docenti di grafica d’arte delle Accademie di Belle Arti italiane, a cura di Giovanna Cassese e Maria Antonella Fusco, preceduta dalla visita al Gabinetto dei Disegni, delle Stampe e delle Matrici dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.

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La giornata del 25 giugno ha visto la presentazione degli esiti del progetto Conoscenza, conservazione e divulgazione scientifica della Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, e del relativo volume La Gipsoteca dell’Accademia di Palermo. Conoscenza, conservazione e divulgazione scientifica, a cura di Giuseppe Cipolla. Il progetto, finanziato nell’ambito del bando Istituzioni Scolastiche (Legge 113/91 D.D. 2216/Ric. del 01/07/2014) si è articolato, nello specifico, in diverse fasi di ricerca e attività, tra cui l’indagine storiografica, tesa a raccogliere tutte le informazioni storico-artistiche, filologiche, collezionistiche e qualitative della collezione; la digitalizzazione della collezione; lo studio delle problematiche conservative attraverso indagini di diagnostica e monitoraggio ambientale, la caratterizzazione dei materiali costituenti e lo studio delle patologie in atto, gli interventi di pulitura, in un ottica di restauro open space, durante le fasi di indagine diagnostica conoscitiva delle opere d’arte e durante la realizzazione dei test di intervento conservativo, attraverso incontri didattici divulgativi e workshop che hanno coinvolto la comunità scientifica, gli allievi dell’Accademia e gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado; la disseminazione e condivisione dei risultati nella piattaforma web internet; la creazione di una rete condivisa (mappa virtuale) con i musei proprietari degli originali rappresentati nella gipsoteca; la pubblicazione scientifica cartacea e digitale (ebook), con gli approfondimenti scientifici.

Nell’ottica dei rischi della perdita del patrimonio dei beni culturali in Italia, la possibilità di conservare e preservare una rara gipsoteca rappresenta un ideale strumento per la valorizzazione della storia dell’arte, affidando alle nuove tecnologie il compito di tramandarne i valori estetici e culturali. Il progetto, al fine di disseminare la cultura e valorizzare le risorse, ha previsto la realizzazione di una piattaforma web dove sono disseminati i risultati delle ricerche storico-artistiche e diagnostico-conservative e gli interventi di restauro e pulitura. Un ulteriore strumento di conoscenza è rappresentato da una rete condivisa (mappa virtuale) con i musei che ospitano gli originali rappresentati nella gipsoteca, tra cui la Galleria degli Uffizi di Firenze, i Musei Capitolini e la Galleria Borghese di Roma, la Galleria Interdisciplinare Regionale di Palazzo Abatellis, la Galleria d’Arte Moderna e Palazzo Ziino di Palermo, ecc.

Le opere sono state digitalizzate, con approfondimenti critici e ricognizione storica, con relativi rimandi e segnature Qrcode, appositamente posti nelle sedi dell’Accademia ospitanti la collezione.

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