Omicidio del premio Sciascia-Racalmare. Scoperto il colpevole, chi sono i mandanti?

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CULTURA & CATTIVA POLITICA. Paolino Fantauzzo è riuscito ad uccidere un premio trentennale. L’arma del delitto (le “questioni economiche”) è stata ritrovata nella mani del sindaco di Grotte. Ma chi sono i veri mandanti di questo delitto? L’analisi di Egidio Terrana

Arrampicandosi sugli specchi, il sindaco di Grotte Paolino Fantauzzo continua a ripetere che il premio Sciascia-Racalmare è in stand by, che il Comune ha problemi di bilancio, che i quindicimila euro a Fausto Leali per il concerto di Pasqua sono giustificati dal “momento di incontro e di ritorno dei nostri concittadini che rientrano per rispolverare antiche tradizioni dove il sacro e il profano si mescolano”.

Il sindaco Paolino Fantauzzo all'ultima edizione del premio

Il sindaco Paolino Fantauzzo all’ultima edizione del premio

E’ evidente che mentre infuria la polemica nazionale, il sindaco Fantauzzo balbetta delle scuse che nascondono il vero movente: eliminare dal premio la presidenza di Gaetano Savatteri. Fantauzzo è reo confesso, sul Giornale di Sicilia di oggi: “Ogni volta in cui si parla di difficoltà di bilancio, Savatteri minaccia le dimissioni. Prendo atto che, dopo le minacce, si è dimesso. Il premio troverà altre persone valide per continuare a vivere nel suo splendore”.

Missione compiuta. Fantauzzo ha realizzato il suo obiettivo. Pur di cacciare via Savatteri dal premio Sciascia-Racalmare, non si è preoccupato di poter uccidere il premio stesso. Come nella barzelletta del marito che si taglia gli attributi pur di fare un dispetto alla moglie, Fantauzzo ha ammazzato il premio per non avere tra i piedi Savatteri.

Perchè? Molto semplice, per chi ha seguito le vicende del premio Sciascia-Racalmare. Savatteri ha detto molti no a quanti gli chiedevano favori per amici, per figli di amici, per libri di amici, per esibizioni di amici. Il presidente del premio, coinvolgendo nuovi lettori, in questi anni ha anche resistito a quanti – anche dal mondo della politica – pretendevano che sul palco del premio Sciascia-Racalmare salissero cantanti, poeti, attori, attrici e tutto un mondo di parenti e familiari in cerca del quarto d’ora di notorietà.

Con rigore, Savatteri ha dato al premio un’impronta veloce, snella e precisa: due serate di chiacchiere, poco spazio per le vanità politiche degli amministratori, dibattiti vivaci sui libri e sui loro autori. Il pubblico ha risposto con interesse e passioni. Infatti, le serate sono sempre state affollate di spettatori partecipi e attenti.

Gaetano Savatteri

Gaetano Savatteri

Rispetto ai tempi in cui gli scrittori vincitori calavano dall’alto, con una giuria pronta ad annuire sul nome del libro da premiare, Savatteri ha riportato al premio la diffusione e la lettura dei libri, le scelte condivise, la tensione della votazione finale, l’incertezza del finale.

Ma ai politici miopi tutto questo non piace. Preferiscono manifestazioni lunghe, piene di discorsi prolissi, di amministratori che leggono il loro compitino scritto. Preferiscono manifestazioni dall’esito scontato, senza suspence nè polemiche. Preferiscono cadaverini vestiti bene, in giacca e cravatta, agli imprevisti che invece devono sempre suscitare i libri e le idee. Ai politici miopi non piacciono le idee, perchè prediligono la noia delle serate dove possono ricevere applausi finti e sbadigli veri.

Ecco perchè Fantauzzo ha cassato il premio Sciascia, sperando di allontanare il suo presidente. Lasciamo perdere le false promesse, le assicurazioni di facciata, le scuse pallide del sindaco di Grotte. Chiediamoci, piuttosto, se Paolino Fantauzzo ha fatto tutto da solo o se è stato consigliato da qualcuno.

Conoscendo Fantauzzo, ci viene da pensare che non abbia agito senza consigliarsi con qualcuno. Sicuramente ne avrà parlato con i suoi assessori (e a proposito di questo, dov’è finito l’assessore alla Cultura Angelo Collura? Scomparso nell’infuriare della battaglia, Collura splende per assenza. Disperso in azione, potrebbe dirsi).

Angelo Collura

Angelo Collura

Chi sono dunque i mandanti di questo omicidio? Organizzatori culturali, politici di lungo corso, consiglieri improvvisati, intellettuali rampanti, esclusi rancorosi? Non lo sappiamo. L’identikit dei mandanti corrisponde a molti volti, a a molte figure.

Quanti stanno in agguato sperando di mettere le mani sul premio Sciascia-Racalmare al prossimo giro? Molti. Moltissimi. Sono loro i mandanti di questo omicidio culturale. Hanno giocato una guerra paesana, non immaginando che la cosa sarebbe divampata sul Corriere della Sera, su Repubblica, sull’Huffington Post, sui siti locali e sui grandi media nazionale.

Ma, da brave volpe paesane, immaginano che tutto questo passerà come un temporale d’estate. A loro non interessa creare il deserto. A loro interessa soltanto essere i padroni del deserto. E se per creare il deserto devono uccidere la memoria di Leonardo Sciascia tutto questo non importa. Ma ai politici e agli intellettuali miopi, ci permettiamo di dare un consiglio: chi non guarda lontano, finisce per sbattere contro un muro. Anche nel deserto.

 

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One Response to Omicidio del premio Sciascia-Racalmare. Scoperto il colpevole, chi sono i mandanti?

  1. Giovanni Volpe Rispondi

    26/06/2015 a 10:35

    Non fa una piega Direttore. L’unica piccola nota a proposito di quel “calavano dall’alto” cui fai riferimento rispetto agli anni passati, se a “calarli” erano Sciascia e Consolo era (ed è stato) un bel calare… Per quel che riguarda Gaetano era ed è la persona giusta al momento giusto, con la riforma, del premio, giusta!

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